IL CAPITANO DI FREGATA È RIMASTO FREGATO (DI NUOVO) – TRA LE PERSONE PERQUISITE DALLA GUARDIA DI FINANZA NELL’INCHIESTA PER CORRUZIONE ALLA SOGEI CÈ ANCHE L’UFFICIALE DI MARINA ANTONIO ANGELO MASALA, GIÀ INDAGATO NEL PRIMO FILONE – MASALA ERA ACCUSATO DI INCASSARE MAZZETTE FORNENDO NOTIZIE SOTTOBANCO AGLI IMPRENDITORI PER AIUTARLI A VINCERE APPALTI (LA PARTITA DECISIVA LA GIOCAVA CON ANDREA STROPPA, REFERENTE ITALIANO DI ELON MUSK, A CUI DICEVA: "TI MANDO UN DOCUMENTO RISERVATO, PULISCILO TE") – DIPENDENTI PUBBLICI, IMPRENDITORI COME STEFANO TRONELLI (PADRE DI CAROLINE, EX FIDANZATA DI STEFANO DE MARTINO) E FRANCESCO DATTOLA, GENERALI (FRANCESCO MODESTO): CHI SONO I COINVOLTI

COME È RIMASTO FREGATO IL CAPITANO DI FREGATA - ANTONIO MASALA, UFFICIALE DI MARINA, GESTIVA LE INFRASTRUTTURE INFORMATICHE DELLE FORZE ARMATE E INCASSAVA MAZZETTE FORNENDO NOTIZIE SOTTOBANCO AGLI IMPRENDITORI PER AIUTARLI A VINCERE APPALTI PUBBLICI IN MATERIA DI SICUREZZA - LA PARTITA DECISIVA, L’UFFICIALE LA STAVA GIOCANDO CON ANDREA STROPPA, L’UOMO, IN ITALIA, DI ELON MUSK, A CUI GIRAVA NON SOLO DOCUMENTI DELLA FARNESINA MA PURE ALCUNE CARTE DI CROSETTO...

https://www.dagospia.com/politica/come-e-rimasto-fregato-capitano-fregata-antonio-masala-incassava-mazzette-411749

 

 

“ANDREA, TI MANDO UN DOCUMENTO RISERVATO, PULISCILO TE” – LE INTERCETTAZIONI DELLE CHIAMATE TRA L’UFFICIALE DI MARINA ANTONIO ANGELO MASALA E ANDREA STROPPA, IL REFERENTE ITALIANO DI ELON MUSK, ENTRAMBI INDAGATI PER CORRUZIONE NELLA VICENDA MAZZETTE A SOGEI - IL MILITARE, DISTACCATO ALLA DIFESA, FORNIVA INFORMAZIONI TECNICHE E DOCUMENTI A “STARLINK”, IN MODO DA FACILITARLA NEL BANDO PER LA FORNITURA DELLA RETE ALLE AMBASCIATE ITALIANE IN LUOGHI SENSIBILI. E IN CAMBIO, SAREBBERO STATE INSERITE NELL’AFFARE LE SOCIETÀ “OLIDATA” (PARTECIPATA DALLA MOGLIE) E “VIPA IMPIANTI” (DI CUI ERA SOCIO OCCULTO) – ERA TUTTO PRONTO, POI L'AFFARE È SALTATO, CON GROSSA SODDISFAZIONE DEGLI OPERATORI DI RETE "TRADIZIONALI" (FIBERCOP, TIM, OPEN FIBER) - LE “40 DOMANDE ATTESE DA STROPPA” E LA FRASE SIMBOLO DI MASSIMO ROSSI, AD DI “DIGITAL VALUE”: “PRIMA DI VEDERE IL POLLO DA MANGIARE BISOGNA COLTIVARLO, IL POLLO NON È CHE ARRIVA GIÀ BELLO COTTO SUL TAVOLO, CHIARO?” - IL DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/politica/andrea-ti-mando-documento-riservato-puliscilo-te-intercettazioni-412167

 

 

Estratto dell’articolo di Enrica Riera per www.editorialedomani.it

 

 

paolino iorio

Perquisizioni al ministero della Difesa e in una serie di società pubbliche tra cui Terna, Rete ferroviaria italiana, Polo strategico nazionale. Al lavoro gli uomini della Guardia di Finanza, su disposizione della procura di Roma che indagano su una serie di appalti negli ambiti del settore sicurezza e cybersicurezza.

