stefano di stefano giancarlo giorgetti insider trading

"CONCERTO" CON ASSOLO DI INSIDER TRADING - STEFANO DI STEFANO, L’ALTO DIRIGENTE DEL TESORO CHE, COME RAPPRESENTANTE DEL MEF IN MPS VOTO' SI' ALLA SCALATA DI MEDIOBANCA, COMPRÒ 33MILA EURO DI AZIONI MPS E 120MILA DI AZIONI MEDIOBANCA A GENNAIO 2025, QUANDO ANCORA NESSUNO SAPEVA DELL’OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO DI MPS SU PIAZZETTA CUCCIA - UNA VOLTA CHE RIVENDETTE TUTTO A FINE MESE, NE RICAVO' UN PROFITTO DA PEZZENTI: 8700 EURO PER SÉ E 1300 PER IL FIGLIO – IL POSSIBILE REATO È EMERSO DA UNA “SEGNALAZIONE DI OPERAZIONE SOSPETTA” INOLTRATA ALLA CONSOB GIÀ A FEBBRAIO 2025: MA L’AUTHORITY NON COMUNICÒ ALCUNCHÉ ALLA PROCURA FINO A DICEMBRE 2025. COME MAI? - DI STEFANO SI DIMETTERÀ PROBABILMENTE DOMANI DALL’INCARICO DI CONSIGLIERE DI MPS, MA FARÀ PROBABILMENTE UN PASSO INDIETRO ANCHE SUL SUO RUOLO AL MINISTERO DI GIORGETTI (CI PARE IL MINIMO DELLA DECENZA...) - MA I VERI DOLORI ARRIVERANNO QUANDO I PM DELLA PROCURA DI MILANO INIZIERANNO GLI INTERROGATORI DEGLI INDAGATI LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI....

MPS, DIRIGENTE DEL MEF INDAGATO L'ACCUSA: INSIDER TRADING NEL 2025

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”

 

stefano di stefano

L’eventuale rilievo penale di insider trading, scollegato per ora dall’inchiesta principale sulla «scalata» di Monte dei Paschi di Siena e dei suoi alleati Caltagirone/Delfin a Mediobanca con la benedizione del governo Meloni, quasi scolora di fronte al deprimente spaccato di Ministero dell’Economia che affiora da questo inciampo giudiziario proprio del suo «Direttore Partecipazioni societarie e Tutela attivi strategici», Stefano Maria Di Stefano: un supermanager del dicastero di Giancarlo Giorgetti, nonché consigliere d’amministrazione di Monte Paschi di Siena appunto in quota Ministero, che, quando l’anno scorso ancora nessuno sapeva dell’«Offerta pubblica di scambio» lanciata il 24 gennaio 2025 da Mps su Mediobanca, il 2, 7 e 21 gennaio 2025 comprò in Borsa proprio 33.000 euro di azioni Mps e 120.000 euro di azioni Mediobanca, e il 28 gennaio le rivendette ricavandone il non epocale profitto di 8.700 euro per sé e di 1.300 euro per suo figlio.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Misurata su questa inconsapevolezza del proprio ruolo istituzionale, e sulla quindi zoppicante affidabilità della struttura del dicastero, certo non risplende a posteriori il già opaco ruolo del Ministero dell’Economia e delle Finanze nella controversa procedura accelerata «Abb» con la quale il 13 novembre 2024 tra mille anomalie il Mef incaricò il piccolo intermediario Banca Akros di vendere il 15% di azioni Mps detenuto dal governo, allora azionista di maggioranza.

 

Dismissione che, benché «organizzata in modo da apparire come una gara competitiva e trasparente», per i pm Pellicano-Polizzi-Gaglio fu «viceversa costruita in modo tale che risultassero acquirenti i soggetti che avevano condiviso e che avrebbero beneficiato del progetto di controllo di Mediobanca» sotto il benevolo occhio proprio di Palazzo Chigi: ossia Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri (presidente di Delfin e Luxottica), indagati e perquisiti nel novembre 2025 insieme al banchiere di Mps, Luigi Lovaglio, per le ipotesi di reato di «aggiotaggio» e di «ostacolo alle Autorità di vigilanza».

