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"CHIARA POGGI NON SI È DIFESA, È MORTA IN POCHI MINUTI" - LO STABILISCONO I CONSULENTI NOMINATI DAGLI AVVOCATI CHE DIFENDONO ANDREA SEMPIO. SECONDO GLI ESPERTI, CHIARA È STATA UCCISA IN NON PIÙ DI 15-20 MINUTI: LA VIOLENZA DELLA COLLUTTAZIONE NON È COMPATIBILE CON UNO SCONTRO DURATO A LUNGO. L'ARMA DEL DELITTO SAREBBE UN MARTELLO - DOPODICHÉ, IL KILLER SI È LAVATO LE MANI, HA AVVOLTO L'OGGETTO CONTUNDENTE IN UN ASCIUGAMANO ED E' USCITO DALLA PORTA PRINCIPALE - È POCO COERENTE CHE L'ASSASSINO, DOPO ESSERSI LAVATO LE MANI NEL LAVANDINO DI CASA POGGI, SIA TORNATO IN CANTINA PER CONTROLLARE IL CADAVERE...

CONSULENTE SEMPIO, 'CHIARA È SOPRAVVISSUTA POCHI MINUTI AL SUO ASSASSINO'

ricostruzione 3d del delitto di garlasco

(ANSA) - MILANO, 27 MAG - Chiara Poggi è sopravvissuta al suo assassino pochi minuti. Lo sostiene Sabino Pelosi, medico legale e consulente nominato dalla difesa di Andrea Sempio, accusato dalla Procura di Pavia di essere l'autore del delitto di Garlasco Nella relazione tecnica depositata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia per confutare la ricostruzione dalle indagini appena chiuse dai pm e per dimostrare l'estraneità del loro assistito,

RICOSTRUZIONE DELLA SCENA DEL DELITTO DI GARLASCO NELLA VILLETTA DI CHIARA POGGI

 

Pelosi ritiene che la "sequenza omicidiaria" sia stata "piu breve" dei "15 o 20 minuti al massimo" indicati da inquirenti e investigatori sulla base degli acccertamenti svolti dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo, "violenta e meno compatibile con una prolungata fase di colluttazione o fuga lucida della vittima".

 

"Le lesioni - sono le conclusioni della relazione di parte - sono ritenute di natura contusiva e compatibili, con elevatissima probabilità, con l'uso di un martello. Non viene ritenuta dimostrata alcuna lesività da difesa, attiva o passiva.

 

La sopravvivenza viene collocata nell'ordine di pochi minuti e la ricostruzione dinamica del consulente tecnico del pubblico ministero viene considerata insufficiente, soprattutto per la mancata integrazione coerente con i dati BPA e con i passaggi di trascinamento e successiva aggressione in più punti della casa".

 

CONSULENTE SEMPIO, IMPOSSIBILE CHE IL KILLER SIA TORNATO SULLE SCALE DA CHIARA

CLUEDO VERSIONE GARLASCO - MEME BY IACOPO CERVELLI

(ANSA) - MILANO, 27 MAG - "E' poco coerente con il quadro delle evidenze fisiche" l'ipotesi della Procura di Pavia che l'assassino di Chiara Poggi, dopo essersi lavato le mani nel lavandino della cucina "sarebbe tornato verso il vano scale per verificare la posizione della vittima".

 

E' uno dei punti nodali della consulenza di Armando Palmegiani, esperto della scena del crimine e consulente di Andrea Sempio, indagato dai pm pavesi per l'omicidio di Garlasco al posto di Alberto Stasi, l'allora fidanzato della 26enne e al momento il solo condannato in via definitiva a 16 anni di carcere.

impronta mai repertata nel delitto di chiara poggi

 

Palmegiani, nella sua relazione tecnica di Bloodstain Pattern Analysis (Bpa), critica la ricostruzione emersa dagli atti depositati dai pubblici ministeri che lo scorso 7 maggio hanno chiuso le indagini nei confronti di Sempio e che si apprestano, salvo colpi di scena, a chiedere il suo rinvio a giudizio.

 

Oltre al fatto che "l'impronta palmare n. 33" (...) "non possiede requisiti sufficienti di chiarezza" e quindi non è attribuibile, men che meno a Sempio, in coerenza con "le tracce macroscopiche e latenti rilevate", il consulente offre una sequenza molto diversa da quella dell'inchiesta. "L'aggressore, - scrive - uscito dal vano scale, si sarebbe diretto verso il bagno, posto frontalmente rispetto alla rampa, per verificare allo specchio la presenza di tracce sulla propria persona e procedere a una sommaria detersione".

 

Lì avrebbe usato "un asciugamano per pulire le mani e, con ogni probabilità, per avvolgere l'arma, così da evitare ulteriori gocciolamenti durante gli spostamenti. Non vengono invece ritenute oggettivamente dimostrate - prosegue - operazioni di lavaggio nel lavandino, mancando elementi come gocciolamenti o reazioni al luminol nel sifone.

 

andrea sempio davanti alla villetta di garlasco nel giorno dell omicidio di chiara poggi 1

L'accesso successivo alla cucina viene interpretato come funzionale alla ricerca di un contenitore - ad esempio una busta o un sacchetto - per occultare arma e asciugamano. Completata tale messa in sicurezza" l'omicida "si sarebbe allontanato dalla porta d'ingresso principale".

impronta numero 44 nella villetta di garlasco ANALISI DNA - DELITTO DI GARLASCOPROVETTE DEL MAXI INCIDENTE PROBATORIO SUL DELITTO DI GARLASCO

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