christine lagarde

LAGARDE NON SPEGNE IL BAZOOKA (FINCHÉ C'È DRAGHI) – A LUGLIO LA BCE HA COMPRATO 10 MILIARDI DI TITOLI DI STATO ITALIANI: SI TRATTA DEI REINVESTIMENTI DEL PROGRAMMA PEPP. SE SI CONTINUA COSÌ, L’ATTIVAZIONE DELLO SCUDO ANTI SPREAD (IL “TPI”) DIVENTA INUTILE – L’EFFETTO SI VEDE: IL DIFFERENZIALE TRA I BOND ITALIANI E QUELLI TEDESCHI, NONOSTANTE LE TURBOLENZE POLITICHE, È STABILE SOTTO I 230 PUNTI BASE. MA CHE SUCCEDERÀ CON L'ARRIVO DEI SOVRANISTI AL GOVERNO? CHRISTINE CHIUDERÀ IL RUBINETTO...

 

Fabrizio Goria per “La Stampa”

 

CHRISTINE LAGARDE

Lo scudo è entrato in funzione. La Banca centrale europea (Bce), in tutto il mese di luglio, ha comprato 9,8 miliardi di euro in bond italiani, perlopiù titoli di Stato, iniziando il reinvestimento del Pandemic emergency purchase programme (Pepp), che conta su una potenza di fuoco da 1.700 miliardi di euro.

 

E lo ha fatto sulla base dello schema emerso a inizio luglio, con la divisione fra Paesi "neutrali, donatori e beneficiari". I Baltici nel primo caso; Germania, Paesi Bassi e Francia fra i secondi; Italia, Grecia Portogallo e Spagna tra i beneficiari. E incrociando i dati relativi all'ultimo mese emerge che gli acquisti di bond tedeschi sono calati di 14,3 miliardi di euro, mentre sono schizzati quelli sui Btp.

 

christine lagarde con mario draghi

Lo aveva annunciato e, finora, la promessa è stata mantenuta. Così Christine Lagarde durante l'ultima conferenza stampa del 21 luglio scorso: «La flessibilità nei reinvestimenti dei riscatti in scadenza nel portafoglio del programma di acquisto di emergenza pandemica (Pepp) rimane la prima linea di difesa per contrastare i rischi al meccanismo di trasmissione (della politica monetaria, ndr) connesso alla pandemia».

 

Detto, fatto. Nei primi 30 giorni di reinvestimento del Pepp, dopo circa un semestre di sostanziale equilibrio negli acquisti, il volume di titoli del Tesoro oggetto delle operazioni della Bce è aumentato, sfiorando quota 10 miliardi di euro. In alto anche gli acquisti sulla Spagna, 5,9 miliardi di euro, e sulla Grecia, 1,1 miliardi. In netta flessione, come scritto, la Germania, poco più di 14 miliardi di euro, ma anche Paesi Bassi, meno 3,4 miliardi, e Francia, meno 1,2 miliardi.

 

SEI BELLA COME IL Whatever it takes di mario draghi

In altre parole, lo schema che era trapelato prima della riunione di luglio. Ed è possibile che un accordo del genere sia il risultato di un compromesso fra un maggiore supporto per i Paesi vulnerabili, come richiesto da Italia e Spagna, e un incremento del tasso d'interesse più corposo a luglio, come domandato dal Fronte del Nord, composto da Germania, Olanda, Austria, Finlandia e parte dei Baltici.

 

La prima trincea contro la frammentazione, dunque, sta funzionando. E potrebbe non essere necessaria, a meno di fluttuazioni pre-elettorali e volatilità legata al conflitto in Ucraina, l'attivazione del Transmission protection instrument (Tpi), lo scudo anti-spread presentato il 21 luglio. Che poi, come spiegato da fonti interne della Bce, sarebbe la seconda linea di protezione per l'area euro, senza limiti e con la completa discrezionalità del Consiglio direttivo di Francoforte. La terza sono le Outright monetary transactions (Omt), lanciate nel 2012 da Mario Draghi.

 

mario draghi christine lagarde

Per ora, come rimarcato anche da Goldman Sachs, la rete di protezione messa in piedi dalla Bce sembra reggere. «Gli strumenti messi in campo sono convincenti», hanno spiegato gli analisti della banca statunitense. Concorda anche Spyros Andreopoulos, senior economist di Bnp Paribas, che ritiene che il pacchetto di misure di Lagarde sia «credibile nel medio termine».

 

Merito del fatto, secondo gli esperti, di non aver chiuso la porta a interventi più significativi. L'essere "senza limiti", come sottolineato dalla Bce, è stato accolto con positività dagli investitori internazionali. L'elevata flessibilità del Pepp - e il suo ammontare di reinvestimento, circa 1.700 miliardi di euro - permette di contrastare i movimenti inconsulti sui mercati finanziari.

 

CHRISTINE LAGARDE JEROME POWELL

Come quelli, a detta di Francoforte, che hanno messo sotto pressione i titoli di Stato italiani negli ultimi due mesi, portando lo spread Btp-Bund oltre 250 punti base. Valori che, come ricordato dal governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, non sono giustificati dai fondamentali economici del Paese. Il risultato sui Btp è stato netto. Il rendimento dei titoli decennali italiani, a inizio agosto, è tornato sotto quota 3% per la prima volta da maggio, toccando nella mattinata di ieri quota 2,88%, salvo poi risalire.

 

E il differenziale di rendimento fra Btp e Bund, nonostante la crisi politica italiana e l'imminente tornata elettorale, è stabile sotto i 230 punti base. Ciò che resta da capire, secondo J.P. Morgan, è se gli operatori finanziari vorranno testare i limiti, e la credibilità, della Bce. In tal caso, tuttavia, potrebbero essere incrementati gli acquisti dei bond sotto stress. Elemento che potrebbe indispettire più di una cancelleria, da Berlino a Vienna. Ma che sarebbe giustificabile, come rimarcato spesso da Lagarde, nel processo a contrasto della frammentazione nell'euro area. -

CHRISTINE LAGARDEchristine lagarde 3ANDREA CECCHERINI CHRISTINE LAGARDE

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”