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DAGO-“REPORT” - MA LA RAI ALLA FIAMMA VUOLE VERAMENTE LIBERARSI DEL “SINISTRO” SIGFRIDO RANUCCI? – MESSO ALLO SPIEDO DA ANNI PER LE INCHIESTE DI “REPORT”, UNIDIREZIONALI CONTRO LA DESTRA DI GOVERNO, COME MAI L’AD DI TELE-MELONI, GIAMPAOLO ROSSI, NEL 2024 HA MANTENUTO NEL RUOLO DI VICEDIRETTORE AD PERSONAM L'''AMICO FRATERNO'' DI LAVITOLA? - MAGARI ROSSI NON VUOLE ESSERE ACCUSATO DI AVER EPURATO "IL PIÙ IMPORTANTE GIORNALISTA D'INCHIESTA DELLA TV PUBBLICA", BENCHE' SIA FINITO NEL VERMINAIO DEL PESCIVENDOLO DEL “CEFALÙ BISTROT’’? – SERPEGGIANO ALTRI RUMORS: ROSSI POTREBBE AVER RICEVUTO DIKTAT DA ALTRI PALAZZI A CUI RANUCCI, AL DI LÀ DELLE POLEMICHE E DELLE QUERELE, SERVE ED APPARECCHIA? – NON SOLO LAVITOLA: IL RAPPORTO AMICALE DI RANUCCI CON L'UBIQUO ITALO BOCCHINO - SALE IL CLIMA DI TENSIONE NELLA SQUADRA DI “REPORT” DOVE SONO IN MOLTI A CREDERE AL REINTEGRO DI “SIG”: E METÀ REDAZIONE È PRONTA A GIRARE I TACCHI…

DAGOREPORT

sigfrido ranucci con la redazione di report

Lasciate perdere i comunicati ufficiali e la solidarietà pelosa: il gelo sceso in questi giorni tra la squadra di “Report” e Sigfrido Ranucci, il cui eventuale reintegro alla conduzione causerebbe l'addio di metà della redazione,  non ha origine dell'affaire dinamitardo di Valter Lavitola: i rapporti erano “complicati” (eufemismo) da almeno un anno e mezzo.

 

Lo staff giornalistico del programma di Rai3 era abituato a lavorare in modo molto diverso rispetto alla gestione della trasmissione da parte di Ranucci.

 

 

Arrivato al timone di “Report” nel 2017, Sigfrido si è allontanato dal modello della fondatrice Milena Gabanelli.

 

milena gabanelli sigfrido ranucci puntata di splendida cornice del 30 ottobre 2025

Con Ranucci sulla tolda di comando erano pian piano sparite le riunioni della redazione, non si teneva neanche la plenaria che invece era un’abitudine con "Mi-Jena".

 

Per gli inviati, nonché auto-produttori dei servizi di "Report", la redazione di via Teulada collaborava con una dozzina di giornalisti, mentre altri 5 o 6 erano a disposizione per le rogne logistiche.

 

Negli ultimi tempi "Sig" governava la trasmissione praticamente via Whatsapp, con messaggini e i tanto amati vocali, accettando o meno le proposte caldeggiate dagli inviati. Una volta arrivato il prodotto montato e finito in redazione, il conduttore  disponeva, decideva, ordinava. Anche più del necessario. Tant'è vero che, nonostante il taglio di quattro puntate di "Report", alla fine circa 23 servizi non sarebbero mai andati in onda.

 

giorgio mottola

A finire sul gozzo alla redazione di "Report" è stata soprattutto la graduale trasformazione della tramissione: da punta di lancia del giornalismo d'inchiesta Rai a "magazine" di attualità.

 

A Ranucci viene rimproverato di aver imposto una svolta "iper sensazionalistica" della trasmissione.

 

Tanto "rumore", poca ciccia. Sigfrido era diventato abile nel “vendere” ai media puntate eclatanti anche quando i contenuti erano piuttosto deboli. Via via, i giornalisti intorno a "Sig" hanno percepito una crescente fragilità del brand "Report": prometteva bombe, tirava fuori petardi. 

 

sigfrido ranucci con parte della redazione di report

La redazione, abituata a lavorare su tempi lunghi, a inchieste complicate e di ampio respiro, si è trovata a inseguire l’attualità.

 

Anche magari con una certa spinta su temi "caldi" di cronaca e politica, servizi che cavalcavano il trend del momento e scelta degli argomenti più funzionali per "eccitare" lo share (altro tema fisso di Ranucci).

 

sigfrido ranucci e valter lavitola

 

Tra questi, anche inchieste importanti, come quella su Banca Progetto, che lambiva gli interessi dell'"amico fraterno'' Lavitola, e quella sui negazionisti del clima. 

 

Non solo: Ranucci è stato accusato dalla sua squadra di dedicare più tempo alla promozione dei suoi spettacoli teatrali e dei suoi libri che a "Report".

 

Tra gli inviati più critici verso Sigfrido Ranucci spicca Giorgio Mottola, considerato (a torto) l’alter ego del conduttore. Tra i due è esplosa una rivalità aspra quando il direttore degli approfondimenti Rai, Paolo Corsini, ha ipotizzato che a prendere le redini di "Report" nel dopo-Ranucci fosse proprio Mottola. Uno scenario vissuto da "Sig" come un tradimento. 