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MILLERI

Non risplende a posteriori il ruolo del Mef, a maggior ragione, perché proprio Di Stefano era stato il dirigente del Ministero intercettato il 17 giugno 2025 mentre al vicedirettore generale di Cassa depositi e prestiti, Alessandro Tonetti, lamentava l’«approccio molto antigovernativo» di Mediobanca rispetto alla vicenda Mps, e aggiungeva che se ne sarebbe «dovuto tenere conto», perché, se «tu litighi col Tesoro», allora «litighi col governo tutto...tutte le società dello Stato, non puoi credere che hai litigato col Mef...».

 

ALESSANDRO TONETTI

 

Il quantomeno inopportuno investimento azionario di Di Stefano […] non c’entra con questa indagine sulla «scalata» di Mps a Mediobanca, in cui Di Stefano non è mai stato indagato. Il possibile insider trading è invece emerso da una «sos-segnalazione di operazione sospetta» (trasmessa dalla Guardia di Finanza ai pm), che l’intermediario finanziario esecutore degli acquisti in Borsa disposti dal manager pubblico inoltrò correttamente alla Consob già a febbraio 2025: senza però che la Consob comunicasse alcunché alla Procura fino a dicembre 2025, cioè fino a ben dopo le perquisizioni di novembre per la «scalata», nelle quali la Guardia di Finanza tra i tanti «bersagli» aveva sequestrato anche il telefono di Di Stefano come «terzo» non indagato in quel fascicolo.

 

MPS MEDIOBANCA

L’esame dei vari telefoni e computer di indagati e testi sulla «scalata» di Mps a Mediobanca, circoscritto alle parole-chiave indicate dai pm nei decreti di sequestro, e contro il quale solo Delfin ha provato (come proprietaria dell’apparecchio di Milleri) un ricorso respinto dal Tribunale del Riesame, neanche è ancora iniziato perché da novembre ancora non è finita, per i vari impegni degli avvocati ammessi a parteciparvi, la fase della estrazione tecnica dei contenuti corrispondenti alle parole-chiave.

 

DI STEFANO SI DIMETTE DAL CONSIGLIO DEL MONTE

Estratto dell’articolo di Mario Sensini per il “Corriere della Sera”

 

GIANCARLO GIORGETTI E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE (FOTOMONTAGGIO)

Stefano Di Stefano […] si dimetterà probabilmente domani dall’incarico di consigliere della banca, dove era stata nominato su proposta del Mef, azionista. Ma farà probabilmente un passo indietro anche sul suo ruolo al ministero, rimettendo l’incarico al titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

 

Tra il ministro e il suo direttore, alla notizia delle indagini, ieri c’è stato un primo contatto. Formalmente il Ministero non è parte in causa e non ha ricevuto alcuna notizia di reato, che attiene alla sfera personale del dirigente.

 

L’imbarazzo in Via XX Settembre però è palpabile, anche perché Di Stefano riveste un ruolo molto importante.

 

GIANCARLO GIORGETTI - GIORGIA MELONI - FOTO LAPRESSE

È titolare della Direzione II dell’Economia, «Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici», e oltre a rappresentare il Mef nei consigli di alcune società partecipate, tra le quali Mps, è responsabile della loro gestione, privatizzazione, valorizzazione e dei controlli. Non bastasse è responsabile di tutti i procedimenti propedeutici all’attivazione dei Poteri speciali del governo nelle società pubbliche.

 

È colui, insomma, che fa le istruttorie sulle operazioni societarie potenzialmente “ostili” agli interessi strategici del Governo, come ad esempio l’opa di Unicredit su Bpm.

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

È dunque un uomo chiave del Mef, e risponde direttamente a Francesco Soro, Direttore Generale dell’Economia, uno dei sei Dipartimenti del Mef, da poco succeduto a Marcello Sala. Al Mef era arrivato nel 2009, dopo esperienze nella Bnl, all’Iri, alla Ribs e a Invitalia. Era stato nominato Consigliere di amministrazione di Mps, banca salvata dal governo, nel 2022.

