1- LAUDETUR JESUS CHRISTUS: QUI RADIO VATICANA: “SI AVVISANO I FEDELI CHE RATZINGER INTENDE PASSARE ALLA STORIA COME IL PRIMO PAPA CONSERVATORE PROTAGONISTA DI UN GESTO RIVOLUZIONARIO: LASCIARE IL SOGLIO DI PIETRO PRIMA DI RAGGIUNGERE L’ALDILÀ” (MAGARI BENEDETTO XVI HA NEGLI OCCHI I DUE ULTIMI ANNI DI VITA DI PAPA KAROL WOJTYLA INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE PER LA MALATTIA?) 2- CORVO DOPO CORVO, IL SEGRETARIO DI STATO TARCISIO BERTONE SI STA CONVINCENDO CHE ENTRO LA FINE DELL’ANNO DOVRÀ FARE LE VALIGE MA INTANTO STA TEMPESTANDO DI TELEFONATE MARIO MONTI PER DIFENDERE LA POLTRONA RAI DI LORENZA OPUS LEI 3- UNA BELLA SIGNORA OLANDESE DI 71 ANNI RIDUCE IN BRANDELLI L’ARROGANZA DI COLAO MERAVIGLIAO: “MY DEAR VITTORIO: IL TUO È UN BLUFF, E IO NON RISPONDO ALLE MINACCE” 4- TOTO UNICREDIT: SE NON SBARCA PALENZONA, CHE POTREBBE PREFERIRE LA PRESIDENZA DI MEDIOBANCA PER FARE IL PICCOLO GERONZI CON LE PARTECIPAZIONI RCS-GENERALI-TELECOM, PER IL DOPO-RAMPL SCENDONO IN PISTA GROS PIETRO E GUIDO ROSSI (SEMBRANO SOLO FRUTTO DI FANTASIE I NOMI DI SACCOMANNI E BINI SMAGHI) 4- STOP PER CUCCHIANI: IL COCCO DI GUZZETTI NON OTTIENE IL CONTRATTO PER TRE ANNI

1 - UNA BELLA SIGNORA OLANDESE DI 71 ANNI RIDUCE A BRANDELLI COLAO MERAVIGLIAO
È davvero un peccato non avere assistito allo scazzo furibondo che si è svolto alla Fiera di Barcellona tra il capo di Vodafone Vittorio Colao (detto Colao Meravigliao) e una bella signora olandese di 71 anni.

Lo scontro è avvenuto nell'ambito dei lavori del Mobile World Congress, l'appuntamento che ha richiamato i più grandi gestori mondiali delle telecomunicazioni. Nel suo intervento il manager bocconiano ed ex-McKinsey che dal luglio 2008 guida il colosso Vodafone ha alzato la voce per chiedere a chi in Europa deve dettare le regole sulle telecomunicazioni di non pregiudicare i ricavi del settore con ulteriori tagli sulle tariffe di terminazione e di roaming. Se questa situazione dovesse durare - ha detto Colao - sarei costretto a ridurre gli investimenti e a dirottarli in aree geografiche diverse.

Dopo il suo intervento è arrivata a stretto giro la risposta di Neelie Kroes, la signora di Rotterdam che dopo aver occupato per sei anni la poltrona di Commissario europeo per la Concorrenza, dal 2010 ha ricevuto l'incarico di Commissario europeo per l'Agenda digitale.

Questa donna, che è stata inserita più volte nella lista delle 100 più potenti del mondo e alla quale è stato attribuito per la sua tenacia il soprannome di "Iron Lady", è salita sul palco e ha investito Colao Meravigliao con parole davvero inconsuete: "Messaggio a Vittorio e a Vodafone: è finito il tempo dei giochetti perché oggi l'industria ha la necessaria fiducia per investire e i giusti incentivi per innovare", poi tra lo stupore generale dei top manager di tutto il mondo, ha detto: "my dear Vittorio: il tuo è un bluff, e io non rispondo bene alle minacce. Prendo le difese dei clienti Vodafone e ricordo a tutti che vogliamo un mercato più grande. Una concorrenza leale nel roaming e una buona contropartita per il settore e per il mercato".

Inutile dire la meraviglia del grande Colao Meravigliao, l'uomo che nei quattro anni da amministratore delegato del Gruppo Rcs faceva tremare le scrivanie per la sua imperizia e soprattutto per il tono arrogante. La lezione dell'olandesina è uno schiaffo "meravigliao" che Colao ricorderà a lungo.

