TELECOM-MEDIA ALLA BRASILIANA – MAZZATA DEL GOVERNO ROUSSEFF A TELEFONICA: NIENTE SPEZZATINO PER TIM BRASIL, MEGLIO UNA FUSIONE CON GVT (VIVENDI)

Giovanni Pons per ‘La Repubblica'

La visita di qualche giorno fa a Brasilia dell'ad di Telecom Italia Marco Patuano ha avuto una eco importante sulla stampa brasiliana, che ritiene possibile una prossima fusione tra Tim Brasil e l'operatore di telefonia fissa Gvt, controllato dalla francese Vivendi. Secondo il quotidiano O Globo, le due aziende si stanno "corteggiando" avendo in vista una futura alleanza.

In effetti, stando alle indiscrezioni raccolte al termine del viaggio, Patuano ha ottenuto le risposte che cercava dagli incontri effettuati con gli esponenti del governo guidato da Dilma Rousseff. Innanzitutto ha tastato il polso sull'eventualità dello spezzatino di Tim Brasil, l'operazione a cui da diverse settimane stanno lavorando gli uomini di Telefonica e che permetterebbe agli spagnoli di risolvere il loro conflitto di interessi in territorio brasiliano.

Il governo ha però assicurato che non c'è ancora stato alcun via libera a questo tipo di operazione, che tra l'altro provocherebbe una riduzione da quattro a tre degli operatori telefonici locali. Eventualità che non piace al governo, anche perché gli abbonati di Tim Brasil arrivano dalla fascia più povera della popolazione che verrebbe così penalizzata. A sostegno dello spezzatino qualcuno ha addirittura paventato con il governo brasiliano lo spauracchio dell'elevato debito di Telecom Italia, che in prospettiva potrebbe creare problemi anche a Tim Brasil.

Argomentazione debole poichè la stessa Telefonica ha in pancia circa 46 miliardi di debiti. Inoltre un'eventuale vendita di Tim Brasil potrebbe certamente ridurre l'esposizione debitoria di Telecom Italia ma in prospettiva anche di Telefonica poiché con una fusione potrebbe spalmare il suo debito sulla società italiana.

Al contrario il governo Rousseff sembra preferire l'ipotesi di fusione tra Tim Brasil e Gvt che porterebbe alla creazione di un forte operatore integrato tra fisso e mobile. Le due società sono "complementari", aveva detto Patuano al termine della sua visita a Brasilia.

Ora si scopre che esiste un sostanziale via libera a questo matrimonio i cui tempi di realizzazione sono però ancora incerti. Ancor prima di andare a Brasilia, Patuano aveva fatto una toccata e fuga a Parigi dal finanziere e futuro presidente di Vivendi Vincent Bollorè. E anche in quel caso, secondo ricostruzioni attendibili, ha ricevuto una disponibilità ad analizzare l'operazione nella sua forma più allargata, cioè con l'apporto di asset in cambio di azioni.

Oltre a Gvt un'eventuale alleanza potrebbe portare a un avvicinamento di Telecom Italia con Sfr, l'operatore mobile francese rimasto sotto il cappello di Vivendi. Ma il progetto
non può partire fin quando al vertice di Telecom non si installerà il nuovo consiglio di amministrazione che uscirà dall'assemblea di aprile. Solo un cda molto indipendente sarà in grado di prendere in considerazione l'alleanza con Vivendi sicuramente
osteggiata dal socio Telefonica, in evidente conflitto di interesse.

Dunque la partita sul futuro di Telecom Italia è ancora in mano ai soci italiani di Telco, cioè Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo, che secondo i patti hanno il potere di decidere i nomi di una lista di maggioranza da proporre all'assemblea. Solo se prevarrà la logica della massima indipendenza, come dovrebbe indicare anche il cda uscente nella prossima riunione del 27 febbraio, il matrimonio con Vivendi potrebbe decollare.

 

cesar_aliertaALIERTA IL PRESIDENTE DEL BRASILE DILMA ROUSSEFF IL PRESIDENTE DELLARGENTINA CRISTINA FERNANDEZ E IL PRESIDENTE BOLIVIANO EVO MORALES SULLA SPIAGGIA DI COPACABANA DILMA ROUSSEFF FOTOGRAFATA DA ROBERTO STUCKERT FILHO jpegtelecom tim brasil MARCO PATUANObollore article LA SEDE DI MEDIOBANCA

Ultimi Dagoreport

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO