STRNAD, MA VERO: QUALCUNO VUOLE INVESTIRE IN ITALIA – IL PAPERONE CECO MICHAL STRAND, CHE SOGNA DI COMPRARE DELFIN, HA IN MENTE ALTRE “PREDE” IN ITALIA: HA UNA DISPONIBILITÀ DI 30 MILIARDI ED È MOLTO CIARLIERO – STRNAD HA GIÀ IL 14% DI PIRELLI: RESTERÀ UN INVESTIMENTO ISOLATO? DELFIN, CHE DETIENE PARTECIPAZIONI IN GENERALI (10%), UNICREDIT (2,8%) E MPS (17,5%) SAREBBE LA PORTA DI INGRESSO PER ENTRARE NEL SISTEMA FINANZIARIO-INDUSTRIALE ITALIANO. E ANCHE SE L’ASSALTO FALLISSE, NON È DETTO CHE STRNAD SI FACCIA DA PARTE...
Estratto dell’articolo di Marigia Mangano per “il Sole 24 Ore”
Con una disponibilità di 30 miliardi di euro, in Borsa c’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa comprare: per esempio il controllo di Mps dato che l’Opas di IntesaSanpaolo, mista peraltro, vale 31,4 miliardi, ma anche “tre” Stellantis o, a voler solo presidiare, il 25% di Generali insieme al 25% di Ferrari. L’esercizio, puramente teorico, rende bene l’idea di quello che potenzialmente potrebbe fare l’imprenditore ceco Michal Strnad in Italia.
Perché l’offerta presentata agli azionisti di Delfin, il cui fallimento probabilmente è già scritto, letta da un’altra prospettiva racconta che questo imprenditore di 34 anni a capo del gruppo delle difesa Csg è pronto a spendere tanto, ma davvero tanto, per entrare nel sistema industriale e finanziario italiano.
LEONARDO MARIA DEL VECCHIO - FRANCESCO MILLERI
«Sono convinto che l’Italia offra interessanti opportunità nel lungo periodo e continuerò a valutare nuove iniziative in diversi settori», ha fatto sapere l’imprenditore ceco in una nota diffusa ieri. Opportunità di investimento, appunto, che possono valere fino a 30 miliardi di euro «in contanti», quanto offerto alla famiglia Del Vecchio.
[...] Sul mercato, la domanda è: Pirelli, dove è entrato con il 14%, resterà un investimento isolato oppure Strnad intende costruire una presenza industriale e finanziaria più estesa nel Paese? A soli 34 anni, Michal Strnad ha un patrimonio, secondo Forbes, di 13,9 miliardi e attraverso la sua Csg ricopre un ruolo di spicco nel mercato internazionale degli armamenti.
[...] una parte di questa nuova disponibilità finanziaria ha già trovato impiego in Italia: lo scorso luglio Strnad è divenuto il terzo socio di Pirelli, dietro Camfin (29,9%) e Sinochem (20%), rilevando la quota del 14% messa in vendita dal socio cinese e in quell’occasione dichiarò di essere pronto a crescere. Due mesi dopo le mire dell’imprenditore ceco sono state stoppate dall’ingresso di Pirelli nel settore della difesa con la piemontese Abet Hts, accordo che ha alzato il livello di protezione degli assetti azionari del gruppo della Bicocca da parte del Governo.
Pirelli è infatti automaticamente divenuta rilevante ai sensi dell’articolo 1 della normativa Golden Power che impone a tutti i soggetti, italiani e stranieri, intenzionati a entrare nel libro soci di Pirelli con quote superiori al 3% all’obbligo di notifica al Golden Power che può a sua discrezione dare il via libera, bloccare l’acquisto o porre delle prescrizioni. Ora spunta la nuova proposta presentata ai soci di Delfin, destinata a restare tale secondo molti esponenti della famiglia.
Tuttavia, l’affondo, a prescindere dalla realizzazione o meno, apre a nuovi interrogativi. Delfin altro non è che il soggetto giuridico che detiene le partecipazioni in Essilor(32%), Generali (10%), UniCredit (2,8%) e Mps (17,5%). La holding rappresenta, in altre parole, la chiave di ingresso per entrare in possesso di posizioni strategiche nelle principali realtà industriali, bancarie e assicurative del Paese. Tanto più che tutte tranne EssilorLuxottica non hanno un socio di controllo. Nulla vieta, dunque, che l’imprenditore ceco decida di muoversi direttamente sulle realtà individuate. Perfino nella stessa EssilorLuxottica dove, certo, il tetto massimo per il possesso azionario è fissato al 32%, ma è altrettanto vero che c’è un largo flottante a disposizione e un socio di controllo, Delfin appunto, in cui tutti litigano con tutti. Ieri il titolo EssilorLuxottica ha guadagnato il 3,4%.



