khan saddam - il bengalese accusato dello stupro di una finlandese a roma

 “NON L'HO AGGREDITA, ABBIAMO AVUTO RAPPORTI SESSUALI MA LEI ERA D'ACCORDO” - KHAN SADDAM, IL 23ENNE BENGALESE ACCUSATO DELLO STUPRO DELLA TURISTA FINLANDESE A ROMA, SI DIFENDE: “TRA NOI E’ INIZIATO TUTTO AL YELLOW BAR. CI ERAVAMO BACIATI DENTRO IL LOCALE E POI QUANDO SIAMO USCITI ABBIAMO CONTINUATO”. MA LA RICOSTRUZIONE DEI PM E’ MOLTO DIVERSA

Adelaide Pierucci per “il Messaggero”

 

KHAN SADDAM - IL BENGALESE ACCUSATO DELLO STUPRO DI UNA FINLANDESE A ROMAKHAN SADDAM - IL BENGALESE ACCUSATO DELLO STUPRO DI UNA FINLANDESE A ROMA

«Non l'ho aggredita, abbiamo avuto rapporti sessuali ma lei era d'accordo». Khan Saddam nega ogni accusa, anche davanti all'evidenza del referto medico, che freddamente riassume la notte di orrore vissuta venerdì a Roma dalla giovane finlandese: gli ematomi, i chiari segni dello stupro e quel dolore profondo che non si rimarginerà come le ferite. «Ho avuto paura di morire», ha raccontato, in lacrime, alla polizia, la ragazza aggredita venerdì notte a due passi dal centro.

 

Il bengalese di 23 anni, accusato di violenza sessuale, rapina e lesioni, ieri ha tentato di difendersi davanti al gip che invece ha convalidato il fermo e dispoto la misura cautelare in carcere. Ha sostenuto che tra lui e la turista era iniziato tutto al Yellow bar, il locale di via Palestro, vicino alla stazione Termini, dove entrambi avevano trascorso la serata. Ma la ricostruzione della procura è molto diversa e descrive quell'insospettabile che tutti, fino a sabato, ritenevano un bravo ragazzo, vittima di «insani istinti sessuali». La ventunenne, residente presso una famiglia romana per la quale faceva la baby sitter, è stata minacciata e colpita con una pietra.

YELLOW BAR A ROMA YELLOW BAR A ROMA

 

IL PROVVEDIMENTO

Per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il pm Cristiana Macchiusi, l'uomo avrebbe agito con premeditazione. Quando si è accorto che il taxi chiamato dalla ragazza non arrivava e che lei, ha visto davanti sé una potenziale vittima e ha pensato di offrirle un passaggio.

 

«Un disegno criminoso», scrive la procura, perché Saddam non ha la patente né la macchina. Avrebbe proposto alla turista, in attesa davanti all'ingresso del locale, un passaggio con un solo obiettivo, ben chiaro, senza farsi scrupoli davanti alla buona fede di lei e approfittando della sua fiducia.

 

YELLOW BAR A ROMAYELLOW BAR A ROMA

Usciti dal locale, l'uomo, scrivono i pm, «abusava ripetutamente della vittima, minacciando che l'avrebbe colpita con una pietra se non avesse ceduto, circostanza che avveniva, passando alle vie di fatto quando la ragazza cercava di sottrarsi agli insani istinti sessuali». La procura sottolinea l'«estrema pericolosità» dell'indagato che ha portato a segno «lo scellerato disegno criminoso» nonostante alcuni testimoni lo abbiano minacciato di chiamare la polizia.

 

L'INCHIESTA

stuprostupro

«Ci eravamo baciati dentro il locale e quando siamo usciti abbiamo continuato. Non ho violentato nessuno», ha sostenuto ieri davanti al giudice. «È vero che abbiamo avuto rapporti sessuali, ma lei era d'accordo». Così Saddam ha respinto le accuse. La difesa, però, è smentita: i referti medici confermano i segni della colluttazione: ferite dovute ai morsi e ai calci, oltre a quelli della violenza sessuale. Poi ci sono le testimonianze degli amici della vittima, che hanno negato qualunque approccio tra i due all'interno del Yellow bar. Infine la denuncia della stessa ragazza «Ho avuto paura di morire, mi diceva se ti muovi ti ammazzo», ha raccontato alla polizia.

STUPROSTUPRO

 

Gli amici, che avevano trascorso la serata nel locale con lei, hanno riferito agli uomini della Squadra Mobile di avere notato gli approcci del bengalese sulla giovane studentessa, mentre i due si allontanavano per raggiungere l'auto con la quale lui si era offerto di accompagnarla. «Lei lo respingeva», hanno detto a verbale. E agli atti c'è anche la testimonianza di una coppia, attirata dalle urla della giovane vittima, che dalla finestra ha intimato a quell'uomo di lasciare in pace la ragazza, minacciandolo di chiamare la polizia. Cosa che poi effettivamente avvenuta.

 

RAGAZZA STUPRATA RAGAZZA STUPRATA

Sono due le richieste di soccorso arrivate alla centrale. Un passante, un uomo italiano, avrebbe dato i primi soccorsi alla giovanissima finlandese, picchiata e lasciata per strada dal suo aggressore. Sollecitando di nuovo l'intervento delle volanti.

 

Sono bastate poche ore e gli uomini della mobile erano già sulle tracce di Saddam, che la sera di venerdì, come molte altre, aveva trascorso il suo tempo nei locali della zona. Quando la polizia lo ha fermato, sabato sera, nel locale vicino a via Veneto dove lavorava in cucina, il bengalese, in Italia dal 2014, con un permesso di soggiorno in tasca per motivi umanitari, ha negato ogni addebito, sostenendo di non essere stato lui e di non sapere nulla di quella donna. Ma le prove erano già in mano agli inquirenti e la ragazza aveva già riconosciuto il suo volto sulla foto archiviata all'Ufficio immigrazione. Ieri ha cambiato versione. 

stupro x stupro x

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…