ITALGAS VIENE COMMISSARIATA, SNAM SOFFRE IN BORSA - GENERALI VENDE LA BANCA DELLA SVIZZERA ITALIANA PER 1,23 MLD € - DE BENEDETTI RISCOPRE L’AGROALIMENTARE

 

1.IL DEBITO PUBBLICO BALZA A 2.166 MILIARDI, È NUOVO RECORD

Borsainside – Il debito pubblico italiano è salito a maggio, rispetto ad aprile, di €20 miliardi ed ha raggiunto il nuovo livello record di €2.166,3 miliardi. È quanto risulta dal supplemento al bollettino statistico della Banca d'Italia dedicato alla finanza pubblica.

debito pubblico NewsExtra debito pubblico NewsExtra

 

Via Nazionale indica che l'aumento del debito riflette per €5,5 miliardi il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e per €14,9 miliardi l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, salite alla fine di maggio a €92,3 miliardi rispetto a €62,4 a maggio 2013.

 

L'emissione di titoli sopra la pari, l'apprezzamento dell' euro e gli effetti della rivalutazione dei BTP indicizzati all'inflazione hanno complessivamente contenuto l'incremento del debito per €0,4 miliardi.

 

 DEBITO PUBBLICO DEBITO PUBBLICO

Nel dettaglio il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato ad aprile di €20,9 miliardi, quello delle Amministrazioni locali è sceso di €0,9 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

 

Le entrate tributarie si sono attestate a maggio a €31 miliardi, in aumento del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2013.

 

2.ALCOA: NUOVO ACCORDO DA 1,1 MILIARDI CON PRATT & WHITNEY

Finanza.com – +0,4% nel pre-mercato di Wall Stret per Alcoa (NYSE: AA - notizie) . Il titolo del colosso dell’alluminio di Pittsburgh capitalizza l’accordo di fornitura siglato con Pratt & Whitney, divisione aerospaziale della United Technologies Corporation (Xetra: 852759 - notizie) . Il controvalore dell’operazione è di 1,1 miliardi di dollari e l’intesa ha una durata decennale.

MATTEO RENZI E PIERCARLO PADOAN MATTEO RENZI E PIERCARLO PADOAN

 

3.SNAM ARRETRA CON COMMISSARIAMENTO ITALGAS. LA VIEW DEI BROKERS

Davide Pantaleo per Trend Online - La nuova settimana è partita con il piede sbagliato per Snam che, dopo aver chiuso la sessione di venerdì scorso con un rialzo di quasi un punto percentuale, quest’oggi torna a fare i conti con l’intervento dei ribassisti. Nelle battute iniziali il titolo si è presentato sui valori del close dell’ultima giornata, salvo poi imboccare subito la via delle vendite, arrivando a segnare un minimo intraday a 4,332 euro. Negli ultimi minuti Snam si presenta appena sopra questo livello, passando di mano a 4,334 euro, con una flessione dell‘1,73% e oltre 5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a circa 7,5 milioni di pezzi.

 

SNAM SNAM

ITALGAS SOTTO TUTELA GIUDIZIARIA

Snam mostra una evidente sottoperformance rispetto al mercato, complice la decisione del Tribunale di Parlamento che ha messo sotto tutela giudiziaria Italgas, società del gruppo. La controllata è stata commissariata per 6 mesi, eventualmente prorogabili e sono stati nominati quattro amministratori giudiziari cui sono stati attribuiti i pieni poteri per lo svolgimento di tutte le attività.

 

L’organo designato dal Tribunale controllerà che i fornitori di Italgas in Sicilia non siano legati ad organizzazioni criminali, visto che il commissariamento è stato deciso in ragione del fatto che alcuni lavori di manutenzione della rete nell’isola sembrano essere stati affidati ad acune società vicine alla mafia. La stessa misura è stata presa a maggio per la figliale italiana di Gas Natural attiva nella distribuzione gas.

