"ROBERT MAPPLETHORPE ERA UN VISIONARIO CHE HA OSATO NOBILITARE LA PORNOGRAFIA, LA PIÙ PROIBITA, A MATERIA ARTISTICA" - BARBARA COSTA: "MAPPLETHORPE ERA UN COPROFAGO CHE SI SCOPAVA I 'NEGRI' (LUI LI CHIAMAVA COSÌ). DICEVA: 'A ME PIACE L’ICONOGRAFIA NAZISTA. E SONO PURE UN PO’ SATANISTA. E A QUESTO CI AGGIUNGO CHE SONO GAY PERÒ NON SEMPRE, LA VULVA MI FA IMPRESSIONE'" - "ANDY WARHOL, ALTRO GENIO, NON SBAGLIAVA E DI NIENTE QUANDO, STOMACATO, COSÌ SPARLAVA DI MAPPLETHORPE: 'È SPORCO DA FARE SCHIFO. E GLI PUZZANO I PIEDI'"
Barbara Costa per Dagospia
robert mapplethorpe patti smith
Mi auguro che tu che mi leggi non stia mangiando… anzi, che tu stia a stomaco vuoto: altrimenti, a leggermi… ti puoi sentire male. E vomitare. Perché vorrei parlarti di Robert Mapplethorpe, gran pornografo che, se non fosse morto a soli 42 anni, in questi giorni ne avrebbe compiuti 80.
Robert Mapplethorpe, fotografo perverso. Un visionario che ha osato nobilitare la pornografia, la più proibita, a materia artistica. E visiva. Dandole rispetto. Mapplethorpe che, a tutt’oggi, è celebrato in mezzo mondo. E che, già in vita, era stra elogiato, strapagato, e degno di mostre (pornosado) internazionali.
robert mapplethorpe patti smith anni 80
Lodi e lodi e lodi… e che c’entra il tuo stomaco? C’entra perché io ora ti dico chi era in verità Robert Mapplethorpe: un feticista e di feticismi stomachevoli dacché aberranti, rivoltanti, ben oltre ogni decenza stimata e no. Mapplethorpe però lo dichiarava candido: io sono un coprofago, e questa depravazione me la vivo e declino in ogni modo possibile, ne sono attivo e ne sono passivo, e poi io sono pure uno che, bianco, si sc*pa i neri, che io non chiamo neri bensì negri, e negri che devono da me, bianco, subire questo mio insulto a letto, che sennò non mi si rizza.
A me piace l’iconografia nazista. E sono pure un po’ satanista. E a questo ci aggiungo che sono gay però non sempre, la vulva mi fa impressione ma le mestruazioni che lei erutta no, e poi: mi piace sc*pare chi è bdsm del pene e in questo senso: non mi fa senso chi gode a farselo tagliuzzare. Pure da me. È bello. È esaltante.
Io, Robert Mapplethorpe, indosso una cintura borchiata con su scritto "shit", e ti posso assicurare che di feticisti strani, ma tanto e tanto strani, tipi fuori di testa, ne ho frequentati: li rimorchio e invito nel mio loft, a dozzine, ogni sera che dio manda in terra, un via vai, una processione, e non si può immaginare quanti ne ho visti, io, in estasi se auto-lesionisti.
robert mapplethorpe chelsea hotel 1970
E di adulti travestiti da neonati, col ciuccio, e con il pannolino, e che si feticizzano a frignare e a farsela addosso. E vuoi sapere dei miei sessuali e arci deviati esperimenti col clistere? Ah, io una cosa nel sesso faccio poco e mal volentieri: i rapporti anali. Ecco, metterlo e farmelo mettere non mi dispiace, lo faccio, però per me è meglio penetrare e essere penetrati nell’ano via fisting. Feroce e multiplo.
E allora, tu che mi leggi e hai uno stomaco di ferro dimmi un po’: si può amare un artista che, nella sua vita reale, è tale e quale a come ti ho descritto e che non te lo cela ma di quel che del sesso il più turpe lui mette in pratica, e tanto su di sé, ne fa arte? Io sono solo una tra le e i moltissimi appassionati dell’erotismo fotografico di Mapplethorpe, ma sarei ipocrita se tacessi sulle sue foto di chi si urina in bocca. O di quello che si infila un dito nell’uretra.
Forse è per questo… disagio, ma disagio è troppo poco, questo forte "fastidio" che si prova davanti a non poche opere di Mapplethorpe, e alla sua fascinazione per l’abominio, che la grandissima parte di chi ne tratta si rifugia in pip*oni sulla sua storia d’amore con la rock-star Patti Smith. Storia vera e giusta, ma è vero o no che la stessa Patti Smith aveva orrore della sessualità di Mapplethorpe, perché “non mi piace quel che ha a che fare con il c*lo”? (lo riporta, testuale, Patricia Morrisroe, biografa di Mapplethorpe).
E nelle per me (e non so per voi) abominazioni di Mapplethorpe, però per lui paradisi, vi entra l’Italia. Di diritto. Se Mapplethorpe ha capito il suo piacere coprofilo lo deve a Pier Paolo Pasolini e al suo "Salò". Mapplethorpe deve il suo viversi il sesso a caccia di prede ma nel suo caso da cocainomane (perso, non ha trascorso un giorno della sua vita da adulto a non farsi, e ci fosse stata seduta fotografica in cui non fosse pieno di coca, e amfe, e acidi, ed è per la cocaina che vediamo quelle foto di visi fissi, vitrei, morti, prede consenzienti e che volevano cocaina da lui) a Pasolini. Come PPP, Mapplethorpe concepiva il sesso solo se "cacciato". E i "bottini" di Mapplethorpe potevano essere senzatetto. Derelitti. Mendicanti.
E vi voglio pure dire di come quel pettegolo che risponde al nome di Andy Warhol, altro genio, altro estro, non sbagliava e di niente quando, stomacato, così sparlava di Mapplethorpe: “È sporco da fare schifo. E gli puzzano i piedi”.
robert mapplethorpe bdsm 4
robert mapplethorpe
robert mapplethorpe (1)
robert mapplethorpe still life
robert mapplethorpe autoritratto
robert mapplethorpe 1 (2)
robert mapplethorpe drag
patti smith robert mapplethorpe coney island
robert mapplethorpe bdsm 3
robert mapplethorpe bdsm 2
robert mapplethorpe bdsm 1
robert mapplethorpe 4


