ADESSO PASSERA DICE CHE I MINI-BOT NON SE LI ERA INVENTATI LUI: ''VOLEVAMO VENDERE BUONI SUL MERCATO PER PAGARE LE IMPRESE IN EURO''. FALSO, I TITOLI SAREBBERO ANDATI DIRETTAMENTE ALLE PMI, MA NEL 2011 SI SCONTRÒ COL SOLITO MURO DI BRUXELLES: QUEI BOT AVREBBERO INGROSSATO IL TOTALE DEL DEBITO PUBBLICO, E QUINDI ERANO INUTILI PER EVITARE LO SFORAMENTO. ORA CORRADONE NE FA UNA QUESTIONE PSICOLOGICA: ''I MINI-BOT CONFERMANO GLI STEREOTIPI SUGLI ITALIANI. INAFFIDABILI E FURBETTI'' 

1. DEBITI PA, L’EX MINISTRO PASSERA FA I CONTI IN TASCA A RENZI E LO CONSIGLIA

 

Estratto dall'articolo di www.ilfattoquotidiano.it del 20 settembre 2014

 

CORRADO PASSERA TITOLI DI STATO DEBITI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

(…) “Anche in questo come in tanti altri casi, poiché il nostro obiettivo non è fare demagogia a buon mercato ma sollecitare risposte concrete ai bisogni delle persone e delle famiglie, speriamo di essere positivamente sorpresi. Senza tuttavia, dati alla mano, farci troppo affidamento”, ha aggiunto il leader di Italia Unica. La stessa persona, cioè, che a due settimane dopo l’insediamento alla guida del ministero dello Sviluppo economico sotto il governo Monti, a fine 2011 propose di saldare  in titoli di Stato la montagna di debiti della pubblica amministrazione verso le imprese – all’epoca circa 100 miliardi di euro – partorendo un topolino da 2 miliardi, pena lo sforamento dei parametri di Maastricht.

 

Abilmente glissando sul flop, pochi mesi dopo l’ex banchiere era saltato sul carro dei decreti estivi che “permetteranno di rendere liquida la parte rilevante dei crediti scaduti della pubblica amministrazione”. Peccato che i provvedimenti in questione abbiano sbloccato solo una ventina di miliardi. Secondo l’allora ministro, però, “il problema non riguarda solo la pubblica amministrazione, ma anche di rapporti tra i privati e questo sarà risolto attraverso l’adozione della direttiva europea che introduce e assicura una disciplina dei pagamenti che oggi nel nostro Paese non c’è”.

 

CORRADO PASSERA IMBAVAGLIATO

 Un altro tasto scivolosissimo, visto che dell’adozione anticipata delle direttiva Ue dell’estate 2010 – che ha poi imposto al pubblico i pagamenti entro 30 giorni con interessi salati sui ritardi – il governo Monti aveva parlato per un anno senza seguito, salvo poi adottarla a gennaio 2013. Cioè soltanto due mesi prima della sua naturale entrata in vigore.

 

(…)

 

 

2. MA C'ERANO PURE I ''BERSANI BOND'', NEL PROGRAMMA DEL CANDIDATO DEL PD ALLE ELEZIONI 2013, NUOVE EMISSIONI PER PAGARE I DEBITI DELLA P.A.

https://www.linkiesta.it/it/blog-post/2013/02/10/bene-i-bb-bersani-bond-per-saldare-i-debiti-della-pa-ma-in-cambio-tras/14509/

corrado passera

 

 

3. PASSERA: «LA NOSTRA PROPOSTA? ERA VENDERE I BOT SUL MERCATO PER PAGARE LE IMPRESE IN EURO»

Federico Fubini per “il “Corriere della sera

 

Da banchiere Corrado Passera se ne occupa quando ha a che fare con imprese zavorrate dai crediti insoluti. Da ministro dello Sviluppo, aveva lavorato per risolvere il problema.

 

Non è giusto tentare idee nuove?

