vincent bollore luigi gubitosi

BOLLORÈ IN PENTOLA - VIVENDI HA PROVATO L’ASSALTO A GUBITOSI SENZA AFFONDARE IL COLPO: IL CDA DI TIM HA RESPINTO LA SPALLATA E HA DI FATTO CONFERMATO CHE SULLA PARTITA DELLA RETE UNICA (MA ANCHE SUL CLOUD) IL GOVERNO CERCA PARTNER NAZIONALI E REFERENTI DIRETTI. DIFFICILMENTE LA SOCIETÀ DI BOLLORÈ, CHE FRA L’ALTRO FINANZIA L’ESTREMISTA ZEMMOUR, POTRÀ AVERE VOCE IN CAPITOLO...

Claudio Antonelli per "la Verità"

 

open fiber 2

Giornata di congiunture astrali per le telecomunicazioni nostrane. La Commissione Ue approva l'acquisizione di Open fiber da parte di Cdp e del fondo australiano Macquarie. E si conclude un lungo cda straordinario di Tim, convocato da alcuni consiglieri, senza che la spallata francese sia andata in porto.

LUIGI GUBITOSI

 

Luigi Gubitosi resta al suo posto di amministratore delegato e senza il cambio di manager è rimasto nel cassetto anche il tentativo, nemmeno troppo velato, di volere un controllo diretto sulla rete semi unica da parte dell'azionista Vivendi. Dopo giorni e una sfilza di rumor contrastanti, il cda si è limitato a fare chiarezza sulle strategie e sulla riorganizzazione.

 

vincent bollore

Non sono mancati i momenti di confronto molto acceso sui numeri del terzo trimestre (e del profit warning) che non hanno soddisfatto il socio d'Oltralpe. Le lamentele, secondo quanto si apprende da fonti vicine al dossier, su questo fronte non si sono affatto placate, anzi sarebbero cresciute. Il clima, tuttavia, è stato meno turbolento del previsto, anche se si è richiesta una maggiore condivisione sugli obiettivi strategici. Il consiglio di amministrazione, come comunicato da una nota al termine della riunione durata circa sei ore, ha definito il percorso per la preparazione e la condivisione del piano strategico 2022-2024 da approvare nella riunione del consiglio del prossimo febbraio.

 

Macquarie

Nell'occasione la società ha precisato che «non è in corso alcuna negoziazione relativa alla rete o altri asset strategici». Nei giorni scorsi si erano diffuse indiscrezioni sull'interesse di fondi, come ad esempio Kkr che è già socio di Fibercop (la società della rete secondaria di Tim), per asset strategici come la rete. Sempre nelle ultime settimane erano montati rumor sulla possibilità che la Commissione Ue imponesse un cambio di partecipazioni nella nuova Open fiber.

 

open fiber 1

La notizia di ieri ha smontato le varie illazioni e ha confermato due fatti importanti. Il primo è che la rete pubblico-privata si fa anche se non secondo i crismi che avrebbe desiderato il Conte bis che l'ha messa in cantiere. Adesso sarà importante capire chi sarà nominato al vertice della società italiana che opera per il fondo Macquarie e da lì risalire alla nuova governance di Open fiber.

IL MINISTRO DEL TESORO DANIELE FRANCO

 

Due passi strategici per capire i rapporti con lo Stato e Cdp sia nella rete che nel mega progetto delle autostrade nazionali. La presenza di Gubitosi garantisce anche un percorso lineare nel progetto del cloud nazionale. La partita della nuvola di Stato finanziata con il Pnrr è ormai chiusa. Certo resta il passo più complicato, cioè quello di metterla in atto.

 

eric zemmour su cnews

Ma appare chiaro che sia sulla rete che sul cloud il governo cerca partner nazionali e referenti diretti. Gli azionisti se i progetti sono azzeccati ci guadagneranno, ma difficilmente possono avere voce in capitolo. Avrebbero dovuto comprenderlo anche i francesi di Vivendi. In più di una occasione hanno cercato abboccamenti diretti con il ministro Daniele Franco. Caduti nel vuoto.

 

D'altronde, visti gli impegni finanziari (in Open fiber arrivano a breve 7 miliardi di liquidità) e la strategicità della dorsale di rete, non è possibile immaginare che un azionista francese bypassi il golden power entrando nella stanza dei bottoni. Tanto più in un momento in cui si sta decidendo il Trattato del Quirinale e si spera che per ogni mossa almeno Roma metta sul tavolo una contro mossa.

urbano cairo

 

E le partite non sono tante. C'è, appunto, la rete, l'industria della Difesa, il settore bancario e forse l'editoria. Urbano Cairo, se volesse, potrebbe guardare Oltralpe e trovare anche qualcuno disposto a investire, ma difficilmente con l'ok di Emmanuel Macron. In tutto questo trambusto politico c'è poi il tema di business vero e proprio.

 

Le tlc una volta erano gallina dalle uova d'oro, adesso l'attività tradizionale è quasi una commodity. Gubitosi si trova a tenere fermo un brand a mo' di perno e cambiare il business industriale sottostante. Una missione non certo facile. Spesso è più semplice arrivare in un nuovo mercato partendo da zero. Adesso ci sono davanti tre anni di piano in salita ma anche un po' di soldi del Pnrr.

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