carlo cimbri jonella salvatore ligresti unipol

LA RIVINCITA DEI LIGRESTI - DOMANI AL TRIBUNALE DI MILANO È IN CALENDARIO UN INCIDENTE PROBATORIO DA CUI DIPENDE IL RINVIO A GIUDIZIO DEI VERTICI DI UNIPOL PER LA SCALATA AL GRUPPO FONSAI. IN BALLO CI SONO 3,5 MILIARDI DI EURO: A TANTO AMMONTEREBBE LA DIFFERENZA DI VALORE ASSEGNATA AL GRUPPO CONTROLLATO DALLE COOP A SCAPITO DEI LIGRESTI

Marcello Zacché per "il Giornale"

 

JONELLA E SALVATORE LIGRESTI

A dieci anni dall' operazione che ha fatto fuori Salvatore Ligresti dalla grande finanza, con il passaggio delle assicurazioni Fondiaria-Sai al gruppo Unipol, i giochi potrebbero riaprirsi, soprattutto per i 25mila piccoli soci che in quel passaggio hanno perso quasi tutto: domani al tribunale di Milano è in calendario un incidente probatorio da cui dipende il rinvio a giudizio  dei vertici di Unipol.

 

In ballo c' è qualcosa intorno ai 3,5 miliardi di euro: a tanto ammonterebbe, secondo stime e perizie, la differenza di valore assegnata a Unipol a scapito di Fonsai.

 

L' immobiliarista e finanziere di Paternò, che dagli anni Sessanta aveva conquistato Milano, la Borsa e la fiducia del patron di Mediobanca Enrico Cuccia, oggi non c' è più: malato da tempo è scomparso nel 2018 a 86 anni.

 

fondiaria sai

Ma i tre figli Giulia, Jonella e Paolo aspettano una sua riabilitazione dai guai giudiziari degli ultimi anni di vita, oltre che una rivalsa finanziaria, convinti di aver subito una «rapina», avvenuta attraverso una sottovalutazione della loro compagnia a favore di Unipol, a sua volta ipervalutata. Il che, se dimostrato, varrà anche per gli altri soci Fonsai, che rappresentavano ben l' 80% del capitale.

UNIPOL SAI

 

Le vicende, finanziaria e giudiziaria, sono assai complesse e durano da un decennio. Tanto che domani si riparte dopo due anni di letargo.

 

Prima, però, serve fare un passo indietro: a fine 2011 il gruppo Fonsai, controllato dai Ligresti tramite Premafin, mostra segni di difficoltà: i rapporti di solvibilità - che misurano la capacità di una compagnia di far fronte al verificarsi degli eventi coperti dalle polizze - si deteriorano e scendono sotto livello di guardia 100.

 

Serve un aumento di capitale. Mediobanca, che segue l' operazione anche per gli storici intrecci azionari con Ligresti e Fondiaria, quantifica prima in 600 milioni, poi in 1,1 miliardi la ricapitalizzazione: è una cifra enorme che costringerebbe i Ligresti a diluirsi fino quasi a zero.

 

ALBERTO NAGEL SALVATORE LIGRESTI

L' ad di Mediobanca Alberto Nagel trova un cavaliere bianco, il gruppo Unipol, controllato dalle coop, disposto a effettuare l' operazione di salvataggio, prendere il controllo, e poi procedere a una fusione per incorporazione in Fonsai (in realtà coinvolge anche Premafin, Unipol Assicurazioni e Milano).

 

E così - pur in estrema sintesi - andranno le cose nel corso del 2012. Ma secondo diversi documenti presentati dai Ligresti, questo avviene nonostante la situazione di Fonsai non fosse affatto fallimentare: il bilancio 2011 aveva sofferto problemi temporanei (era stato l' anno dell' impennata dello spread fino a 600 punti), ma la qualità degli attivi era buona e già pochi mesi dopo i rapporti di solvibilità erano rientrati e non giustificavano un aumento di quelle dimensioni.