 

Snam ha fatto sapere che sta prestando la massima collaborazione all’autorità giudiziaria e ai quattro amministratori nominati, aggiungendo che il gruppo confida nella rapida conclusione degli accertamenti.

 

LA REAZIONE E I COMMENTI DI ALCUNE BANCHE D'AFFARI

GASDOTTO GASDOTTO

Gli analisti di Equita SIM fanno sapere che la decisione del magistrato, del tutto inattesa, sorprende per la proporzione rispetto al potenziale reato contestato che riguarderebbe appalti di piccola dimensione e che secondo la stampa potrebbe coinvolgere due managers locali del gruppo.

 

Gli esperti credono che non ci siano rischi sulla valorizzazione della società, e gli unici sono quelli di immagine soprattutto a livello internazionale, mentredal punto di vista operativo si guarda all’imminente avvio delle gare per le concessioni di distribuzione gas che, escludendo ulteriori rinvii, dovrebbero partire a settembre.

 

A tal proposito la SIM milanese ricorda infatti che gli amministratori hanno potere per la gestione ordinaria e straordinaria di Italgas. In attesa di novità non cambia la strategia per Snam che resta un titolo da mantenere in portafoglio, con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso del 2% a 4,3 euro in conseguenza del pagamento del dividendo.

 

Non diversa l’indicazione che arriva da Kepler Cheuvreux, i cui analisti mantengono invariato il rating “hold” sul titolo, con un target price a 4,5 euro, leggermente più alto di quello indicato da Equita SIM. Il broker ritiene che per il momento l’effetto negativo della decisione presa dal Tribunale di Palermo sia legato all’immagine della società, anticipando che nello scenario peggiore i giudizi potrebbero confiscare Italgas e metterla in vendita.

 

4.GENERALI: CDA APPROVA CESSIONE BSI A BTG PACTUAL PER 1.23 MLD EURO

mario greco mario greco

 (LaPresse) - Il cda di Generali ha approvato oggi la cessione dell'intera partecipazione in Bsi a Banco Btg Pactual per un controvalore compessivo di 1,5 miliardi di franchi svizzeri (pari a 1,23 miliardi di euro). Il corrispettivo è composto da 1,2 miliardi in contanti e da 300 milioni in strumenti azionari (units alla Borsa di San Paolo).

 

Mario Greco, ha dichiarato: "La cessione di BSI rappresenta un passaggio chiave nel percorso di rilancio di Generali. Attraverso questa operazione superiamo il target di Solvency 1, ripristinando la solidità del capitale di Generali con oltre un anno di anticipo rispetto al nostro piano al 2015. Con BSI si completa il processo di dismissioni volto a rafforzare la base patrimoniale del Gruppo, e ora possiamo guardare avanti concentrandoci sul core business assicurativo senza quello che è stato un problema per lungo tempo. Questo risultato dimostra l'impegno e la capacità del team di Generali nel realizzare un'operazione così complessa in un contesto molto sfidante".

 

BANCA DELLA SVIZZERA ITALIANA images BANCA DELLA SVIZZERA ITALIANA images

Per quanto riguarda BSI, la cessione secondo Greco "le permetterà di beneficiare di una nuova proprietà che le consentirà di crescere come primario gruppo bancario privato". La vendita di BSI rientra nel piano strategico di Generali di concentrarsi sul business assicurativo e di rafforzare la base patrimoniale. Al termine dell'operazione, Generali avrà ceduto asset non strategici per 3,7 miliardi di euro.

 

Questo ridurrà sia il debito che la leva finanziaria del Gruppo. La cessione permetterà un miglioramento stimato dell'indice Solvency 1 di circa 9 punti percentuali che, come pro-forma sulla base del primo trimestre 2014, sarà superiore al target 2015 di Solvency 1 pari a 160%. Si prevede che la vendita produca una minusvalenza netta di circa Ç 100 milioni.

LEONE DI TRIESTE ASSICURAZIONI GENERALI jpegLEONE DI TRIESTE ASSICURAZIONI GENERALI jpeg

La cessione della banca ridurrà notevolmente le attività non assicurative di Generali e rappresenterà un fattore positivo per la valutazione del Gruppo da parte delle agenzie di rating.

