alessandro michele

“L’ADDIO A GUCCI? HO SOFFERTO MOLTO, IN 8 ANNI HO PORTATO IL MARCHIO DA 3 A 10 MILIARDI” – ALESSANDRO MICHELE, IL SARTO CON L’EGO INTORNO, OGGI STILISTA DI VALENTINO, SI TOGLIE QUALCHE MACIGNO DALLO STILETTO DOPO ESSERE STATO MESSO ALLA PORTA DALLA MAISON: “GUCCI ERA COME UNA FAMIGLIA ED È UN VIAGGIO DURATO 8 ANNI. E QUESTI MI TOLGONO TUTTO DOPO QUELLO CHE HO FATTO? NOI ABBIAMO INVENTATO IL TURBO, POI SONO USCITO ED È STATA UNA DISCESA, MA IO TIFO PERCHÉ TORNINO SU. PIERPAOLO PICCIOLI? DIFFICILMENTE MI SENTIRETE PARLARE DI QUALCUNO CHE NON HO MAI CONOSCIUTO…”

Estratto dell’articolo di Paola Pollo per il “Corriere della Sera”

 

alessandro michele

Sfilata numero due per Alessandro Michele a Parigi con il prêt-à-porter. Ci riceve a Roma, a palazzo Mignanelli, alla vigilia, nell’ufficio che è stato del signor Valentino. La disposizione dei mobili è cambiata.

Ma gli arredi sono gli stessi. Se non fosse per l’enorme scrivania dove lui non si siede mai.

 

Sopra, il designer ha ricomposto con precisione, assicurano, il puzzle dei suoi feticci, decine e decine: un cappello crochet confezionato da un’amica, la corona di alloro che ha indossato al Met, un ricordo del Canada, un nastro, un libro, un paio di orecchini, un fiore. «Il mio contenitore. Non posso fare diversamente. Erano disposte così anche da Gucci… se le sposto come faccio?». E già il racconto comincia, fra passato e presente.

 

Alessandro Michele ha vizi?

«Un miliardo di vizi. Ho il vizio di stare bene, di volermi divertire, delle cose belle, ho il vizio di volere […] Quelli canonici non li ho mai avuti: non ho mai fumato, non mi sono mai drogato. È il tentativo di conservarmi perché mi piace esserci con la testa e se voglio divertirmi devo essere presente. Ah, ho anche il vizio di lavorare, molto».

Alessandro Michele

 

Lei è riservato, ma sul suo profilo Instagram, nei momenti importanti, si racconta.

Per esempio quando è morto il suo amico e collega di sempre Davide Renne.

«Mi manca. So che non lo posso più rivedere. Ma vorrei. È un girone dantesco, perché mi viene in mente però non c’è e non so dov’è. Non abbiamo avuto il tempo di salutarci. Poi ti abitui. Però ci parlo […] La morte di Davide è stata la cosa più negativa della mia vita, ma non la trattengo. Cioè, penso sia una cosa passeggera, ma non ne sono convinto. Mi chiedo ancora cosa significhi sparire dalla vita. Da piccolo ho perso mia zia, che era la mia seconda mamma. Quindi forse non ci voglio neanche fare i conti o forse, non lo so, ho trovato un mio metodo».

alessandro michele

 

Quando chiuse con Gucci, sempre sul suo profilo social scrisse parole come: prospettive, diverso, viaggio, casa, famiglia.

«È tutta bellezza […] Come in una relazione dici che durerà una vita intera, però finisce. E per me era la vita, ma proprio per questo non posso guardarla con rancore. […]».

 

Il mondo della moda si sentì orfano dopo quell’annuncio.