2 - TOTO UNICREDIT: SE NON SBARCA PALENZONA... - PRIMO STOP PER CUCCHIANI
Gli uscieri di IntesaSanPaolo non sono stupiti per le notizie che ieri sera tardi sono arrivate dai loro colleghi dell'Unicredit.

Quando da piazza Cordusio è partita la voce che Dieter Rampl, il banchiere tedesco dai dentoni sporgenti, sarà sostituito alla presidenza della banca, hanno trovato conferma di ciò che avevano letto da settimane su quel sito disgraziato di Dagospia e dei rumors che si erano sparsi nei corridoi del Forex di Parma. In quell'occasione Rampl si era affannato a dichiarare la sua disponibilità per mantenere la poltrona al vertice di Unicredit, ma i 1.500 partecipanti al Forex e i giornalisti avevano colto l'aspetto patetico dell'autocandidatura.

Adesso gli uscieri di Intesa aspettano che i colleghi di piazza Cordusio raccontino qualcosa di attendibile sulle intenzioni di Fabrizio Pallenzona, l'ex-camionista di Novi Ligure che potrebbe coronare la sua carriera di banchiere "relazionale" prendendo il posto anziché del povero Rampl, quello di Paolo Pagliaro, presidente di Mediobanca, così potrà divertirsi a fare il piccolo geronzi manovrando le partecipazioni di Piazzetta Cuccia, da Rcs a Generali, fino a Telecom. A questo proposito non sembra caduta l'ipotesi che al posto del massiccio Pallenzona arrivi una personalità diversa con un pedigree meno politicizzato come Guido Rossi o Gianmaria Gros Pietro.

Il primo ha un'età veneranda, una lucidità formidabile e un'autorevolezza che può creare qualche problema, mentre il secondo, Gros Pietro, che ieri sera è apparso con l'aria felice nel programma pre-serale "Sky Tg Economia", sarebbe l'uomo giusto per la cordata dei soci italiani e per l'amico Caltariccone che lo ha già arruolato da tempo tra i consiglieri del suo Gruppo.

Sembrano invece frutto di fantasia i nomi di Fabrizio Saccomanni e Lorenzo Bini Smaghi, anche se di quest'ultimo si conosce il tasso di ambizione che lo ha portato a candidarsi alla Banca d'Italia.

Da parte loro gli uscieri di Unicredit vogliono capire le ragioni di un certo nervosismo che sembra attraversare le fibre di Enrico Cucchiani, il 61enne ex-Allianz che a dicembre ha preso il posto di Corradino Passera. A renderlo inquieto non sarebbero le notizie provenienti da Siena dove la candidatura di Alessandro Profumo sta marciando tra consensi sempre più ampi.

È pur vero che nelle famose telefonate con Bisignani il buon Cucchiani si era lasciato andare a giudizi "speciali" sul "mister Arrogance", ma il problema di queste ore è un altro. Pare infatti che il nuovo amministratore delegato di Intesa abbia chiesto un contratto per tre anni senza tener conto dell'anno e mezzo già consumato da Corradino Passera per il suo mandato.

Di fronte a questa sorpresa Cucchiani ha chiesto al presidente Bazoli e ai vertici della banca di ottenere garanzie precise di continuità, ma finora è rimasto a bocca asciutta perché gli è stato detto elegantemente di aspettare il rinnovo delle cariche dentro la Compagnia SanPaolo. Solo dopo questa scadenza se ne potrà riparlare.

3 - VATICAN REVOLUTION
Laudetur Jesus Christus: Qui Radio Vaticana: "Si avvisano i fedeli che il Segretario di Stato Tarcisio Bertone si sta convincendo che entro la fine dell'anno dovrà fare le valige. Nell'attesa di ritirarsi nella sua casetta di Romano Canavese in provincia di Torino, il cardinale cercherà di capire se Ratzinger intende passare alla storia come il primo Papa conservatore protagonista di un gesto rivoluzionario: lasciare il soglio di Pietro prima di raggiungere l'aldilà. (Magari Benetto XVI ha in mente i due ultimi anni di vita di papa Wojtyla incapace di intendere e di volere per la malattia?)

È convinzione del Sacro Collegio dei Cardinali che Ratzinger, come successore, sponsorizzi Angelo Scola. Di fronte a questi problemi che toccano il cuore della Chiesa, Tarcisio Bertone non perde di vista problemi di natura più politica e materiale. È questa la ragione per cui sta tempestando di telefonate Mario Monti per difendere la poltrona di Lorenza Lei, il direttore generale della Rai che è scivolata inopinatamente sul Paradiso di Celentano".

 

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