 

Il prezzo di acquisto di BSI corrisposto da BTG sarà adeguato in base a consueti aggiustamenti, nonché in base all'eventuale onere economico di BSI derivante dal tax amnesty programme del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti riguardante gli istituti bancari finanziari svizzeri. L'operazione è soggetta da prassi all'approvazione delle autorità competenti e il suo completamento si prevede entro il primo semestre del 2015.

 

5.BANCO ESPIRITO SANTO ANTICIPA CAMBIO MANAGEMENT, ESFG CEDE 4,99% CAPITALE

 (Reuters) - Banco Espirito Santo (Bes) ha annunciato l'entrata in carica del nuovo management, che avrebbe dovuto prendere le redini dell'istituto alla fine di luglio.

L'accelerazione del cambio ai vertici è conseguenza delle pressioni della Banca del Portogallo, che ha chiesto di distanziare l'istituto dai problemi finanziari della famiglia fondatrice.

 

ricardo salgado erede della famiglia espirito santoricardo salgado erede della famiglia espirito santo

Espirito Santo Financial Group (Esfg), a cui faceva capo il 25% del capitale di Bes, aveva precedentemente nominato l'economista Vitor Bento come nuovo AD e Joao Moreira Rato quale direttore finanziario. Jose Honorio diventa vice AD.

 

Il terzetto di manager subentra ai membri della famiglia, incluso il patriarca Ricardo Espirito Santo Salgado. Esfg, poco dopo aver annunciato il cambio di management, ha reso noto di aver venduto il 4,99% del capitale della banca per rimborsare un prestito, scendendo al 20,1%.

 

6.PARTERRE

Da “Il Sole 24 Ore”

 

LE OFFERTE PER UCCMB TEST PER IL MERCATO NPL

banco espirito santo banco espirito santo

Lunedì è stata fissata la scadenza per le offerte per Uccmb, la Credit Management Bank del gruppo Unicredit tra i leader nella gestione dei non performing loan (Npl). Ai nastri di partenza per mettere sul tavolo le proposte vincolanti sarebbero in cinque: il gruppo finanziario americano Fortress alleato all'italiana Prelios, ma anche un consorzio costituito dal private equity Usa Cerberus, da Cvc e da Jupiter, società del gruppo Cerved.

Infine, ci sarebbe un'ultima cordata formata da Goldman Sachs, Deutsche Bank e dal fondo Tpg.

 

Tra gli altri gruppi sul dossier ci sarebbero gli americani Lone Star e Apollo. Secondo i rumors, qualche soggetto in corsa potrebbe rinunciare: si parla di un minor interesse del fondo americano Cerberus. Di sicuro, la scadenza di lunedì sarà un test importante per il mercato italiano degli Npl. Dopo la rinuncia del Banco Popolare a cedere Release, ora gli occhi degli operatori sono su Uccmb. Solo a settembre si saprà, però, se vi è un vincitore. (C.Fe.)

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LA CHIESA ANGLICANA ESCE DA WONGA

L'arcivescovo di Canterbury ora può dormire tranquillo. La Chiesa d'Inghilterra ha annunciato ieri di essere finalmente uscita dall'investimento in Wonga, società di leasing finanziario specializzata in prestiti di emergenza online a tassi che rasentano l'usura. Lo scorso anno Justin Welby aveva aspramente criticato Wonga e altre società di "avvoltoi" auspicando il loro fallimento. Poche ore dopo, con grande imbarazzo dell'alto prelato, era saltato fuori che la Church of England tramite un fondo di venture capital aveva investito 75mila sterline in Wonga.

