donald trump chevron benzina

LA COTICA BATTE SEMPRE L’ETICA: IL CARO BENZINA A CAUSA DELLA GUERRA IN IRAN FA CROLLARE I CONSENSI SULL’OPERATO DI TRUMP: L’INDICE DI APPROVAZIONE SCENDE SOTTO LA SOGLIA DEL 40% (IL PUNTO PIÙ BASSO DEL SUO SECONDO MANDATO) E IL 77% DEGLI ELETTORI AMERICANI INCOLPA IL TYCOON PER L’AUMENTO DEI PREZZI DEL GREGGIO I DEM CERCANO DI PRENDERE LA PALLA AL BALZO: STANNO LAVORANDO ALL’IMPEACHMENT DI “THE DONALD” IN CASO DI VITTORIA ALLE MIDTERM, PUNTANDO SULLA SPINTA DEI REPUBBLICANI DELUSI DA TRUMP…

1 - PER IL 77% DEGLI AMERICANI L'AUMENTO DEL PREZZO DELLA BENZINA È COLPA DI TRUMP

ADESIVO DI DONALD TRUMP CHE HA FATTO SALIRE IL PREZZO DELLA BENZINA CON LE SUE GUERRE

(ANSA) - La maggior parte degli americani attribuisce a Donald Trump la responsabilità del vertiginoso aumento dei prezzi della benzina, una situazione che sta pesando sul suo partito repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

 

Secondo l'ultimo sondaggio Reuters/Ipsos circa il 77% degli elettori interpellati nel sondaggio ha dichiarato che è colpa del presidente, un'opinione ampiamente condivisa attraverso l'intero spettro politico, con il 55% dei repubblicani, l'82% degli indipendenti e il 95% dei democratici.

 

Inoltre, circa il 58% degli elettori — tra cui un repubblicano su cinque e due terzi degli indipendenti — ha dichiarato che sarebbe meno propenso a sostenere i candidati che appoggiano l'approccio di Trump al conflitto contro l'Iran alle elezioni di midterm.

donald trump - stretto di hormuz

 

2 - IL CAROVITA MORDE E TRUMP SCENDE AI MINIMI NEI SONDAGGI

Estratto dell’articolo di Monica Ricci Sargentini per il “Corriere della Sera”

 

Il consenso di Donald Trump scende sotto la soglia del 40 per cento e tocca il punto più basso del suo secondo mandato, tornando ai livelli registrati dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021. […] Secondo l’ultimo sondaggio del New York Times , l’approvazione del presidente si ferma attorno al 38-39 per cento, mentre quasi il 60 per cento degli intervistati boccia il suo operato.

 

[…] La guerra con l’Iran, decisa insieme a Israele, ha avuto un impatto diretto sui prezzi dell’energia: la benzina è salita fino a circa 4 dollari al gallone, un dollaro in più rispetto a prima del conflitto. […] Il 58 per cento degli intervistati afferma che sarebbe meno propenso a sostenere candidati favorevoli alla linea della Casa Bianca sull’Iran nelle elezioni di midterm di novembre. E si restringe anche il vantaggio storico dei repubblicani sull’economia: oggi il partito è sostanzialmente alla pari con i democratici, mentre aveva un margine molto più ampio all’inizio del mandato.

 

ADESIVO DI DONALD TRUMP CHE HA FATTO SALIRE IL PREZZO DELLA BENZINA CON LE SUE GUERRE

Anche altri sondaggi confermano la tendenza. L’indice di gradimento rilevato da Cnbc è ai minimi dei due mandati, con un netto peggioramento proprio sulla gestione economica. E l’indagine Ap-Norc segnala un crescente malcontento tra molti dei gruppi che avevano contribuito alla vittoria del 2024, in primis i giovani uomini ispanici, sempre più scettici sulla capacità del governo di contenere il costo della vita.

 

La base trumpiana, invece, resta in larga parte fedele, ma il presidente perde terreno tra indipendenti e repubblicani non allineati al movimento Maga. […] Per la prima volta nel secondo mandato, Trump appare vulnerabile proprio su economia e sicurezza, i temi che ne avevano sostenuto il ritorno al potere. E quando si incrina la promessa di prosperità, anche il consenso tende a seguirla.

 

3 - TRUMP, CONSENSI IN CADUTA LIBERA I DEM LAVORANO ALL'IMPEACHMENT

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

donald trump

Farsi trovare pronti per l'impeachment dal primo giorno in cui il nuovo Congresso entrerà in carica a gennaio prossimo, dopo le elezioni di midterm di martedì 3 novembre. Secondo il sito Axios, un gruppo di parlamentari democratici sta spingendo il Partito a scegliere questa strategia, anche se era fallita per due volte durante la precedente amministrazione Trump, nella convinzione che stavolta il risentimento fra gli stessi repubblicani potrebbe essere così forte da fargli ripetere il destino di Richard Nixon.

 

Tutto sembra dipendere da come andranno le elezioni, ossia se la prevista sconfitta del Grand Old Party si realizzerà davvero, e avrà proporzioni così disastrose da convincere gli stessi sostenitori del presidente che è venuto il momento di voltare pagina, se non vogliono rischiare di perdere il controllo degli Stati Uniti per una generazione.

 

Axios ha parlato con diversi deputati dell'ala sinistra del Partito democratico, come Delia Ramirez dell'Illinois e Yassamin Ansari dell'Arizona, secondo cui «la spinta per l'impeachment sarà preponderante». Perciò, ha aggiunto Ramirez, «dobbiamo costruire il caso, in modo che quando a gennaio riprenderemo il potere, avremo creato le condizioni per procedere. Bisogna raccogliere i fatti, tenere le audizioni dei testimoni, e lavorare su tutto».

 

Secondo un sondaggio condotto da Verasight, il 55% degli americani è favorevole all'impeachment, soprattutto dopo la guerra in Iran, e il 38% contrario. […]

nancy pelosi secondo impeachment per trump

 

Ciò non vuol dire che l'impeachment sia una scommessa sicura, perché per essere approvato serve una maggiornaza di due terzi al Senato che non esisteva nel primo mandato e non esisterebbe oggi. Se però alle midterm i repubblicani venissero travolti da una sconfitta a valanga, la dinamica potrebbe cambiare e molti di loro potrebbero convincersi ad abbandonare il presidente al proprio destino per evitare guai peggiori all'intero schieramento conservatore.

donald trump impeachmentADESIVO DI DONALD TRUMP CHE HA FATTO SALIRE IL PREZZO DELLA BENZINA CON LE SUE GUERREADESIVO DI DONALD TRUMP CHE HA FATTO SALIRE IL PREZZO DELLA BENZINA CON LE SUE GUERRE

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…