«Ho sofferto molto, ma ero preparato e ho affrontato il cambiamento. Forse gli altri se lo aspettavano meno, poi hanno capito. Come in famiglia quando non ci si riconosce più, penso a un padre che non è più il tuo punto di riferimento e non ti lascia essere chi sei, e ti devi emancipare. Gucci era come una famiglia: ed è un viaggio che è durato 8 anni e non 7 come scrivono tutti e questa è l’unica cosa che mi fa arrabbiare (e ride ndr ). Da ragazzo studioso dico: ma come, ho finito quasi tutti gli esami dell’ultimo anno e questi mi tolgono tutto dopo quello che ho fatto?».

 

alessandro michele sfilata gucci ss23 2

E quando ha lasciato, Gucci cresceva ancora, anche se non come agli inizi.

«Il 18%, che oggi …».

Da quel momento in poi è successo qualcosa in tutto il sistema.

«Noi abbiamo inventato il turbo: l’unico brand, credo, che nelle ultime tre decadi da 3 miliardi è salito a 10 in 8 anni. Poi sono uscito… E poi è stata una discesa, ma io tifo perché tornino su: è stata un po’ casa mia, un posto straordinario con un karma dentro e ha lasciato un grande affetto. Sì, tifo proprio per una rinascita più grande di quella che c’è stata con me e con Tom Ford. […]».

 

Non pensa abbia pesato un po’ l’avidità?

alessandro michele

«Non credo sia l’avidità singola, nel senso che viviamo in un mondo dove siamo tutti costretti e mi ci metto anch’io. Quando ci lavoravo, Gucci era un mostro a dieci teste, però credo sia un problema planetario: gli esseri umani sono gli animali che si vogliono peggio in assoluto, siamo gli unici a voler condannare a morte la nostra specie. Anche se sento che ora nella moda si sta sviluppando una grande consapevolezza di dove siamo, di cosa sta succedendo e che il mondo dopato dell’economia abbia trovato una specie di capolinea sano».

 

[…]

Alessandro Michele

Perché proprio Valentino?

«Mi sembrava una sfida molto diversa. Perché è un brand che viene dalla couture una cosa completamente nuova. Poi c’era Jacopo (Venturini il ceo ndr ), ci siamo sempre piaciuti. Un polo di attrazione. In ultimo mentre cercavo se fare questo o quello, ecco che Kering compera il 30 per cento e c’era Francesca (Bellettini ndr ) e François-Henri (Pinault ndr ) e quindi ho detto “forse è proprio questo il posto dove devo andare”. Sono stato fortunato: dopo tutto quel macello, già tre giorni dopo ho ricevuto delle offerte, nonostante avessi cambiato numero di telefono. Avevo fatto quel prodigio, ma non me ne ero mai reso conto».

alessandro michele 1

 

Prima di lei, in Valentino, c’era Pierpaolo Piccioli...

«Lo so. Il lavoro che lui e Maria Grazia Chiuri hanno fatto in Valentino è stato straordinario. Ma difficilmente mi sentirete parlare di qualcuno che non ho mai conosciuto, sono molto autentico».

[…]

 

Il suo compagno, Giovanni Attili, docente alla Sapienza, cosa ne pensa del suo mondo?

«Vanni è completamente dentro. Lavoriamo insieme, ma poi lui ha il suo mondo. Se è in studio sono sempre attento. Lui può interrompere me. Ma io non lui. È una persona iper e mi piace molto perché voglio sentire sempre che mi devo guadagnare tutto».

 

alessandro michele red carpet don't worry darling venezia 2022

È vero che Harry Styles si è trasferito a Roma per voi?

«Harry fa parte della nostra famiglia. È come un fratello minore. È strano come la vita ti faccia incontrare persone alle quali tu cambi il percorso della vita e loro cambiano il tuo. Ora vivo persino con i paparazzi sotto casa, ci salutiamo anche con alcuni. Sono molto cosciente che devo stare attento. Non uso l’auto, mi piace camminare però riescono a scattarmi qualche foto: sono sempre terribile, con il cappello calato e la faccia seriosa, ma va bene, non cambio: la mia vita era ed è questa. Adesso che ho trovato la quadratura mi vado bene così».

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