CAFONAL PRESTA CHE È TARDI! – AL TEATRO DEI SERVI DI ROMA, LUCIO PRESTA PRESENTA IL SUO LIBRO-BOMBA “L’URAGANO”, INSIEME A NUNZIA DE GIROLAMO E POCHI ALTRI: NON SI E' FATTO VIVO NESSUNO. DOPO I SUOI ATTACCHI A BONOLIS, SONIA BRUGANELLI, AMADEUS E MARIA DE FILIPPI, "BRUCIO" E' STATO ABBANDONATO DA TUTTI - LA FOTO DELLA PLATEA SEMIVUOTA CON MARCELLO CIANNAMEA, PINO STRABIOLI E UNA MANCIATA DI SVIPPATI – LE PAROLE AL VELENO DEDICATE AL “TRADITORE” STEFANO DE MARTINO: “È IMPORTANTE CHE STEFANO RICORDI CHE MOLTO DELLA SUA CARRIERA LO DEVE A ME. GLI AUGURO DI ANDARE AVANTI COSÌ, SENZA FARSI PRENDERE DALLA SMANIA DI CREDERSI INVINCIBILE E ARRIVATO, MA CREDO CHE ADESSO NON SIA ANCORA PRONTO PER SANREMO…”
Estratto dal libro “L’uragano” di Lucio Presta, edito da Piemme
nunzia de girolamo lucio presta
[...] Grande verve, esuberante, di bell’aspetto… la prima volta che incontro Stefano De Martino sono queste le mie impressioni. Ci conosciamo negli uffici di Fascino, la società di produzione di Maria De Filippi. Maria mi ha chiesto un incontro con Belén per ricucire un po’ il nostro rapporto professionale dopo l’incidente Corona, che dopo il primo Sanremo aveva deciso di rimpossessarsi della «sua» creatura e intervenire nelle scelte lavorative di Belén.
Vedo subito che Stefano è un ragazzo molto sveglio, simpatico, parla in dialetto – sì – ma ha grande dialettica. La sua simpatia sta proprio in questo forte accento napoletano. Mi è subito chiaro che con lui si può fare un ottimo lavoro. Stefano dimostra tanta voglia di studiare, di imparare e mettersi in gioco. E così iniziamo a collaborare.
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Faccio in modo che sia scelto lui per condurre il Festival di Castrocaro su Rai 2 in prima serata. Una prima volta è in coppia con Belén, la seconda volta è da solo. [...]
Ancora nel 2019, d’accordo con il direttore di Rai 2, Carlo Freccero, mi riesce un grande colpo: affidare alla coppia Stefano/Belén la conduzione della Notte della Taranta. È uno spettacolo molto particolare perché intorno al ballo tradizionale pugliese di fatto si muove un Festival frequentato da artisti internazionali, con nomi importanti.
[...]
Poco dopo arriva il momento della svolta. Amedeo è appena stato chiamato a fare il Festival di Sanremo e deve lasciare la conduzione di Stasera tutto è possibile, un programma che lo stesso Ama aveva visto in Francia e che aveva proposto alla Rai di portare in Italia.
Un’intuizione straordinaria, un format dinamico, pieno di giochi, davvero esilarante, impossibile non ridere. La buona notizia è che il posto alla conduzione di Stasera tutto è possibile resta vuoto. La cattiva è che in Rai sono già a caccia del nuovo conduttore.
La mia idea è che Stefano sia la persona giusta, ma non è semplice riuscire a convincere tutti gli altri. Vengo a sapere che è in corso un incontro fra autori, la produzione e i dirigenti per decidere chi subentrerà e che il nome più discusso è quello di Pintus. D’accordo con Carlo Freccero entro in riunione e comunico che probabilmente Amedeo continuerà a condurre il programma.
STASERA TUTTO E' POSSIBILE - STEFANO DE MARTINO
Davanti alla scelta di Amedeo di restare cadono gli altri nomi, questo è precisamente l’obiettivo che abbiamo in mente. Lascio passare il tempo necessario perché si calmino le acque, poi con Ama concordiamo di comunicare la notizia e di confermare che lascerà Stasera tutto è possibile.
Intanto Freccero ha già scelto e su mia sollecitazione indica il nome di Stefano De Martino. Questo è il momento in cui la carriera di Stefano ha un’impennata, perché va alla conduzione di un programma che ha una squadra già formata e che funziona, un format che è entrato nel cuore degli spettatori e ha un suo pubblico di riferimento.
stefano de martino carlo conti
Pian piano aggiunge al gruppo tutti gli amici con cui lavora benissimo, da Biagio Izzo a Francesco Paolantoni, porta la sua allegria, la sua simpatia e il risultato è immediatamente pari a quello della conduzione di Amedeo.
A quel punto De Martino mi dice che vorrebbe fare un programma in seconda serata ispirato al famoso Bar Stella di Torre Annunziata, il bar di suo nonno. Mi racconta che è cresciuto lì e che è un pezzo di storia per la città. Da quello che mi dice capisco che ha in mente un programma di natura arboriana, tutto da inventare. Dal mio punto di vista per lui è ancora troppo presto. «Stefano, goditi il successo per adesso, non è ancora il momento.»
