C’È UN ALTRO CASO SPIONI! A NAPOLI UN GRUPPO DI POLIZIOTTI INFEDELI “SI SONO VENDUTI PER SOLDI”: USAVANO COMPUTER E PASSWORD PER ESFILTRARE DATI SU CANTANTI, CALCIATORI, IMPRENDITORI, PERSONAGGI DELLO SPETTACOLO, E HANNO RIVENDUTO OLTRE UN MILIONE DI INFORMAZIONI A DIECI AGENZIE DI INVESTIGAZIONI PRIVATE – LE PARTI OFFESE SONO MIGLIAIA, GLI INDAGATI SONO 30, DI CUI 29 RAGGIUNTI DALLE MISURE CAUTELARI: QUATTRO IN CARCERE, SEI AI DOMICILIARI – NONOSTANTE IL CASO STRIANO, LE RIVELAZIONI SU “EQUALIZE” E “SQUADRA FIORE”, IL MERCATO DELLE INFORMAZIONI È ANCORA VIVISSIMO – L’INDAGINE È PARTITA DAGLI ACCESSI ANOMALI ESEGUITI DA DUE AGENTI DI POLIZIA: UNO NE AVEVA EFFETTUATO 600MILA, L’ALTRO OLTRE 130MILA. LE “TARIFFE” ERANO DAI 6 AI 25 EURO PER CIASCUN ACCESSO
Estratto dell’articolo di Dario Del Porto per www.repubblica.it
“Poliziotti infedeli si sono venduti e per soldi, con un tariffario, usavano computer e password per esfiltrare dati su imprenditori, personaggi dello spettacolo, cantati e calciatori famosi e hanno ceduto queste informazioni”.
È stato rubato dalle banche dati e poi venduto a dieci agenzie di investigazioni private oltre un milione di informazioni. Con migliaia di parti offese. Gli indagati sono 30, di cui 29 raggiunti dalle misure cautelari: quattro in carcere, sei ai domiciliari, 19 con obbligo di dimora.
È questo il cuore dell’indagine tra Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano, coordinata dalla Procura di Napoli diretta dal procuratore Nicola Gratteri [...]
Si tratta di una vasta operazione di polizia giudiziaria condotta dalla polizia postale e dalla squadra mobile di Napoli diretta da Mario Grassia, nei confronti di una organizzazione criminale dedita all’accesso abusivo ai sistemi informatici, corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. “Il mercato delle informazioni è ancora vivissimo”, sottolinea il pm Vincenzo Piscitelli, titolare del fascicolo con il pm Claudio Onorati.
La polizia parte dagli accessi anomali eseguiti nei terminali da due agenti di polizia, nessuno dei quali autorizzato, spiega il capo della squadra mobile Mario Grassia: uno ne aveva effettuati 600mila, l’altro oltre 130mila. Le “tariffe” erano dai 6 ai 25 euro per ciascun accesso. [...]