 

carlo cimbri 8

Viceversa, era Unipol Assicurazioni a mostrare segnali preoccupanti: la mole di prodotti finanziari strutturati in portafoglio e l' indice «solvency», anch' esso sotto i 100, avevano condotto pure la compagnia delle coop a chiedere capitale fresco.

 

In altri termini, a necessitare il salvataggio, tramite fusione con Fonsai, sarebbe stata Unipol, e non viceversa. Tuttavia il progetto «UnipolSai» non cambia più.

 

Il clima è peraltro favorevole: c' è una dinastia finanziaria, quella dei Ligresti, finita in disgrazia e divenuta politicamente scomoda (sono gli stessi anni della fine del governo Berlusconi, della legge Severino e poi della sua condanna); mentre dall' altra parte ci sono le coop rosse di Unipol alla costante ricerca di un posto al sole dei poteri forti. La macchina è ormai partita e si procede con la fase uno dell' operazione.

 

SALVATORE LIGRESTI OLD STYLE

Mentre la fase due, cioè la fusione, avviene successivamente, quando il controllo di tutti i cda delle società coinvolte è preso da Unipol e si procede a fissare il valore di Fonsai e i concambi azionari.

 

Qui si innestano le vicende penali: da un lato i Ligresti vengono accusati di aver falsificato i bilanci Fonsai per nascondere la reale situazione; dall' altra si indaga su Unipol per il sospetto che quei concambi avessero favorito i suoi azionisti (le cooperative) ipervalutando la società a scapito dei soci Fonsai (Ligresti e il mercato), i cui attivi sarebbero stati al contrario sottostimati. In una fusione tutto dipende dai concambi: se, per dire, uno vale uno, gli azionisti dell' una e dell' altra parte manterranno un peso esattamente proporzionale nella nuova entità.

 

UNIPOL SAI 1

Ma se invece si stabilisce che la prima vale poco niente, i suoi azionisti avranno poco o niente anche della società che nasce dalla fusione. Ed è quello che è successo con Fonsai: da una quota di oltre il 35%, la famiglia Ligresti si è trovata tra le mani uno «zero virgola» della società post fusione.

 

Nel primo filone penale, per falso in bilancio, in primo grado Salvatore e Jonella sono stati condannati a Torino e Giulia ha patteggiato. Ma il processo è stato poi annullato perché doveva svolgersi a Milano. Qui Paolo era già stato assolto; per Jonella il pm ha chiesto e ottenuto l' assoluzione (pochi giorni fa); e per Giulia la revisione e l' annullamento del patteggiamento. Tutto ribaltato.

carlo cimbri

 

Per il papà Salvatore, scomparso nel frattempo, rimane per ora il limbo di una condanna emessa da un tribunale (Torino) che non era competente.

 

Il secondo filone penale è invece ancora aperto: anche qui una storia strana, con due inchieste per aggiotaggio aperte contemporaneamente a Milano e Torino, la Cassazione che indica il foro piemontese e poi cambia idea: nel luglio 2018 i pm torinesi, dopo 4 anni, arrivano alla chiusura indagine per sette indagati: l' ad di Unipol Carlo Cimbri e il presidente Pierluigi Stefanini insieme con altri manager del gruppo e della Consob.

COPERTINA DE IL MONDO CON SALVATORE LIGRESTI

 

L' ipotesi è proprio quella che nella fusione tra Unipol e Fonsai il valore dei concambi sia stato falsato a favore di Unipol, il che implicherebbe il rinvio a giudizio. Ma il sostituto procuratore generale della Cassazione, nel novembre dello stesso anno, ha stabilito che la competenza territoriale era di Milano, dove gli atti sono quindi stati di nuovo trasferiti.

Passano altri due anni e arriviamo all' incidente probatorio di domani.