«I ritardi di pagamento sono un problema grave, certo.

Tolgono capacità di credito alle piccole e medie imprese, ne acuiscono la fragilità, aumentano il numero dei fallimenti, riducono l' occupazione, frenano la crescita. Ma non si risponde certo con i mini-Bot».

 

Anche il vostro governo nel 2012 pensò di emettere titoli per saldare le imprese. Perché no?

CLAUDIO BORGHI CON UN FACSIMILE DI UN MINI BOT

«Non è uguale. Noi imponemmo misure drastiche: io stesso chiesi di destinare 40 miliardi di nuove emissioni di titoli di Stato per pagare le imprese, sì. Ma con gli euro così raccolti sul mercato, non in titoli. Inoltre imponemmo interessi di mora all' 8% e inserimmo penalizzazioni per le grandi imprese che pagano in ritardo».

 

Perché allora il problema resta?

«Anche per lentezze nelle autorizzazioni di pagamento.

Ma i debiti scaduti dello Stato vanno pagati subito, mettere in difficoltà tante imprese è inaccettabile. Assurdo che lo Stato preferisca non indebitarsi anche a tassi bassissimi per saldare i suoi fornitori costringendo questi ultimi a indebitarsi in banca a costi anche dieci volte superiori».

 

Perché non tentare con i mini-Bot?

«In teoria, sono un modo di riconoscere che anche i pagamenti arretrati ai fornitori sono debito e che ha senso trasformarli in debito finanziario per saldarli. Ma il mini-Bot non funziona, per molti motivi. Il primo è che chi ne parla ha in mente altro: una valuta parallela, l' idea che l' Italia possa stampare moneta. La proposta viene dagli stessi che non hanno mai nascosto il desiderio di tornare alla lira».

CLAUDIO BORGHI E ANTONIO MARIA RINALDI

 

Non è legittimo?

«Parlare di mini-Bot fa molto male all' Italia, perché conferma i peggiori stereotipi su di noi: gente inaffidabile, furbetti che dicono una cosa e ne hanno in mente un' altra, pasticcioni. Ci isoliamo da soli».

 

Ma sul piano tecnico?

«Sarebbe un raggiro per le piccole e medie imprese. Se i mini-Bot sono titoli di Stato emessi a tassi zero, chi li riceve non solo non ha euro in mano dal valore chiaro e certo, ma perderebbe anche il diritto agli interessi di mora che noi avevamo introdotto».

 

claudio borghi giovane trader

E in termini politici?

«Mi indigna il male che si sta facendo agli italiani parlando a sproposito di mini-Bot, come lo si è fatto ipotizzando l' euro-exit o il default dello Stato. È tutto misurabile: la Fondazione Hume calcola che da marzo 2018 i titoli emessi in Italia, pubblici e privati, azioni e obbligazioni, si siano svalutati di circa 170 miliardi. L' ultima settimana di maggio è stata la peggiore, meno 27 miliardi. Risparmi e ricchezza in fumo di famiglie e imprese. Ne deve rendere conto si riempie la bocca di miniBot e amenità simili».

 

Lei che propone per sanare gli arretrati?

«Il governo emetta titoli per pagare i fornitori, in euro. Se l' operazione è seria, sono certo sia negoziabile un accordo con Bruxelles sull' aumento del debito finanziario che ne risulterebbe. Anche Cassa depositi può avere un ruolo. E l' esempio spagnolo può essere utile: una società patrimonializzata con attivi pubblici che anticipa i pagamenti, e poi se la vede con i vari enti, potrebbe permettere il pagamento di tutto il debito scaduto, forse senza aumentare il debito pubblico.

 

Servirebbero anche misure per limitare l' abuso di forza di troppe grandi imprese che continuano a pagare tardi i piccoli fornitori. E il problema si ridurrebbe in modo drastico se la giustizia civile con i suoi tempi lunghi smettesse di favorire, di fatto, i debitori morosi».

claudio borghi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO