CHE BALLA SUL BOLLO! – COME DAGO-DIXIT, È UNA PANZANA L’AFFERMAZIONE DI GIORGETTI SECONDO CUI LA SOSPENSIONE DEL BOLLO AUTO NEL 2027 SARÀ FINANZIATO CON I “RISPARMI” SUI FONDI DEL PNRR – QUASI IL 40% DEI 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE ARRIVERÀ DAI TAGLI DI VARIO GENERE ALLE SPESE DI BILANCIO. UNA PERCENTUALE CHE DIVENTERÀ L’INTERA CIFRA DAL 2028 SE MAI, COME HA PROMESSO GIORGIA MELONI, LA MISURÀ DOVESSE DIVENTARE STRUTTURALE – E, CON LA CONFERMA DELL’ISTAT DEL DEFICIT OLTRE 3,1% E LA MANCATA USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE, SARÀ ANCORA PIU’ COMPLICATO FARE TORNARE I CONTI...
DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”…
Estratto dell’articolo di Marco Palombi per “il Fatto Quotidiano”
Giorgia Meloni intervento ad Atreju 2025 su bollo auto
Il decreto per sospendere un pezzo del bollo auto nel 2027 è arrivato in Parlamento e ora se ne possono apprezzare le sottigliezze e gli effetti anche prospettici. Un punto che va forse chiarito, rispetto alle comunicazioni a caldo del governo, è che questa legge non è affatto coperta solo dai risparmi derivanti dal Pnrr: quasi il 40% viene finanziato attraverso tagli di vario genere, percentuale che diventerà l’intera cifra dal 2028 se – come ha promesso Giorgia Meloni – diventerà strutturale. Bizzarro per una misura con benefici minimi e di dubbia equità.
[…] Il governo ha deciso di compensare gli automobilisti salassati dai prezzi dei carburanti sospendendo il pagamento del bollo auto l’anno prossimo per chi possiede auto a benzina o diesel sotto gli 80 kW (utilitarie e alcuni modelli appena superiore) e per i motoveicoli.
Attenzione: solo un mezzo per contribuente. Secondo la relazione tecnica del decreto, questo regalino – annunciato mentre il governo rinunciava gradualmente agli sconti sulle accise e i prezzi dei carburanti esplodevano a livelli quasi mai visti – riguarda 13,2 milioni di automobili e quasi 2 milioni di due ruote per un mancato gettito pari a 2,362 miliardi di euro sui circa 7 totali che le Regioni incassano dal bollo auto e moto.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
Il beneficio per i contribuenti coinvolti, sempre secondo il Tesoro, è 168 euro in media per le macchine e 59 euro per le due ruote. Secondo l’economista Leonzio Rizzo su lavoce.info, si tratta di un trasferimento di risorse più efficiente del taglio delle accise, ma che ha effetti non tutti condivisibili: ci guadagna in particolare chi usa poco la macchina, mentre i pendolari avrebbero avuto più benefici con gli sconti alla pompa.
Questo a non voler ricordare la natura regressiva di una misura che viene applicata a tutti, senza soglie Isee. Visto che lo sconto finirà anche agli italiani più ricchi e avrà effetti non del tutto equi, risulta ancor più rilevante il modo in cui si è deciso di finanziarlo coi soldi di tutti.
Quanto al 2027, la quota a carico delle economie realizzate sul Pnrr è pari a 1,460 miliardi, il 61,8% del totale: soldi destinati a investimenti che si è scelto di usare per un spot elettorale una tantum. E il resto? Tagli, ovviamente.
Tra le riduzioni di spesa usate per coprire la misura ci sono 309 milioni sottratti l’anno prossimo al programma “Fondi da assegnare” (qui qualcuno perderà soldi, ma chi è ancora da decidere), 270 presi dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica, 70 da quello per le esigenze indifferibili e 128 da fondi accantonati nei ministeri per coprire le nuove leggi. Gli ultimi 100 milioni, infine, arrivano da “Patrimonio rilancio”, che risale al Covid e doveva aiutare le aziende in difficoltà.
giorgia meloni giancarlo giorgetti foto lapresse
[...] Poi c’è la partita del futuro: coperture una tantum non si possono usare per un mancato incasso strutturale. Dal 2028 in poi, Meloni dovrà dunque stabilmente ridurre le spese o alzare le entrate dei 2,3 miliardi di introiti a cui dice di voler rinunciare: tagli o tasse per un incentivo stabile al trasporto privato a benzina e diesel, magari coi prezzi alla pompa tornati sotto i livelli di guardia.
Giorgia Meloni intervento ad Atreju 2025 su bollo auto
GIORGIA MELONI E LO STOP AL BOLLO AUTO - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