 

I perquisiti sono 26, tra gli indagati anche generali della Difesa e dell’Aeronautica. Mentre tra le ipotesi di reato ci sono corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, turbativa d’asta, fatturazioni false oltre che il traffico di influenze.

 

L’inchiesta è uno sviluppo dell’indagine su Sogei, che aveva portato al patteggiamento della pena a tre anni dell’ex numero due di Sogei, Paolino Iorio, e dell’imprenditore Massimo Rossi, arrestati lo scorso ottobre per corruzione proprio nell’ambito dell’inchiesta dei pm capitolini sul giro di mazzette e tangenti che è arrivato a minare il cuore più profondo dello Stato. Ora i convolti sono dipendenti pubblici, ma anche privati imprenditori. Tra cui quelli di Red Hot.

 

 

Nelle carte dell’inchiesta emerge anche il nome di Giorgio Mulè: l’ex sottosegretario alla Difesa e oggi vicepresidente della Camera non è indagato.

 

Ma in base a quanto si apprende, sarebbe «intervenuto – si legge negli atti giudiziari – per la promozione di un importante esponente politico e rappresentante istituzionale e dei vertici dell'amministrazione dell'aeronautica».

 

Agli inquirenti non è ancora chiaro se questo «intervento» sia stato «reale o millantato». Tra le persone perquisite compare lo stesso Rossi, ma anche l'ufficiale di Marina, Antonio Angelo Masala che era già indagato nel primo filone.

 

L’inchiesta sarebbe partita da segnalazioni del ministero della Difesa che si è detto pronto a collaborare con gli inquirenti.

 

stefano tronelli

«Rilevato che, nel corso di indagini che hanno riguardato un articolato sistema criminale finalizzato a riciclare ingenti somme di denaro, verosimilmente derivanti da reati fiscali perpetrati per mezzo dell'emissione di fatture per operazioni inesistenti finalizzate, tra l'altro, alla creazione di "fondi neri" utilizzati per il pagamento di commesse corruttive, è emersa la figura dell'imprenditore romano Francesco Dattola, amministratore di fatto della NSR s.r.l., il quale si è dimostrato incline a procurarsi ingenti somme di denaro contante attraverso il meccanismo di fatturazioni false e riciclaggio che coinvolge Tronelli ed il suo metodo di smercio su mercati paralleli di orologi di lusso destinate alla corruzione di soggetti pubblici e privati che possano, in cambio, agevolare il coinvolgimento delle sue imprese in commesse ed appalti nel settore informatico e digitale di sua competenza, garantendosi in tal modo una rilevante porzione nel mercato di settore grazie alla riconoscente intercessione di personaggi di vertice, tra l'altro, di RED HAT, tra i colossi della produzione digitale, Terna s.p.a., Rete Ferroviaria Italiana s.p.a. e, in generale, della pubblica amministrazione.

 

Francesco Dattola

Da tale ultimo punto di vista, quale stretto collaboratore di Dattola nel settore pubblico, è emersa la figura di Antonio Spalletta, intermediario in grado di incidere sui processi di decisionali e di funzionamento di talune pubbliche amministrazioni, e che ha certamente favorito l'ingresso delle società di Dattola in ambienti di estrema importanza strategica, tra cui Polo Strategico Nazionale s.p.a. e, soprattutto, il Ministero della Difesa, comunque traendone proprio e personale vantaggio», si legge nel decreto di perquisizione e sequestro.

Francesco Dattola

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)