 

L' udienza, davanti al Gip Anna Calabi, serve ai pm milanesi Stefano Civardi e Roberto Fontana, che hanno ricevuto l' indagine già chiusa dai colleghi di Torino, per «cristallizare la prova» che sta alla base del possibile rinvio a giudizio.

pierluigi stefanini (2)

 

Tutto gira intorno al valore dei concambi e quindi alla perizia di 600 pagine effettuata per controllarne la correttezza, che la procura di Torino aveva affidato ai professionisti Enrico Stasi e Flavio Dezzani. Il lavoro esamina i 4 diversi modelli applicati dai vari advisor e si sofferma sui punti più delicati, tra i quali ci sono 1,247 miliardi di minusvalenze su prodotti strutturati nel portafoglio di Unipol Assicurazioni (quelli su cui aveva lavorato Marcello Minenna, allora alla Consob), ma non conteggiati ai fini del concambio.

 

In conclusione secondo la perizia, i concambi hanno sottostimato Fonsai e sopravvalutato Unipol attribuendo a questa circa un miliardo di azioni in più e i relativi dividendi distribuiti dal 2014, per oltre 1,2 miliardi. Il totale equivale e a un valore di circa 3,5 miliardi.

Nell' udienza di domani i pm milanesi hanno affidato la loro parte allo stesso Stasi, che si confronterà con Enrico Laghi, il perito scelto dall' avvocato di Unipol Paola Severino, e con Pietro Manzonetto, indicato dal Gip.

 

ligresti salvatore

L' incidente probatorio mira a far luce sulla valutazione e sul metodo. Va da sé che la posta in palio è importante: in caso di rinvio a giudizio, nel processo penale i Ligresti chiederanno di costituirsi parte civile, con l' intento di chiedere poi un risarcimento per il danno eventualmente determinato.

 

Il che vale anche per il resto dei soci Fonsai. Difficile che questo cambi il corso degli eventi, né gli attuali equilibri finanziari. Ma la verità storica forse sì.

Ultimi Dagoreport

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…

binaghi mezzaroma giampaolo rossi pier silvio berlusconi meloni alcaraz tennis sinner

DAGOREPORT - RAI ALLA DERIVA! DOPO L'OLIMPICA PATACCA-PETRECCA, ARRIVA UN’ALTRA MAZZATA PER TELE-MELONI: GIAMPAOLO ROSSI E CAMERATI RIESCONO NELL’IMPRESA DI PERDERE LE FUTURE PALLETTATE TRA SINNER E ALCARAZ: I DIRITTI IN CHIARO PER LE ATP FINALS DAL 2026, INFATTI, LI HA ACQUISTATI MEDIASET - DOPO LA MOSSA DI ATP MEDIA (IN CUI LA FITP HA UNA MINIMA PARTECIPAZIONE) DI CEDERE AL BISCIONE DI PIER SILVIO LA PARTE IN CHIARO DELL’EVENTO, BINAGHI SI PREPARA A TOGLIERE DI MEZZO LE MANINE DI “SPORT E SALUTE”, E QUINDI IL GOVERNO MELONI, DALLA GESTIONE DEL TORNEO CHE VALE OLTRE MEZZO MILIARDO DI EURO? L'ESECUTIVO AVEVA POSTO AL PRESIDENTE DELLA FITP COME CONDIZIONE PER OTTENERE I 100 MILIONI DI CONTRIBUTI PUBBLICI DI CONDIVIDERE CON “SPORT E SALUTE” LA GESTIONE DELLE ATP FINALS - LA SEDE DI TORINO CONFERMATA SOLO FINO AL 2026. POI... - VIDEO

giorgia meloni monica maggioni giampaolo rossi sigfrido ranucci bruno vespa report

