lotti ermini

“A ERMINI UN MESSAGGIO VA DATO FORTE” - NELLE RIUNIONI NOTTURNE PER DECIDERE LE NOMINE DEI MAGISTRATI, LUCA LOTTI INTERVIENE A SUO MODO PER FAR CAPIRE CHE BISOGNA SPINGERE IL VICEPRESIDENTE DEL CSM AD APPOGGIARE IL CANDIDATO DI PALAMARA & FRIENDS, MARCELLO VIOLA - LE INTERCETTAZIONI DI PALAMARA: “IO MI ACQUIETERÒ QUANDO PIGNATONE MI CHIAMERÀ E MI DIRÀ COSA È SUCCESSO…PERCHÉ LÌ LA VICENDA CONSIP LA SO IO... E GLI HO PROTETTO IL CULO SU TUTTO...”

Fiorenza Sarzanini e Giovanni Bianconi per il “Corriere della sera”

 

Per arrivare a mettere i propri candidati al vertice delle Procure a cui erano interessati, discutevano su come aggirare le resistenze del vice-presidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini, s'informavano sui «dossieraggi» contro i potenziali avversari, organizzavano manovre per colpire i magistrati dei fronti opposti.

 

LUCA LOTTI

Le intercettazioni dei colloqui tra Luca Palamara e i suoi amici, magistrati e politici, svelano le trame per le nomine. Come quelle pianificate durante l'incontro in un albergo romano nella notte tra l' 8 e il 9 maggio scorsi. Oltre a Palamara c'erano i deputati del Pd Cosimo Ferri e Luca Lotti, e cinque componenti del Csm.

 

«Una riunione perfettamente programmata», accusa il procuratore generale della Cassazione: tutti sapevano chi ci sarebbe stato e di che cosa avrebbero parlato, con l'obiettivo di «influenzare in maniera occulta l'attività istituzionale dell' organo di autogoverno», alla presenza di soggetti esterni al Csm di cui «è stato accettato e recepito il contributo consultivo, organizzativo e decisorio» sulla nomina del nuovo procuratore di Roma.

 

luca palamara

A quell'incontro Luca Lotti arriva a mezzanotte e un quarto, mentre gli altri stanno facendo la conta dei voti che avrebbe potuto raccogliere il loro candidato per la Capitale, Marcello Viola. Secondo i calcoli di Gianluigi Morlini che in quel momento presiede la commissione incarichi direttivi, sarebbero arrivati a 13 su 26 componenti: un testa a testa nel quale l'eventuale preferenza espressa dal vicepresidente David Ermini sarebbe stata determinante. Ma di lui, ex collega di Lotti in Parlamento, i consiglieri non si fidano. Anzi, si lamentano proprio con l'ex ministro renziano. «Anche al disciplinare ho problemi con Ermini», dice Corrado Cartoni, componente della Sezione chiamata a giudicare i giudici.

 

Lotti : «Eh, ragazzi, vanno affrontate queste cose».

Cartoni : «Io ci ho litigato con Ermini... Luca... digli qualcosa, si deve sveglià (...)».

Lotti: «Corrà, te non c'eri all'inzio ma Ermini non è che... (...) però qualche messaggio gli va dato forte».

 

Cartoni, su invito di Ferri, riassume un episodio avvenuto quel giorno, su una questione da definire nella Disciplinare, e Lotti commenta: «Questo non va bene, però».

SERGIO MATTARELLA DAVID ERMINI

Palamara : «Non va bene no».

Lotti : «Mica me l' avevate detto questo»

 

Il «messaggio» evocato da Lotti, però, se pure è stato inviato non ha colto nel segno, giacché sulla Procura di Roma Ermini chiederà l'audizione dei candidati (respinta), attirandosi ulteriori ire da parte di chi aveva interesse ad accelerare la nomina. Poco prima della conta dei voti sulla Procura romana e dell' arrivo di Lotti, Morlini aveva spiegato come i voti della sua corrente, Unità per la costituzione, dall' altro candidato - il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo - si sarebbero spostati su Viola: «Ci sono in commissione quattro intenzioni di voto a favore di Viola, una a favore di Lo Voi fatta da Suriano (Area, ndr), una a favore di Creazzo fatta da me». È esattamente ciò che accadrà in commissione il 23 maggio.

