TUTTA COLPA DI MUSSARI - MPS CHIUDE IL 2013 IN PERDITA PER ALTRI 1,5 MILIARDI E PROFUMO DA' LA COLPA A MUSSARI: "HA SBAGLIATO TUTTO" (PROFUMO INVECE IN UNICREDIT LE HA AZZECCATE TUTTE…)

Gianluca Paolucci per "la Stampa"

Montepaschi archivia il settimo trimestre consecutivo in perdita, ma "limita" il danno a 1,5 miliardi complessivi nell'esercizio 2013 contro i 3,1 miliardi dell'esercizio precedente. E il presidente Alessandro Profumo si scaglia contro gli errori della passata gestione e del suo predecessore Giuseppe Mussari.

I numeri di Mps, appesantiti dalle rettifiche, parlano chiaro. I crediti verso la clientela rallentano del 7,6% su base annua e del 3,2% nell'ultimo trimestre, per effetto della recessione e della «attenta politica di selezione del credito», spiega la banca senese. Stabile la raccolta a 233 miliardi, grazie principalmente alla ripresa del risparmio gestito e amministrato.

Dati meno confortanti arrivano, come peraltro avviene in altri istituti, dai dati sui crediti difficili. Le sofferenze aumentano del 21,7%, gli incagli del 26% - in questa voce è passato anche il credito da 600 milioni verso Sorgenia, la società del gruppo Cir - mentre i crediti ristrutturati del 20,4%. In brusco calo anche il margine della gestione finanziaria e assicurativa e il margine d'interesse (-23,9%). A pesare sulla perdita sono anche gli accantonamenti netti per 243 milioni e le perdite da partecipazioni per 56 milioni. Numeri che l'ad Fabrizio Viola definisce comunque in linea con gli obiettivi del piano di ristrutturazione «sia per i ricavi che per i costi operativi, sia per il patrimonio».

Nonostante questo quadro non mancano segnali di ottimismo. Il direttore finanziario Bernardo Mingrone assicura per il 2016 il ritorno al dividendo. Mentre il gruppo vede spazi di miglioramento per i target del piano 2015-2017, grazie all'accordo concluso con Deutsche Bank per la chiusura di Santorini e agli effetti fiscali positivi di provvedimenti inclusi nella legge di stabilità e non inclusi nel piano originario.

Mentre il presidente Profumo ha spiegato che «dopo la chiusura di Santorini e il calo dello spread - che impatta sui conti anche in maniera diretta per la forte esposizione di Mps sui Btp italiani - ci sentiamo abbastanza tranquilli». E Mps è abbastanza tranquilla, dice Profumo, anche sugli stress test della Bce. Il mercato apprezza il lavoro fatto dai vertici per il calo dei costi e il miglioramento dei ricavi. E il titolo chiude in progresso dell'1,36% sopra 0,22 euro una seduta tutta all'insegna della prevalenza di acquisiti.

Ma ieri è da registrare anche il nuovo attacco di Profumo nei confronti del suo predecessore Mussari. Secondo Profumo, l'ex presidente del Monte «ha sbagliato tutto» anche nei rapporti con i sindacati, trattando con una sola sigla sindacale. «I risultati sono lì - ha detto Profumo al congresso della Fabi, altra sigla sindacale dei bancari - anche con il sindacato che incontrava mentre io mi sono sempre rifiutato perché non è giusto e altrimenti si fa un casino. Mussari faceva tutto, il presidente l'ad e forse anche il capo del personale e mi risulta che le trattative fossero tra lui e una sola sigla sindacale».

Prossima tappa, l'aumento di capitale da 3 miliardi previsto per maggio. Rinnovato l'accordo con il pool di banche guidato da Ubs per il consorzio di garanzia, con costi "in linea", assicura Viola, con quelli previsti per l'aumento saltato in dicembre per volontà della Fondazione Mps. Mentre l'eventuale, secondo alcuni scontato, ingresso di soci stranieri non è un rischio per Profumo, per il quale l'importante è avere azionisti che credono nel rilancio dell'istituto.

 

 

MARIO MONTI GIUSEPPE MUSSARI FOTO INFOPHOTO MUSSARI MARCEGAGLIA MANSI mpsFABRIZIO VIOLA MONTEPASCHI ALESSANDRO PROFUMO E FABRIZIO VIOLA

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