1. TRANQUILLI, PRESTO DOVREBBE ARRIVARE UNA RASSICURAZIONE UFFICIALE DI MARPIONNE/ELKANN SUL RUOLO DI TORINO E DELL’ITALIA NEL NUOVO COLOSSO FIAT-CHRYSLER. UNA COSA DEL TIPO: “LASCEREMO DA VOI UNA PARTE IMPORTANTE DEL GRUPPO. I DEBITI” 2. COME DIMOSTRANO I CASI DEL MINISTRO KAZAKO ALFANAYEV E DELLA LIGRESTA CANCELLIERI, LETTA È UN MAESTRO NELL’ARTE DI NON DECIDERE NULLA, NON DIRE NULLA, NON FARE NULLA E ASPETTARE CHE PASSI LA BURIANA. E ANCHE QUESTA VOLTA HA AVUTO RAGIONE LUI: TRA FASSINA, BRUNO ARCHI E DE GIROLAMO IL RIMPASTINO È PRATICAMENTE FATTO 3. MA QUALE CRIDITO ALLE IMPRESE, LE BANCHE (SEMIFALLITE) A CACCIA DI SOLDI NEL 2014


a cura di COLIN WARD (Special Guest: Pippo il Patriota)

1 - NON SONO STATO, IO
Nostra Signora del Sannio si è dimessa per la propria "dignità". Per trovarla ha impiegato tre settimane, anche perché pare che il marito Francesco Boccia gliel'avesse spostata dal cassetto della biancheria, dove la custodisce abitualmente, all'armadietto dei detersivi. Un po' tardi, ma comunque alla fine la ministra agricola sloggia dal governino di Mezze Intese perché "lasciata sola" da Lettanipote e forse, già che c'è, tornerà direttamente da Papi Silvio. Sempre in nome della dignità.

Ok, le intercettazioni pubblicate dal 4 gennaio sul Cetriolo Quotidiano (dove un freelance, Vincenzo Iurillo, alla fine potrà ben dire di aver fatto dimettere un ministro) erano bruttarelle. Non è bello leggere di un futuro ministro che nel 2012 discute di appalti del 118, decide dove mettere gli uffici dell'Asl, briga per mandare controlli negli ospedali per far capire "che un minimo di comando ce l'abbiamo" e si agita per la concessione di un bar dello zio, sempre in un ospedale. Soprattutto, era ed è totalmente impossibile prevedere quante telefonate della virile Annunziatina usciranno ancora.

Ingiusto, però, il risentimento di Nostra Signora del Sannio nei confronti del compagnuccio di VeDrò. Come dimostrano i casi del ministro kazako Alfanayev e della ligresta Cancellieri, Lettanipote è un maestro nell'arte di non decidere nulla, non dire nulla, non fare nulla e aspettare serenamente che passi la buriana. E anche questa volta ha avuto ragione lui: tra Fassina, Archi e De Girolamo il rimpastino è praticamente fatto.

2 - L'IPOCRISIA AL POTERE
Anzi, l'ipocrisia è il potere. Titoli in rapida successione per meglio apprezzare la foto di gruppo. "Letta non sapeva delle dimissioni". "Alfano: ‘Ho tentato di farla restare, il governo ora è più debole. Il rapporto tra Nunzia ed Enrico è sempre stato solido, evidentemente si aspettava un'attenzione più calorosa da parte del premier" (Repubblica, p. 2).

"Gli sms: Nunzia resisti. Ma il suo partito non farà barricate. E Lupi assicura: avrà un ruolo centrale in Ncd" (Corriere, p. 4). "Telefonate a Enrico e Silvio. Poi la decisione: ‘Me ne vado'. Il Cavaliere: ‘Per te porte aperte'. La tempesta interiore: da settimane il ministro vive con la sensazione di essere stata scaricata dai colleghi di Ncd" (Stampa, p. 3). "Tempesta interiore", riferita alla De Girolamo, apre scenari inediti.

