BATTAGLIA SULL’EREDITA’ DI MARIO D’URSO (COME DAGO-ANNUNCIATO) - RIMESSO IN DISCUSSIONE IL TESTAMENTO DEL RE DEI SALOTTI SCOMPARSO NEL 2015: UNA DONNA AMERICANA RECLAMA LA SUA PARTE (14 MILIONI DI EURO): SONO LA FIGLIA (MA ALLORA ERA ETERO!?) - AGLI ALTRI EREDI COMPRESO BERTINOTTI (CHE HA RICEVUTO DUE ANDY WARHOL RAFFIGURANTI MAO) POTREBBE ESSERE CHIESTO DI RESTITUIRE BENI E DENARI

 

Rosario Dimito per “Il Messaggero”

 

Mario D Urso Mario D Urso

 Si definiva il secondo avvocato d' Italia dopo Gianni Agnelli, eppure l' imponderabile nascosto nelle pieghe della sua poliedrica vita, potrebbe sparigliare le carte adesso che non c' è più. L' eredità di circa 21 milioni di euro di Mario d' Urso, avvocato, banchiere, politico, con comparsate cinematografiche in gioventù (nella Dolce Vita, Guendalina, Primo Amore), scomparso il 5 giugno 2015 e ripartita attraverso lasciti a un nipote e ad alcuni legati, in esecuzione del testamento redatto a Roma il 16 maggio dello stesso anno presso il notaio Paolo Fenoaltea, potrebbe essere rimessa in discussione.

 

Una signora americana, Nikki Carlson, 58 anni, avvocato, rivendica infatti di essere la figlia naturale di quello che è stato uno dei personaggi più in vista della finanza, dei salotti e del jet set internazionale del secolo scorso, in buoni rapporti oltre con Gianni Agnelli, anche con Henry Kissinger, la signora Marcos e Fausto Bertinotti, quest' ultimo uno dei beneficiari dei suoi lasciti (500mila euro).

 

DEPOSITO IN TRIBUNALE L' avvocato Carlson, secondo quanto ricostruito dal Messaggero, sarebbe riuscita a provare il suo status di figlia attraverso la prova del dna che avrebbe dato un risultato positivo al 95%. E facendosi assistere in Italia dall' avvocato Bianca Maria Terracciano dello studio Storace di Roma, grande esperta in diritto di famiglia, è pronta a intentare davanti al tribunale di Roma il giudizio di riconoscimento di filiazione naturale, propedeutico all' impugnativa del testamento. Il suo obiettivo è il riconoscimento dello status di erede.

durso bertinotti 1durso bertinotti 1

 

Questo significa che ove i giudici dovessero considerare valide le prove sulla ricostruzione genetica, riconoscendola, quindi, figlia di d' Urso, a Nikka Carlson spetterebbe la quota della legittima pari a circa due terzi dei beni ripartiti in esecuzione del testamento: un controvalore di 14 milioni circa.

 

Una causa del genere attraverso tre gradi di giudizio, potrebbe durare anche una decina d' anni. Con la sentenza definitiva passata in giudicato l' esecutore testamentario Gaetano De Gregorio, commercialista di Roma, dovrebbe riprendersi tutti i beni, far valutare quadri, tenute, vestiti e procedere a una nuova assegnazione. Probabilmente si aprirebbe una disputa giudiziaria in quanto, verosimilmente, alcuni dei beneficiari potrebbero insinuarsi in giudizio per smontare le rivendicazioni della signora americana.

Mario D Urso Mario D Urso

 

LA RIPARTIZIONE Questo personaggio multiforme nato a Napoli da un avvocato romano (Alessandro) e dalla aristocratica partenopea Clotilde Serra di Cassano ha voluto distribuire le sue ricchezze tra nipoti e amici. La proprietà di Amalfi alle quattro nipoti (Nine, Violetta, India e Clotilde), figlie del fratello Luigi e la tenuta di Campagnano con alcuni quadri, più un milione cash ad Anura Milla Patabendige.

 

Dei quadri, quello di Andy Wharol Falce e martello è finito a Roberto Simeone, avvocato a lui molto legato, altri due Andy Wharol raffiguranti Mao Tse Tung a Bertinotti, un John Rodge è andato all' ex banchiere Massimo Ponzellini, due Morandi a Giovanna Albertini, moglie del fratello Carlo, avvocato molto noto, qualificato e ben voluto per la sua bonomia, preparazione, competenza e modestia, scomparso anche lui quattro mesi prima; i tanti vestiti al nipote Francesco.

 

Delle disponibilità liquide di New York depositate presso Morgan Stanley, Gabelli, Aea Investors invece, previo trasferimento su un conto corrente acceso in Ubs a Milano, hanno beneficiato Mario Calvo Platero, giornalista di New York (500 mila euro), Simeone (5 milioni), un milione a testa alle quattro nipoti figlie di Luigi d' Urso, un milione alla cognata Albertini.

Mario D Urso e Lella Bertinotti Mario D Urso e Lella Bertinotti Mario D Urso Mario D Urso fausto e lella bertinottifausto e lella bertinottimario d urso mario d urso

 

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…