 

[…]

 

MPS, I PM ALZANO IL TIRO: INDAGATO IL DIRIGENTE DEL MINISTERO CHE SIEDE NEL CDA DELLA BANCA

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per “Domani”

 

[…]

MONTEBASCHI - VIGNETTA BY ROLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Ora sono aperti diversi scenari: gli acquisti di azioni da parte dei membri dei cda vanno rese pubbliche in tempo reale secondo l’internal dealing.

 

Nel caso di Mps non risulta che il dirigente del Mef Di Stefano abbia mai comunicato acquisti di titoli della banca senese da quando ne è diventato consigliere nella primavera, come detto, di quattro anni fa.

 

Per quanto riguarda invece Mediobanca l’ipotesi è che Di Stefano possa essere venuto a conoscenza, in quanto dirigente del ministero, di informazioni relative alla possibile e imminente Ops del Monte dei Paschi su Mediobanca.

 

Mentre gli interrogativi aumentano, l’inchiesta dei magistrati milanesi sull’operazione che ha ridisegnato il potere della finanza italiana va avanti. Nelle ultime settimane i pm hanno sentito una serie di persone informate sui fatti: sulle loro identità e sulle loro dichiarazioni vige il massimo riserbo. Intanto dal mondo politico c’è chi attacca l’esecutivo.

 

LUIGI LOVAGLIO MONTE DEI PASCHI DI SIENA

Il senatore del Movimento Cinque stelle Mario Turco, commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, ha dichiarato: «L’inchiesta della procura di Milano sulla privatizzazione di Mps non modifica un dato politico ed economico: il governo Meloni-Giorgetti ha preso una banca risanata con circa 12 miliardi di risorse pubbliche e ne ha favorito il passaggio sotto l’influenza di gruppi privati, consentendo loro l’utilizzo di Mps come leva per l’operazione di scalata a Mediobanca e a Generali. L’iscrizione di Di Stefano nel registro degli indagati oggi aggiunge un ulteriore elemento di forte criticità a un’operazione già politicamente discutibile».

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…

francesco gaetano caltagirone giorgia meloni fabrizio palermo elly schlein roma roberto gualtieri

DAGOREPORT – CALTA QUI, CALTA LÀ! -  DALLE PARTI DI VIA DELLA SCROFA E DI PALAZZO CHIGI CAPITA DI CHIEDERSI: “AHÒ, MA CON 'STO CALTAGIRONE CHE CI ABBIAMO GUADAGNATO? BANCHE? ZERO! ASSICURAZIONI GENERALI? ZERO! CONSENSI? LASCIAMO PERDERE: A PARTE LE PRIME TRE PAGINE DE “IL MESSAGGERO”, TUTTO IL RESTO DEL GIORNALE SUONA LA GRANCASSA PER IL SINDACO DI ROMA, IL PIDDINO ROBERTO GUALTIERI, CHE LASCIA CHE SIA CALTARICCONE, CON IL 5,45% DELLE AZIONI, AD ESPRIMERE LA GUIDA DELLA MUNICIPALIZZATA ACEA (L'AD FABRIZIO PALERMO) - UN FATTO CHE FA ARRICCIARE ANCHE IL NASO AD APRISCATOLE ANCHE DI ELLY SCHLEIN, CUI FA SEGUITO LO SCAZZO ALL'INTERNO DEL PD SULLA REALIZZAZIONE DELL'INCENERITORE ANTI-MONNEZZA DELL'ACEA - I “CONSIGLI” DI GUALTIERI A PALERMO DI USCIRE DAL CDA DI MPS (FATTO) E DA QUELLO DI ASSICURAZIONI GENERALI (LETTERA MORTA) - APPUNTAMENTO ALL'ASSEMBLEA DI ACEA DEL 3 GIUGNO...