Ma lui insiste e ogni volta che ci vediamo mi parla di quest’idea, del desiderio di raccontare la storia del bar, la sua adolescenza lì, la sua infanzia, il nonno. Di nuovo gli dico che non sono convinto, che ci sarà tempo più avanti per pensarci: adesso è il momento di concentrarsi sulla trasmissione che sta facendo. Nonostante i miei sforzi, Stefano me lo ripete continuamente, è chiaro che abbiamo due visioni diverse e questa cosa apre una frattura nel nostro rapporto.
In questo periodo inoltre una mia collaboratrice, una ragazza calabrese che conosco fin da quando è bambina e che ho aiutato molto, decide di lasciare la mia agenzia. Si unisce al gruppo degli ingrati senza memoria, quelli a cui manca sempre qualcosa e che mi hanno voltato le spalle dimenticando i tanti momenti in cui li ho supportati. Lei inizia a lavorare contro di me, entra in confidenza con Stefano e gli consiglia di cambiare manager.
Così nel 2020 Stefano mi dice che ha deciso di farsi seguire da Beppe Caschetto, una persona che rispetto moltissimo, direi l’unico altro professionista – oltre me – del nostro mondo manageriale.
Dopo il successo che Stefano ha ottenuto, per Beppe non è difficile fargli ottenere la possibilità di realizzare il famoso programma sul Bar Stella. La prima edizione non è clamorosa ed è chiaro che serve qualcosa per rafforzare il format. Il secondo anno quindi viene creata una compagnia di comici che lo affianca e su cui Stefano può appoggiarsi per esprimere al meglio le sue capacità. La seconda edizione va meglio della precedente, ma i costi del programma elevati e i risultati non all’altezza della spesa portano alla chiusura.
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Il tempo mi dà ragione. Nel frattempo Stefano sta attraversando un momento difficile anche dal punto di vista economico. Viene da me e con grande onestà mi dice: «Lucio, non riesco a pagarti adesso tutte le provvigioni che ti devo, ma stai tranquillo che piano piano ti darò ogni euro». E devo dire che rispetta la parola data con grande puntualità.
Il rapporto fra noi resta piuttosto teso: non certo per ragioni economiche, dei contratti che Stefano avrà successivamente e del fatto che non sia io a gestirli non mi importa nulla. Come sempre rimango deluso umanamente.
micol incorvaia edoardo tavassi
Il destino gli regala un altro colpo di fortuna, anche stavolta legato a me e a persone a me vicine. Nel 2024 Amedeo decide di lasciare la Rai e dalla sera alla mattina Stefano si ritrova a condurre un programma straordinario come Affari tuoi, il format che io e Paolo Bonolis abbiamo portato in Rai molti anni fa e che da allora non ha mai smesso di ottenere risultati straordinari, fino all’inizio della stagione 2025 dove viene superato regolarmente da Gerry Scotti con la nuova Ruota della Fortuna.
Stefano viene improvvisamente chiamato a giocare in Serie A, anzi, in Nazionale. Da allora ci siamo incontrati pochissime volte, ma la prima volta ammetto di avere una reazione un po’ forte e graffiante, come sono io. Siamo a Roma, alla presentazione dei palinsesti Rai, in cima alla terrazza del Vittoriano a Piazza Venezia. Sono presenti Antonella Clerici, Alessandro Cattelan e molti altri. Stefano mi saluta. Gli rispondo: «Non amo salutare i traditori».
Luca e Paolo – con cui ho fatto un Sanremo nel 2011, e anche se non lavoriamo insieme continuo ad avere, in particolare con Luca, un rapporto straordinario – sono lì di fianco e gli dicono: «Ecco, adesso hai conosciuto Lucio in tutti i suoi aspetti, perché lui è straordinario quando ti è amico ma è molto duro quando non ti è più amico o si sente tradito».
In realtà non sono un nemico di Stefano, in quel momento volevo soltanto manifestare il mio dispiacere per quel tradimento che non meritavo. Ognuno è libero di scegliere la propria strada e va bene così, per me lui resta il ragazzo perbene e onesto che ho conosciuto. Però è importante che Stefano ricordi che molto della sua carriera lo deve a me.
Gli auguro di andare avanti così, senza farsi prendere dalla smania di credersi invincibile e arrivato, continuando invece sempre a studiare e a prepararsi come sta facendo. Sono sicuro che lascerà una traccia importante nella tele- visione italiana, ma credo anche che adesso non sia ancora pronto per Sanremo.
Gli auguro di farlo fra qualche anno, scegliendo un organizzatore competente alle sue spalle e un buon direttore artistico musicale al suo fianco. Almeno per adesso non credo che possa svolgere entrambi i ruoli, quello di conduttore e quello di direttore artistico musicale. Gli auguro ogni bene e spero di rincontrarlo sempre, come dire, in Serie A, dove gioca adesso. Un abbraccio, Stefano.
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LUCIO PRESTA - L URAGANO
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