enrica bonaccorti giuseppe ungaretti

"QUANDO AVEVO 18 ANNI UNGARETTI MI HA ACCAREZZATO LE GAMBE. PER ME FU UNO CHOC” - ENRICA BONACCORTI A RAI RADIO2: “OGGI LE CHIAMEREMMO MOLESTIE. IO STAVO GUIDANDO E LUI ALLUNGO’ LA MANO. STAVO SVENENDO - CERCARONO DI TRUFFARMI IN DIRETTA, A “NON E’ LA RAI”, CON IL CRUCIVERBONE, E LA CONCORRENTE CHE FORNÌ LA RISPOSTA GIUSTA PRIMA CHE LE FACESSI LA DOMANDA. AVREBBERO PREFERITO CHE IO STESSI ZITTA. LEI FU ASSOLTA PERCHÉ SECONDO IL TRIBUNALE HA AVUTO UNA PREMONIZIONE…” - IL VIDEO DEL CRUCIVERBONE + GALLERY HOT

 

Da I Lunatici Radio2 https://www.raiplayradio.it/programmi/ilunatici

 

GIUSEPPE UNGARETTI

Enrica Bonaccorti è intervenuta ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

 

enrica bonaccorti 4

La Bonaccorti ha aperto il cassetto dei ricordi: "L'attività che sento di svolgere medio è scrivere. Ho scritto due canzoni per Domenico Modugno, sono state le primissime che ho scritto. La Lontananza è la prima, Amara Terra Mia la seconda.  Sono nate da cose che scrissi in un diario attorno ai quattordici anni. Ho sempre scritto. Dietro alle canzoni c'è un fatto vero. Quando c'è un fatto vero alla base di una canzone, la gente le ama, le canzoni diventano eterne. C'è anche un'altra canzone nel mio cassetto, prima dei cento anni la tirerò fuori. Ho proprio il provino di Domenico Modugno, c'è la sua voce".

enrica bonaccorti

 

Enrica Bonaccorti ha incontrato, tra gli altri, Ungaretti: "Se è vero che Ungaretti mi molestò? Beh, insomma, adesso le chiameremmo molestie. A un certo punto, per alcuni mesi, sono stata nel gruppo degli uccelli, gli anarchici, manifestavamo, occupavamo la scuola, eravamo un piccolo gruppo anarchico che ha tenuto banco per qualche mese. Andavamo anche nella case dei grandi. Siamo entrati in casa di Carlo Levi e anche in casa di Ungaretti. Se qualcuno non la pensava come noi, entravamo in casa sua, ci sedevamo sul suo divano. Ungaretti mi ha dato una carezza sulle gambe, mentre guidavo. Io stavo svenendo, pensavo fosse un film. Avevo 18 anni. Per me era come pensare a Leopardi che ti dà un pizzicotto sul sedere".

 

Sul #metoo: "Ho benedetto Asia Argento, anche se non è il massimo della simpatia e ci sono stati molti appigli per darle addosso. Ma io la benedico perché è uscito fuori un qualcosa che sappiamo tutte e che tutte abbiamo passato. Sia prima di cominciare a lavorare che dopo credo che quasi tutte le donne di questa nazione abbiano avuto qualche brutta esperienza".

enrica bonaccorti

 

Su Non è la Rai: "Ne ho un ricordo estremamente tenero. Non avevo capito la portata di quello che si faceva, anche perché per i primi tre mesi, e forse questo chi non l'ha fatto non se lo ricorda, era una trasmissione che aveva anche dei contenuti dentro. Poi è rimasto soltanto il luccichio e in quel senso mi dispiacque. E poi per quello che mi riguarda ci fu un grosso spartiacque, quando cercarono di truffarmi in diretta, con la scena del Cruciverbone, e la concorrente che fornì la risposta giusta prima ancora che io le facessi la domanda. Quella vicenda non la pesarono come la pesai io. Anzi, avrebbero preferito che io stessi zitta. Lei fu assolta perché secondo il tribunale ha avuto una premonizione. Questo è il nostro Paese".

 

enrica bonaccorti miriana trevisan non e la rai

Enrica Bonaccorti, negli anni della scuola, è stata anche arrestata: "Avevamo fatto una manifestazione molto tranquilla e pacifica. Stavo telefonando a mia madre, avevo 17 anni. Siamo stati caricati di colpo dalla polizia, ho visto quelle stesse divise che mi hanno allevato, mio padre era un colonnello, che mi caricavano. Il giorno dopo occupammo la scuola, c'erano anche Giuliano Ferrara e Paolo Liguori. Ci hanno portato via di peso, ci hanno dato tante botte, io stavo telefonando, sono stata presa per i capelli, portata fuori, e picchiata, non sapete in che modo.

ENRICO BONACCORTI E IL CRUCIVERBONE

 

Anche quando ci hanno portato via dalla scuola, dentro al cellulare, sono volate botte. Quando ci interrogarono, il commissario disse che si meravigliava di me, visto che mio padre era nella caserma accanto. Io risposi che ero io ad essere meravigliata. Perché per me le forze dell'ordine sono tutti fratelli con cui sono cresciuta, sono cresciuta in caserma. Lui mi disse che non era possibile che fossimo stati picchiati. Disse che forse, inavvertitamente, ci eravamo urtati tra di noi. Per me fu uno choc".

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