 

SERVIZIO DI REPORT SUL PADRE DI GIORGIA MELONI

A firma di Mottola sono andate in onda le inchieste più delicate degli ultimi anni, da quelle su La Russa-Santanché e Giuli fino a quella sul defunto padre di Giorgia Meloni, e i suoi antichi legami con il clan Senese, che scatenò l’ira funesta della famiglia Meloni.

 

Scoppiata la buriana, pare che Sigfrido abbia attivato un "canale diplomatico" con le sorelle di Colle Oppio, incazzate come bisce con "Report", e avrebbe chiesto un “aiutino” all’amico Italo Bocchino, rimasto in buoni rapporti con Arianna.

 

Ecco, Bocchino. Il rapporto “fraterno” con l’Italo-tascabile è stato un altro dei motivi di attrito con la redazione.

 

ITALO BOCCHINO - SIGFRIDO RANUCCI

L’amicizia con il direttore editoriale del “Secolo d’Italia” non è mai stata un mistero, tanto che dopo l’attentato, l’ex braccino destro di Fini si presentò in redazione per un selfie di solidarietà con Ranucci.

 

Con l'esplosione della "bomba d'amore" di Lavitola, nella lunga estate 2026, è esplosa la tensione accumulata in anni di incomprensioni.

 

Agli occhi della redazione, rimane un mistero opaco e inspiegabile che Ranucci non abbia mai preso le distanze dall'ex galeotto Lavitola, nemmeno quando il faccendiere è stato indagato come mandante dell’attentato nei suoi confronti.

 

antonella giuli intervistata da giorgio mottola report 4

Come mai - si sono chiesti i giornalisti della trasmissione di Raitre - Sigfrido è sempre stato curiosamente “comprensivo” con Valterino, evitando pubbliche prese di distanze o comprensibili critiche al faccendiere?

 

Il virgolettato riportato da Simone Canettieri sul “Corriere della Sera”, e attribuito alla redazione (“Se ritorna lui, noi ce ne andiamo”), a dispetto della smentita del Cdr, è più che “realistico”. Racconta nitidamente il clima di tensione e sospetti che aleggia  nella squadra di “Report” dove sono in molti a credere al reintegro di Ranucci.

 

“Non si allontana un conduttore accusandolo di aver perso credibilità per un attentato ricevuto, e due secondi dopo gli si propone la vicedirezione del Tg3 o Rai News”, è il ragionamento che si fa a via Teulada.

 

LAURA CIANFONI E SIGFRIDO RANUCCI AL PREMIO COLALUCCI NEL 2020 - FOTO LUCIANO DI BACCO

Una possibile vittoria in tribunale di Ranucci crea fibrillazione. Cosa succederebbe se il giudice desse ragione a Sigfrido?

 

C’è poi un tema che chiama in causa direttamente la gestione del caso Ranucci da parte della Rai.

 

A giugno 2026 si è posto un problema legato alle numerose e non godute ferie di Ranucci.

 

A Viale Mazzini avrebbero potuto obbligare il conduttore a smaltire i tantissimi giorni di vacanza, visto che a giugno 2028 Sigfrido matura i requisiti per la pensione. 

 

Così facendo, la tv pubblica avrebbe "messo in panchina" Ranucci obbligandolo a lunghe e doverose ferie, tenendolo inevitabilmente lontano dalla telecamera.

 

valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

Di fronte all'ipotesi, il giornalista ha presentato un piano ferie che prevedeva la sua presenza a lavoro un solo giorno a settimana (quello della conduzione), per smaltire gradualmente i giorni di riposo residui. 

 

La domanda delle domande: ma la Rai voleva veramente liberarsi di Ranucci o no? Forse Sigfrido, in fondo, non era così insopportabile agli occhi dei dirigenti di Viale Mazzini. O avevano solo timore di fare un torto al "Superman" di "Report"?

 

Ad alimentare dubbi e sospetti c'è soprattutto la nomina a vicedirettore ad personam.

 

Nel 2020 fu l'allora direttore di Raitre, Franco Di Mare, a dare l'incarico a Ranucci. Da ottobre 2024, quando Giampaolo Rossi è diventato Ad della Rai, a oggi, la vicedirezione a Sigfrido è rimasta intatta.

 

IL MESSIA - UN FILM DI VALTER LAVITOLA

Come mai, visto che Ranucci da anni è infilzato quotidianamente da accuse di sinistra faziosità, accusato di rivolgere le sue inchieste solo contro la destra di governo, viene mantenuto da Rossi nel ruolo di vicedirettore ad personam?

 

Rossi non vuole essere accusato di aver epurato "il più importante giornalista d'inchiesta della tv pubblica"? Altra ipotesi: Rossi potrebbe aver ricevuto diktat da altri palazzi a cui Ranucci serve e apparecchia? Ah, saperlo...

 

 

 

paolo corsini sigfrido ranucci commissione vigilanza rai foto lapresse

antonella giuli intervistata da giorgio mottola report LE CHAT WHATSAPP TRA LAURA CIANFONI E NATALIA POTENZAgiampaolo rossi - adntalksvalter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro

 

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