DAGOREPORT - PER LEVARSELO DAI PIEDI QUEL ROMPICOJONI DI SIGFRIDO RANUCCI, L’ARMATA BRANCA-MELONI DEVE PORTARE UN PO’ DI PAZIENZA - E’ VERO CHE PORTANDO SUL GROPPONE 64 PRIMAVERE, IL CONDUTTORE DI “REPORT” PER RAGGIUNGERE L'ETÀ PENSIONABILE, FISSATA A 67 ANNI E 1 MESE PER I DIPENDENTI RAI, HA ANCORA DAVANTI TRE ANNI DI "REPORT" PER SCODELLARE INCHIESTE INVESTIGATIVE SULLE MAGAGNE INFINITE DEL POTERE, DA UNA PARTE - DALL’ALTRA, RANUCCI HA ACCUMULATO UNA TALE QUANTITÀ DI GIORNI DI FERIE NON GODUTE CHE TELE-MELONI NON PERDERÀ LA GOLOSA OCCASIONE DI INVITARLO AL PENSIONAMENTO NELLA PRIMAVERA DEL 2027, PROPRIO ALLA VIGILIA DELL’ELEZIONI POLITICHE – DI SICURO, TELE-MELONI NON OFFRIRA' UN PROVVIDENZIALE CONTRATTO DI COLLABORAZIONE ESTERNA CHE TRASFORMA IL GIORNALISTA MAGICAMENTE IN UN “ARTISTA”, COM'È SUCCESSO ALL’81ENNE BRUNO VESPA E A MONICA MAGGIONI...

aska simionato

FLASH! - SCONTRI PER ASKATASUNA: QUANDO MELONI S’INDIGNA CONTRO I MAGISTRATI CHE NON HANNO ACCUSATO DI TENTATO OMICIDIO IL 22ENNE INCENSURATO GROSSETANO FRANCESCO SIMIONATO, FA SOLO BIECA PROPAGANDA ELETTORALE PER IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA – È BEN VISIBILE DALL’ESAME DELLE FOTO CHE NON È LUI IL CRIMINALE CHE HA PRESO A MARTELLATE IL POLIZIOTTO – UNA VOLTA IDENTIFICATO, GRAZIE AL FATTO CHE ERA L’UNICO A VOLTO SCOPERTO NEL GRUPPO CHE HA AGGREDITO IL POLIZIOTTO, I MAGISTRATI NON POTEVANO FARE ALTRO CHE ACCUSARLO PER CONCORSO IN LESIONI A PUBBLICO UFFICIALE…

ecce homo di antonello da messina

DAGOREPORT - IN ATTESA DEL PONTE DI MESSINA (O, FORSE, CONFONDENDOSI) LO STATO SI SAREBBE ASSICURATO UN ASSAI BRUTTINO ANTONELLO DA MESSINA, GRANDE POCO PIÙ UN FRANCOBOLLO, MA VALUTATO TRA 10 E 15 MILIONI DI DOLLARI - PER UN MINISTERO CHE NON HA I SOLDI PER METTERE LA BENZINA NELLE AUTO DEI FUNZIONARI C’È DA AUGURARSI CHE IL QUADRO POSSA ESSERE UN MUNIFICO REGALO DI UN IMPRENDITORE IN CERCA DI AGEVOLAZIONI – QUESTO PICCOLO ANTONELLO NON ERA NECESSARIO PER LE PATRIE COLLEZIONI: DI QUADRI NE ABBIAMO MA NON ABBIAMO I SOLDI NEMMENO PER SPOLVERARE LE CORNICI. E SPERIAMO CHE SIA ANTONELLO, PERCHÉ…

giorgia meloni polizia agenti

DAGOREPORT – IL NUOVO STROMBAZZATO DECRETO SICUREZZA È SOLO FUMO NEGLI OCCHI DEGLI ALLOCCHI: SE IL GOVERNO MELONI AVESSE DAVVERO A CUORE IL TEMA, INVECE DI FANTOMATICI “FERMI PREVENTIVI” E “SCUDI PENALI”, SI OCCUPEREBBE DI ASSUNZIONI E STIPENDI DELLA POLIZIA – A DISPETTO DEGLI ANNUNCI, INFATTI, LE FORZE DELL’ORDINE DA ANNI SONO SOTTO ORGANICO, E GLI AUMENTI DI SALARIO PREVISTI DAL CONTRATTO NAZIONALE TRA 2022 E 2024 (+5,67) SONO STATI ANNULLATI DALL’INFLAZIONE, CHE CUMULATA HA RAGGIUNTO QUASI IL 15%...