E a proposito di poltrone, "Premier sereno, rimpasto più vicino. Verso un riequilibrio tra PD e alfaniani. Per Palazzo Chigi si chiude un caso. E si libera una casella da assegnare. L'ipotesi di un rinforzo della squadra dem nell'esecutivo" (Corriere, p. 4). Mentre il Cetriolo Quotidiano sostiene che al posto di Nostra Signora del Sannio potrebbe arrivare Mister Eataly Farinetti (p. 2), legatissimo a Renzie.

Intanto il Rottam'attore si fa intervistare dal Messeggero e la spara grossa: "Se si fanno le riforme si può arrivare al 2018". E quando gli chiedono che succede al governo, ecco come risponde: ‘Non so. Io mi occupo di riforme, di lavoro, di tagli ai costi della politica. Il governo e i ministri sono un problema di Letta". Molto netto il passaggio in cui ribadisce che se il Parlamento bocciasse a voto segreto la legge elettorale sarebbe "inaffidabile" e quindi da sciogliere (p. 3).

3 - L'IPOCRISIA AL POTERE/2 - LA SCOPERTA DI MASTRAPASQUA
Occupa da anni decine di poltrone e non era certo un segreto. Oggi la ministra Frignero ricorda che cercò inutilmente di limargli le unghie (Stampa, p. 8), ma lui era troppo protetto da Gianni Letta (che lo chiama affettuosamente "Tonino") e da Catricaletta. Adesso che Antonio Mastrapasqua è indagato per truffa dalla procura di Roma, persino Lettanipote chiede "chiarezza" su questo signore che vigila sulle vostre pensioni con la sua faccia da impresario delle pompe funebri (scelta economicamente azzeccata perché è la morte a tenere in equilibrio i conti della previdenza).

La sortita di Palazzo Chigi sveglia il Corriere, che domenica aveva semi-nascosto la notizia con un pezzullo sdraiatissimo: "Fare chiarezza sul caso Mastrapasqua'. Il premier a Giovannini: subito una relazione sull'inchiesta a carico del presidente Inps" (p. 7). Sergio Rizzo ne approfitta per dedicarsi ai poltronisti seriali: "Incarichi e nomine dei manager. Lo scandalo delle regole ignorate. I trucchi per aggirare le norme. Il valzer delle designazioni di primavera. L'ultimo intervento nella legge di Stabilità vieta il cumulo tra pensione statale e stipendio pubblico, ma non vale per i rapporti in essere". Repubblica corre con la fantasia: "Inps, Mastrapasqua verso l'addio" (p. 11).

4 - ITALICUM E' IL MIO TRENINO
"Legge elettorale, armistizio nel Pd. Sarà Renzi a trattare le modifiche. ‘Ma se salta tutto, subito alle urne'. Soglia premio verso il 38%. Il segretario: dico no alla palude" (Repubblica, p. 6). Intanto però scoppia "il caso Brunetta": "Brunetta evoca il voto. Tensione sulle riforme. Ma Verdini: argomento non in discussione. Il Nuovo centrodestra in Aula chiederà l'introduzione delle preferenze, ma Forza Italia fa muro: ‘Ci sono liste corte, non c'è spazio" (Corriere, p. 5). Preoccupato il Giornale: "Renzi corre sull'Italicum, ma nel Pd saltano i nervi. Il segretario: subito l'ok alla legge elettorale. I suoi fedelissimi in tilt dopo l'annuncio di Brunetta: ‘Riforma e poi si va al voto'" (p. 4).

5 - NANO UNCHAINED
"Strappo tra Berlusconi e gli Azzurri. L'ex premier diserta l'adunata di Fitto. Cresce nel partito l'insofferenza per l'asse con Toti" (Stampa, p. 7). Anche Repubblica rovina il compleanno di Farsa Italia: "Berlusconi, ventennale senza festa. Fitto lo critica sul ruolo di Toti. ‘Le nomine esterne ci umiliano'. E Cosentino rispunta per candidarsi alle europee. Il Cavaliere non manda saluti al raduno di Bari. A Napoli iniziativa dei ‘dissidenti'" (p. 8). Tutto va bene sul Giornale di famiglia: "Il Cav rilancia Forza Italia: ‘Il 2014 sarà un nuovo ‘94" e "Orgoglio azzurro a Bari: cinquemila in piazza" (p. 5).