andrea martella simone venturini venezia sondaggi

DAGOREPORT - LE PREVISIONI FLOP SU VENEZIA SCOPERCHIANO, PER L'ENNESIMA VOLTA, LA FALLA DEL SISTEMA SONDAGGI – I PICCOLI ISTITUTI CHE HANNO EFFETTUATO RILEVAZIONI LOCALI (I GRANDI COSTANO TROPPO PER ELEZIONI COMUNALI), DAVANO PER VITTORIOSO IL DEMOCRATICO ANDREA MARTELLA, CHE INVECE È STATO SCONFITTO AL PRIMO TURNO DAL DESTRORSO SIMONE VENTURINI – COLPA DEL CAMPIONE TROPPO PICCOLO DI INTERVISTATI, UNITO ALL’ALTA VOLATILITÀ DEL VOTO D'OPINIONE E ALLA GRANDE PERCENTUALE DI INDECISI - PESA MOLTO LA DISTANZA ORMAI SIDERALE TRA POLITICA E TERRITORIO (PRIMA I PARTITI AVEVANO IL “POLSO” DELLA COMUNITÀ GRAZIE ALLE SEZIONI LOCALI E ALLE FESTE A SUON DI SBRACIATE, ORA AL MASSIMO SI ACCONTENTANO DEI LIKE E DI QUALCHE COMMENTO SU INSTAGRAM)

venezia elezioni sindaco simone venturini andrea martella elly schlein

DAGOREPORT - LA TRAGEDIA VENEZIANA È L’ENNESIMA CONFERMA DELL'INADEGUATEZZA (PIETOSO EUFEMISMO) DI ELLY SCHLEIN A GOVERNARE LA POLITICA – LA MINCHIATA, LA PIU' MADORNALE, E' STATA LA SCELTA DEL CANDIDATO ANDREA MARTELLA: A VENEZIA SI DIVIDONO TRA CHI NON LO CONOSCE E CHI NON L’HA MAI VISTO; IN QUANTO SENATORE, STA INFATTI PIÙ A ROMA CHE A MESTRE E DINTORNI – AL RESIDUATO BELLICO DEGLI APPARATI DEL NAZARENO, IL CENTRODESTRA HA OPPOSTO SIMONE VENTURINI: UN ASSESSORE, BRACCIO DESTRO DI BRUGNARO, CHE I VENEZIANI DEI CETI MEDI E BASSI, COSÌ COME LA PARTE PRODUTTIVA, CONOSCONO, E BENE - I CASI VENEZI E BIENNALE NON HANNO SPOSTATO VOTI: SE LA “BACCHETTA NERA” FA GIRARE LE GONDOLE AI 50MILA ABITANTI DI VENEZIA, I RESTANTI 150MILA ELETTORI SONO TRA MARGHERA, MESTRE E FAVERO, NON PROPRIO GENTE CHE VA ALLA FENICE - MENTRE DELLA RUSSIFICAZIONE DEL PADIGLIONE DELLA BIENNALE DA PARTE DI BUTTAFUOCO, AL DI LÀ DELLE ÈLITES, GLI ELETTORI SE NE FOTTONO, AVENDO PROBABILMENTE ALTRI PROBLEMI DA FAR QUADRARE NELLA LORO VITA QUOTIDIANA...

giorgia meloni sergio mattarella

FLASH - GIORGIA MELONI VORREBBE ANTICIPARE AD APRILE IL VOTO PER LE POLITICHE 2027 SGANCIANDOLO DALLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE (SI VOTERA' ANCHE PER I SINDACI DI ROMA, MILANO, TORINO, NAPOLI E BOLOGNA): NON VUOLE CHE UN'EVENTUALE ONDA DI CONSENSO PER IL CENTROSINISTRA ALLE COMUNALI NON RICADA ANCHE SULLE POLITICHE - IL QUIRINALE PERO' NON LA PENSA ALLO STESSO MODO: ELEZIONI POLITICHE ANTICIPATE AD APRILE 2027 SOLO SE IN "ELECTION DAY" CON LE AMMINISTRATIVE ALTRIMENTI SI VOTA A OTTOBRE, DOPO LA NATURALE CONCLUSIONE DELLA LEGISLATURA...