PEUGEOT SI BUTTA SOTTO LE RUOTE DI GENERAL MOTORS: LA FAMIGLIA FRANCESE VUOLE FONDERSI CON OPEL

Andrea Malan per "Il Sole 24 Ore"

Il valzer delle fusioni nel settore auto, in attesa di Fiat-Chrysler, potrebbe ripartire dalla Francia. Secondo indiscrezioni dell'agenzia Reuters, la famiglia Peugeot sarebbe pronta a cedere il controllo dell'omonima azienda alla General Motors nell'ambito di un aumento di capitale in tempi brevi e di una possibile fusione con Opel, filiale europea di Gm.

I Peugeot avrebbero in sostanza chiesto aiuto al gruppo americano di cui sono già partner industriali e che aveva già acquisito una quota del 7% di Peugeot Sa (Psa) nel 2012. Ieri però è arrivata subito una doccia fredda: secondo fonti citate dalla stampa Usa, General Motors «non ha attualmente intenzione di iniettare altri fondi nell'alleata»; a Detroit sarebbero sì arrivate avances dall'azienda francese, ma sarebbero state respinte. Dalle due aziende non sono arrivati ieri commenti ufficiali.

La situazione di Psa resta però difficile e in questi casi - come commentava ieri un operatore - «è meglio agire prima che dopo». La chiave di una possibile interpretazione del diniego di Gm sta nell'avverbio «attualmente», che riprende quanto affermato pochi giorni fa a Shanghai da Dan Akerson, numero uno del gruppo: Gm, cioè, potrebbe decidersi al grande passo solo se otterrà garanzie sulla gestibilità politica di un'eventuale unione di Peugeot e Opel. Il nodo della possibile nuova intesa è quello dei tagli all'organico che sarebbero necessari per far fronte all'eccesso di capacità produttiva.

Secondo Reuters, prima di investire nuovi fondi in Psa General Motors vorrebbe assicurazioni sul fatto di poter gestire la riduzione della capacità. Peugeot nel 2012 ha perso circa 600 milioni a livello operativo, ma 1,5 miliardi con la sola divisione auto; con minusvalenze e oneri straordinari il rosso è salito a 5 miliardi; il gruppo ha bruciato 3 miliardi di liquidità.

Anche nei primi mesi del 2013 il gruppo francese, particolarmente esposto al mercato europeo, ha perso quote di mercato. L'obiettivo è di dimezzare quest'anno il consumo di cassa a 1,5 miliardi, ma un nuovo aumento di capitale - dicono le fonti - è inevitabile.

Gm non è messa molto meglio in Europa: nel 2012 il rosso nei conti del Vecchio continente è salito a 1,8 miliardi di dollari; il rosso nei conti è comune peraltro ad altri costruttori generalisti come Fiat, Ford e Renault. Sia Psa che Opel hanno già avviato piani di riduzione dei costi. La prima ha annunciato per il 2014 la chiusura della fabbrica di Aulnay, nella banlieue parigina, e prevede di ridurre l'organico di 10mila posti. Opel dovrebbe fermare l'attività a Bochum, in Germania, dopo la chiusura di Anversa (in Belgio) nel 2010; i tagli previsti sono complessivamente oltre 8mila.

A questi livelli del mercato, però, il ritorno al break even potrebbe richiedere la chiusura di un altro stabilimento in Francia e di uno in Germania. Nel frattempo, secondo la Reuters, per rafforzare il capitale la Peugeot ha negoziato nei mesi scorsi con il partner cinese DongFeng per un possibile ingresso di quest'ultima con una quota del 30%; le trattative si sarebbero però arenate. Se anche la strada di Gm dovesse rivelarsi impraticabile, a Psa potrebbe non rimanere che chiedere l'aiuto di Parigi.

L'anno scorso il Governo francese era già intervenuto a sostegno di Peugeot fornendo una garanzia su crediti bancari per 7 miliardi di euro a Banque Psa. Non è detto, comunque, che il Governo francese accetti il passaggio di uno dei due costruttori nazionali sotto bandiera americana (per di più, attraverso una fusione con un'azienda tedesca); né tanto meno che accetti poi i tagli alla struttura industriale e all'organico che si renderebbero necessari per riportare in linea di galleggiamento i conti del nuovo gruppo.

La rinuncia al controllo da parte dei Peugeot sarebbe un passo storico; attualmente la famiglia, che fondò l'azienda oltre 200 anni fa, detiene il 25,4% del capitale ma il 38,1% dei diritti di voto; Thierry Peugeot è il presidente di Psa, mentre il cugino Robert guida la holding Ffp. Il passo indietro dei Peugeot lascerebbe due sole aziende a controllo familiare nel settore auto in Europa: la Fiat degli Agnelli e la Bmw dei Quandt.

 

PEUGEOT GENERAL MOTORS BUILDING NEW YORK citroenFrancois Hollande a londra in mezzo alle guardie reali ARNAUD MONTEBOURG

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