6 - LINGOTTI IN FUGA
"Fiat-Chrysler tra l'Europa e Wall Street", titolano il Corriere (p. 15) e un po' tutti gli altri giornali, riprendendo quanto scritto nel fine settimana dal Wall Street Journal e da Bloomberg. Comunque presto dovrebbe arrivare una rassicurazione ufficiale sul ruolo di Torino e dell'Italia nel nuovo colosso dell'auto. Una cosa del tipo: "Lasceremo da voi una parte importante del Gruppo. I debiti".

7 - AIUTO! BANCHE A CACCIA DI SOLDI NEL 2014
Affari&Sfiganza di Repubblica ci avverte così: "Il lungo inverno delle banche italiane alla ricerca di 10 miliardi di capitale. Tra chi ha già detto che emetterà nuove azioni ci sono Mps per 3 miliardi, Banco Popolare per 1,5 appena deliberati dal cda di venerdì, Bpm per 500 e Carige per 700 milioni. Il 2014 sarà l'anno della verità per tutto il settore creditizio" (pp. 2-3).

8- PRIVATIZZAZIONE CON IL BUCO
Bella storia tirata fuori da Andrea Bassi sul Messaggero: "Poste, il nodo da 1,7 miliardi de crediti verso lo Stato. In vista della vendita sul tavolo del governo anche il saldo dei debiti. Il gruppo di Sarmi attende ancora persino il rimborso degli euroconvertitori" che l'allora premier Silvio Berlusconi spedì a casa degli italiani per il changeover (p. 9).

9 - MA FACCE RIDE!
"Compagnia di San Paolo, una poltrona per tre". Su Affari&Sfiganza, il sessantasettenne Salvatore Tropea tira fuori dal cilindro con queste parole il nome del vecchio amico Enrico Salza per la presidenza della fondazione bancaria: "Un repechage che non urterebbe neppure con l'anagrafe dal momento che i 76 anni di Salza non potrebbero costituire un ostacolo al ruolo di guida e patriarca della Compagnia. Né potrebbero destare scalpore viste le carte d'identità dei vertici di Intesa Sanpaolo" (p. 19).

10 - AGENZIA MASTIKAZZI!
Inchiestona della Stampa di Detroit: "Cowboy mestiere finito. Addio al mito del West. Usa: crisi, nuove tecnologie e siccità condannano l'allevamento bovino". Di spalla c'è perfino l'immancabile Luttwak che sentenzia: "Nei ranch ci sono troppi veterinari" (p. 18). La perla è che l'inquietante Luttwak viene presentato ai lettori come "allevatore/politologo" (sic!). In fondo si tratta di due sinonimi.

11 - ULTIME DA UN POST PAESE
Meritevole inchiesta di Gian Antonio Stella per il Corriere: "Pochissimi detenuti per reati fiscali. Quel record (negativo) dell'Italia. Solo lo 0,4% della popolazione dietro le sbarre rispetto a una media europea del 4,1%. Nelle nostre carceri sono 55 volte meno che in quelle tedesche" (p. 21). Poi ci si chiede perché gli stranieri non vengono volentieri a investire in Italia. Ma questi numeri purtroppo dicono anche un'altra cosa: la giustizia di classe esiste eccome.
colinward@autistici.org

 

 

nunzia de girolamo francesco boccia Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia da Panorama RENZI-FASSINAlupismorfia ENRICO LETTA E BERLUSCONI ENRICO LETTA E SILVIO BERLUSCONILA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI GIANNI LETTA Antonio Mastrapasqua Mario Monti Elsa Fornero LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI SCHIFANI E BRUNETTA michele cucuzza e edward luttwak MASSIMO SARMI

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