giochi zika

I GIOCHI NON SONO UNO SCHERZO - IL BRASILE NON VUOLE CHE LA ZANZARA RESPONSABILE DEL VIRUS ZIKA UCCIDA LE OLIMPIADI COSTATE 10 MILIARDI DI EURO - LA ROUSSEFF LANCIA L’OPERAZIONE DI DISINFESTAZIONE CON 220 MILA SOLDATI - NEL PAESE 1,6 MILIONI DI PERSONE SONO COLPITE DAL VIRUS

Ettore Livini per “la Repubblica”

RIO ZIKARIO ZIKA

 

Tuta integrale in plastica gialla, maschera antigas, macchina da Ghostbuster sulle spalle (proboscide acchiappa- larve compresa), gli eroi delle Olimpiadi di Rio sono scesi in campo sei mesi prima dell’inizio delle gare. L’importante, diceva De Coubertin, è partecipare. Loro, però, non possono perdere. «Siamo in guerra, il Brasile non può essere sconfitto da una zanzara », ha proclamato la presidente della Repubblica, Dilma Rousseff.

 

E le squadre speciali dei disinfestatori di Stato, armate fino ai denti di insetticidi e cloro e spalleggiate da 220mila soldati, hanno lanciato ieri l’Operazione Zikazero, la campagna porta a porta («Andremo in 3 milioni di case», è la promessa) per sterminare l’Aedes Aegypti, colpevole di spargere come un untore il virus che rischia di mandare gambe all’aria i Giochi.

ZIKAZIKA

 

Il bollettino medico delle sue malefatte è già da brividi: il numero delle persone colpite dalla Zika in Brasile è salito da 400mila l’anno scorso a 1,6 milioni oggi, i morti accertati sono tre e le autorità sanitarie stanno investigando 4mila casi di microcefalia tra i neonati, «fortemente sospettati», dice l’Oms, di essere legati a filo doppio all’epidemia. L’allarme però, almeno qui sotto il Corcovado, è scattato anche sul fronte sportivo. «Abbiamo speso 10 miliardi per mettere in piedi le Olimpiadi, stiamo lavorando anche di domenica per finire gli impianti — racconta amaro Pedro De Souza, operaio della Impreserv, sotto la struttura d’acciaio di Marina De Gloria che sarà sede delle gare di vela — e alla fine rischiamo che non venga nessuno».

GIOCHI ZIKAGIOCHI ZIKA

 

Possibile che una zanzara da sola metta in ginocchio un Paese di 200 milioni di abitanti? Rousseff è sicura di no: «Le Olimpiadi non sono a rischio, per agosto la Aedes Aegypti sarà sterminata», ha giurato ieri in favore di telecamere. Il Cio getta acqua sul fuoco: «Nessun Paese vuole rinunciare ai Giochi», garantisce il presidente Thomas Bach. I distinguo però, specie tra le atlete, si stanno moltiplicando.

 

«Dovessi partire ora, a malincuore ma rinuncerei», ha confessato Hope Solo, carismatico portiere della nazionale di calcio femminile. Le autorità sportive del Kenya (i 3/4 del medagliere potenziale di fondo, mezzofondo, siepi e maratona), hanno fatto sapere di «non voler mettere a rischio gli atleti se l’epidemia si aggraverà». Jessica Ennis- Hill, regina dell’hepthatlon, ha chiesto alla sua federazione di spostare gli allenamenti da Belo Horizonte e persino il Comitato Olimpico Usa lascia libertà di coscienza: «Chi non se la sente, resti a casa ».

 

L’allarme a Rio è rosso. E per tranquillizzare gli animi, assieme alle squadre in giallo dei disinfestatori, sono scese nella trincea anti-zanzare le massime cariche dello Stato. «La Zika non è un problema olimpico, per il semplice motivo che i Giochi sono in agosto, quando da noi è inverno e l’Aedes Aegypti non si riproduce », minimizza il sindaco Eduardo Paes. Vero.