David Ermini

 

Ma Cartoni annuncia le mosse future, in vista del plenum: «A questo punto io... si dice riflettiamoci un attimo perché sarebbe opportuno non avere un frazionamento a tre, quindi si dispone un rinvio di un giorno, due giorni, fino a tre-quattro giorni per arrivare a lunedì successivo, noi contattiamo Creazzo e gli diciamo... Peppe guarda che qui noi ti possiamo votare, ci sono cinque voti nostri (di Unicost, ndr ) e magari un laico, ma tu qua perdi, che si fa?». Il piano prevedeva il ritiro di Creazzo, per concentrare i voti su Viola. Che a conti fatti diventerà il candidato di Lotti: «Si vira su Viola, sì ragazzi».

 

COSIMO FERRI

Ma se Creazzo non avesse fatto un passo indietro, si poteva contare su un'indagine aperta a Genova dopo un esposto che mirava a colpire il procuratore di Firenze. Ne parla Palamara, intorno a mezzanotte e mezza: «Ha raccolto tutte queste cose in un dossier, tutte le cose che non andavano su questa inchiesta e su Creazzo... e ha fatto l' esposto quindi non è proprio... non è una cazzata, questo voglio dire...».

 

Una «strategia di danneggiamento» sulla quale più tardi interverrà anche Lotti: «Per me è importante capì che succede perché se è seria ovviamente lo... cioè non si parla di Roma... si parla che se è serio va via da Firenze, se non è serio non va via da Firenze, a me guarda... nessuno cerca... nulla... però bisogna fa' almeno guerra...».

 

Anche sull' ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone e sull' aggiunto Paolo Ielo erano in corso «strategie di discredito», attraverso la divulgazione di denunce come quella preparata dal pm Stefano Fava. A parlarne sono ancora Palamara e Lotti.

giuseppe creazzo

Palamara : «Senti Fava...l'obiettivo è... gli fai sentì... loro devono sentì...».

Lotti : «Dopo che si è fatto gli aggiunti...».

Palamara: «Andiamo da Fava... (...) dopodiché fa usci tutto quello che dico... è finita... là è finita».

Lotti : «E fai uscire anche un po' i fratelli... Sentilo Fava che dice... i fratelli, le cose... non sarà così pazzo».

Palamara : «Non te preoccupà, se te dico fidate, fidate...Lui vuole fà la denuncia penale, tu forse non hai capito, li vuole denunciare a Perugia...lascia perde che so' cose però tu intanto gli rompi il ca..., punto. (...) Io mi acquieterò quando, come ti ho detto una volta, Pignatone mi chiamerà e mi dirà cosa è successo…perché lì la vicenda Consip la so io... e gli ho protetto il culo su tutto... alla fine cioè cosa è stato? Eh no ma adesso mi fai, mi tieni sotto ricatto, me lo devi dì...».

 

giuseppe pignatone

Secondo l'accusa, quando parla del futuro procuratore di Perugia con un collega, Palamara «prefigura la possibilità di svolgere un' attività diretta ad evidenziare i meriti dell' aspirante dottor Borrelli (attuale procuratore aggiunto di Napoli ndr ) condizionatamente alla sua disponibilità a ottenere un atteggiamento di sfavore nei confronti di Ielo in vista dell' iscrizione di un eventuale processo penale».

 

Un esito a cui Palamara sembrava tenere molto: «Io stasera a Luigi glielo dico: o esce fuori da 'sta storia... o diamo la botta... Non si può andare più a cincischiare».

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