ULTIMA CHIAMATA PER EVITARE IL CRAC DELLA GRECIA - L’ACCORDO SUL DEBITO SEMBRAVA CHIUSO, MA LE BANCHE HANNO LASCIATO IL TAVOLO: “ABBIAMO FATTO LA NOSTRA OFFERTA MASSIMA” - I CREDITORI PRIVATI PRONTI AD ACCETTARE UNA SVALUTAZIONE TRA IL 65% E IL 70% DEI BOND GRECI E AD ASPETTARE 30 ANNI PRIMA DI INCASSARE - DALL’ACCORDO DIPENDE LA NUOVA TRANCHE DI AIUTI (160 MLD €) - SE ATENE CONTINUA AD AFFONDARE NELLA RECESSIONE, SARANNO SOLDI AL VENTO…

1- GRECIA: DALLARA, LE BANCHE HANNO FATTO LA LORO OFFERTA MASSIMA...
Corriere.it - Le banche e i creditori privati della Grecia hanno presentato la loro "offerta massima" e raggiunto il limite delle perdite che sono in grado di sopportare. Lo ha detto alle televisione greca Charles Dallara, il capo dei negoziatori bancari dell'Istituto della Finanza Internazionale, rinviando il regolamento del piano di scambio del debito ai creditori istituzionali: Ue, Bce e Fondo Monetario Internazionale. Stara' a loro, ha detto Dallara, decidere tra il piano di scambio volontario dei crediti e il default. "Siamo al bivio e rimango piuttosto ottimista", ha aggiunto.


2- EUROGRUPPO: ULTIMA CHIAMATA PER EVITARE IL DEFAULT DELLA GRECIA...
Finanzaonline.com - Nulla di fatto nel weekend per le trattative tra Atene e gli investitori privati per trovare un accordo che consenta alla Grecia di evitare il default. Nell'Eurogruppo di Bruxelles che si terrà oggi, quindi, sarà il debito greco a tenere banco. La riunione preparatoria inizierà alle 17 di oggi, e preluderà all'incontro di lunedi prossimo del Consiglio dell'Unione, in cui si discuterà del rafforzamento del fondo salva Stati e del meccanismo di stablità finanziaria europeo. Intanto, la Finlandia ha votato al primo turno il candidato presidente sostenitore dell'Euro Ninisto, mentre la Croazia ha scelto di far parte dell'Ue a partire dal prossimo anno.


3- GRECIA TRATTATIVA A OLTRANZA SUL DEBITO - IL NEGOZIATO PROSEGUE. ACCORDO VICINO...
Sandra Riccio per "la Stampa"

Vanno avanti a rilento le trattative sullo swap del debito greco con le banche. Nel pomeriggio di ieri si erano diffuse voci di uno stop nei colloqui quando, a sorpresa, Charles Dallara, presidente dell'International Institute of Finance (Iif) che rappresenta le banche creditrici della Grecia, ha lasciato la capitale greca per tornare a Parigi prima di aver raggiunto una intesa definitiva.

Eppure sempre ieri la stampa ellenica si diceva certa di una decisione sul taglio del debito pronta e firmata già per lunedì mattina, giusto in tempo per la riunione di inizio settimana dell'Eurogruppo che in agenda ha proprio il complesso dossier ellenico.

Eppure il passo finale sembra ormai compiuto. Ancora nella serata di venerdì, dopo un incontro fiume con il premier Lucas Papademos e il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos, l'Iif aveva fatto sapere che «un accordo sta prendendo forma». A quel punto era stata anche convocata una conferenza stampa per il 24 gennaio, a riprova del risultato raggiunto.

A poche ore di distanza dalle parole di ottimismo, gli sforzi fatti fino ad ora sembrano di nuovo in bilico. La notizia dello stop era arrivata da fonti del governo ellenico mentre per la Tv del Paese i negoziati sarebbero proseguiti via telefono, se necessario. Non una rottura, anzi. «Ci sono stati progressi», «è un momento importante» ha comunicato in serata l'Iif che si è mostrato ottimista «sulla finalizzazione di un accordo storico» col governo greco.

Agli invitati al tavolo delle trattative mancherebbe ormai solo la decisione sulle cifre finali. Certo è che la chiusura dell'accordo è la condizione necessaria perché la Grecia riceva un secondo programma di aiuti internazionali da 160 miliardi di euro ed eviti quindi un default disordinato, vale a dire la bancarotta. Il Paese a marzo dovrà rimborsare titoli in scadenza per 14,5 miliardi, un banco di prova che molti analisti hanno già definito insuperabile.

Secondo le fonti, si sono comunque registrati notevoli progressi sui dettagli dell'intesa, che dovrà avere però il benestare di Ue e Fmi, che per dare il via al nuovo piano di aiuti insistono su un taglio sostanzioso del carico di debito sulle spalle di Atene.

I creditori privati sarebbero pronti ad accettare una svalutazione tra il 65% e il 70% dei bond greci nel loro portafoglio e accettare un'estensione a trent'anni della maturità dei titoli per un tasso di interesse medio del 4%. In cambio riceveranno buoni a breve scadenza dell'Efsf per un valore pari al 15% dei loro crediti nei confronti di Atene.

Intanto il governo greco non esclude la necessità di adottare delle nuove misure di austerità per raddrizzare l'economia del Paese che siede su una montagna di debiti da 352 miliardi di dollari, pari al 161% del Pil. In mano ai privati, alle banche e agli Hedge Funds ci sono circa 206 miliardi di dollari.

Se il taglio in programma riuscirà, il debito ellenico dovrebbe abbassarsi al 152%, stando ai calcoli fatti da Bruxelles e dall'Fmi. Per il Fondo monetario la ristrutturazione deve garantire una riduzione del debito al 120% del Pil entro il 2020, traguardo reso ancora più difficile dal deterioramento delle prospettive di crescita del Paese. Il raggiungimento di questo obiettivo, spiega una fonte comunitaria, «dipenderà da come sarà costruita l'analisi di sostenibilità del debito, che non è una scienza precisa ma quasi una forma d'arte». Ma anche a patto che l'economia ellenica esca dalla pesante recessione già nel 2013 per crescere poi a ritmi sostenuti. Una tenda per niente in vista.

 

 

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