VIRUS ZIKAVIRUS ZIKA

 

Peccato che le uova siano in grado di sopravvivere un anno e «se la temperatura sale, come è capitato nel 2014, si schiudono in pochissimo tempo anche nei mesi freddi», spiega Denis Valle, entomologa della Oswaldo Cruz Foundation. La prova? I casi di Dengue (trasmesso pure lui dall’Aedes Aegypti) a Rio in agosto sono stati solo l’1% del totale nel 2012 e nel 2013, ma sono balzati al 6% nel 2014, quando ha fatto molto più caldo della media.

 

Meglio dunque prevenire, prosciugando i ristagni d’acqua dove crescono le larve.«Ogni famiglia dedichi 15 minuti a settimana a controllare la casa», raccomanda il ministro della Salute Marcelo Castro. Il presidente Rousseff, alla guida della crociata anti-Zika anche per far dimenticare i suoi guai giudiziari, è scesa nei particolari: «Il nemico è dappertutto: bisogna ispezionare i sottovasi, le gomme abbandonate, i tubi, le piscine e le cisterne».

VIRUS ZIKA   VIRUS ZIKA

 

Tutto il Paese è sul piede di guerra. «I tecnici passano ogni sera per controllare che non vengano lasciate pozze d’acqua — dice Pedro nella sede delle regate di Marina de Gloria — e le stesse verifiche sono fatte in tutti gli impianti». Si riempiono di disinfettanti gli acquedotti e i gosthbuster anti-zanzara bonificano preventivamente con nuvole di insetticidi le aree più affollate: «Me ne sono accorta alle sfilate di Carnevale al Sambodromo — racconta Claudia Duncan, ingegnere di 35 anni — quando al posto del solito puzzo di birra c’era un odore altrettanto nauseante di prodotti chimici ».

 

Domani, 50mila militari avvieranno una campagna sanitaria nelle zone più a rischio di Rio. Non proprio una passeggiata, visto che «in diversi quartieri gli addetti alla disinfestazione, in qualità di rappresentanti dello Stato, non sono proprio i benvenuti», ride Hermano De Castro, direttore della scuola di salute della Oswaldo Cruz.

 

VIRUS ZIKA VIRUS ZIKA

Basterà a tranquillizzare gli atleti? Può darsi. Di sicuro, però l’effetto Zika ha già dato un duro colpo al turismo. «Per ora non abbiamo notizie di cancellazioni », assicura Mario Andrada, responsabile comunicazione del Comitato organizzatore. Ma gli operatori sul campo raccontano un’altra storia. «Il 15% dei clienti ha telefonato negli ultimi giorni per verificare se poteva rinunciare al viaggio, e da 2-3 settimane le prenotazioni sono ferme», spiega dagli Usa Anbritt Stengele, ad di Sport Taveller. Diverse agenzie locali interpellate da O Globo parlano senza mezzi termini di «“rischio catastrofe».

 

VIRUS ZIKA   VIRUS ZIKA

Rio attende dal 5 al 31 agosto 500mila turisti. Ma diverse compagnie aeree hanno offerto il rimborso dei biglietti alle donne incinte «e visto che le Olimpiadi sono un viaggio per famiglie, e non per soli uomini come il Mondiale, i contraccolpi possono essere pesanti», conclude Stengele. Per il Brasile, travolto dalla recessione e dagli scandali, rischia di essere la goccia che fa traboccare il vaso. Per qualcun altro invece è già un affare.

 

VIRUS ZIKA  VIRUS ZIKA

L’effetto Zika ha fatto schizzare alle stelle le vendite di insetticidi e repellenti. La Sc Johnson, produttore dell’”Off!”, aumenterà la produzione tra Brasile e Argentina del 500%. “Heavy duty”, l’implacabile anti-zanzare della Juno, è diventato sponsor e fornitore ufficiale della delegazione australiana ai Giochi. Un colpo di genio. Sempre che le Olimpiadi a Rio, nell’era della Zika, si tengano davvero.

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…