 

IL NUOVO ARCIVESCOVO DI CANTERBURY JUSTIN WELBY CON IL PRINCIPE CARLO IL NUOVO ARCIVESCOVO DI CANTERBURY JUSTIN WELBY CON IL PRINCIPE CARLO

Poca cosa, ma comunque un investimento non in linea con i principi etici della Chiesa. Ci è voluto quasi un anno per sbrogliare la matassa, ma ora Welby ha la coscienza a posto e può continuare a criticare chi impone ai disperati «tassi di interesse legali ma assolutamente immorali». E la Chiesa ha sottolineato di non avere guadagnato neanche un penny dal suo incauto investimento. (N.D.I)

 

IL FONDO AZERO PUNTA SU PIAZZA CORDUSIO

Partirà nei primi giorni di settembre 2014 la gara privata per la cessione di palazzo Broggi, la ex sede di Unicredit, in piazza Cordusio a Milano. La gara è organizzata da IDea Fimit Sgr, che gestisce il portafoglio del fondo Omicron del quale il palazzo fa parte, e avrà come advisor la società di consulenza Cbre.

 

L'operazione sarà strutturata a inviti e prevede la partecipazioni dei maggiori investitori esteri. Saranno invitati i soliti noti come Blackstone e Axa e i fondi sovrani internazionali, tra cui due che hanno già manifestato l'interesse per l'immobile: Adia (Abu Dhabi investment authority) e il fondo sovrano dell'Azerbaijan.

Sede Unicredit piazza Cordusio Sede Unicredit piazza Cordusio

 

L'immobile, che secondo gli esperti ha un valore compreso tra 350 e 400 milioni di euro, si presta a essere mantenuto come uffici ma anche ad essere riconvertito in department store. Tempo fa si è parlato di un interesse di Galeries LaFayettes, che ha scelto poi Westfield Milan, ma in cerca ci sarebbe ancora Harrod's. (P. De.)

 

 

7.DE BENEDETTI (RI)SCOPRE L’INDUSTRIA AGROALIMENTARE

Carlo De Benedetti Carlo De Benedetti

F.D.R. per il “Corriere della Sera” - La prassi, di solito, è un’altra. Un’Opa su una società quotata si lancia per il delisting, cioè per l’uscita dal listino. Scorrendo il prospetto preparato per l’Opa sulle Bonifiche Ferraresi si scopre tuttavia che in questo caso non sarà così. Bf Holding, l’eterogenea cordata che ha rilevato dalla Banca d’Italia la quota di controllo della società — dentro ci sono la Fondazione Cariplo di Giuseppe Guzzetti, Carlo De Benedetti, Beniamino Gavio, Vincenzo Cremonini, Sergio Dompè e l’ex presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni — scrive nel prospetto che «l’Offerente intende mantenere la quotazione delle azioni Bonifiche Ferraresi alla luce delle motivazioni e dei programmi futuri».

 

Vincenzo Cremonini e Moglie Vincenzo Cremonini e Moglie

 L’obiettivo è creare attorno a Bonifiche Ferraresi il primo gruppo europeo, l’unico quotato in Borsa, nell'agroalimentare. Le risorse verranno quindi utilizzate per allargare il perimetro delle Bonifiche, nel vero senso della parola. Trattandosi di un’azienda agroalimentare, più è grande l’area coltivata maggiori sono le economie di scala e il giro d’affari che si possono sviluppare. Di suo Bonifiche Ferraresi possiede già coltivazioni su 5.400 ettari. Bf Holding vuole crescere ancora. E, sebbene il business plan sia solo all’inizio, la cordata sarebbe già in movimento.

 

Voci riportate dall’Unione Sarda raccontano che la scorsa settimana De Benedetti è atterrato a Cagliari per valutare alcune opportunità. Con lui c’era il neosocio Cremonini. Il quotidiano sardo ha messo in relazione la visita con l’asta indetta dalle Bonifiche Sarde per la vendita dei terreni di Castiadas: 5 ettari sul mare. Un po’ pochini per scomodare l’Ingegnere. Il quale, in realtà, sarebbe andato a vedere un’altra tenuta delle Bonifiche Sarde: i 1.000 ettari delle aziende agricole di Arborea e Marrubbiu che, queste sì, giustificherebbero il viaggio.

 

 

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