sofie linde

C’È DEL MARCIO IN DANIMARCA – IL METOO IN SALSA DANESE ARRIVA CON TRE ANNI DI RITARDO. A SCOPERCHIARE IL VASO DI PANDORA È SOFIE LINDE, PRESENTATRICE 31ENNE CHE, IN DIRETTA TV, CONFESSA DI ESSERE STATA MOLESTATA: LA PRIMA VOLTA A 18 ANNI QUANDO UN MANAGER TELEVISIVO LE CHIESE UN RAPPORTO ORALE MINACCIANDOLE DI ROVINARLE LA CARRIERA – UNA BOMBA CHE HA INNESCATO UN SUSSEGUIRSI DI TESTIMONIANZE, RIACCENDENDO I RIFLETTORI SULLA CONTROVERSA VICENDA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI CHE…

Monica Ricci Sargentini per il "Corriere della Sera"

 

sofie linde 8

La Danimarca, nell'immaginario comune, è tra i Paesi che ha raggiunto la parità tra i sessi. Il governo è guidato da una donna, e non è la prima volta, chi fa figli può godere di generosi congedi parentali, gli asili nido funzionano e nel mercato del lavoro il genere femminile è ben rappresentato. Ma dietro quest' immagine patinata si cela una realtà ben diversa.

 

sofie linde 7

A scoperchiare il vaso di Pandora è stata una conduttrice televisiva di lungo corso che dal 2018 anima la trasmissione X Factor. Il 6 settembre Sofie Linde, 31 anni, chiamata a presentare la cerimonia degli Zulu Awards, in cui vengono premiate le migliori trasmissioni televisive, ha confessato le numerose molestie sessuali subite durante la sua vita professionale.

 

sofie linde 9

La prima a 18 anni quando, durante una festa di Natale, un potente manager televisivo le chiese un rapporto orale minacciando, in caso di rifiuto, «di rovinarle la carriera». Capelli biondi, un vestito blu luccicante che mette in evidenza la sua seconda gravidanza, Linde ha avuto il coraggio di rompere il tabù: «Non si può dire che le donne e gli uomini sono uguali in Danimarca semplicemente perché non è vero» ha detto in diretta tv. Una doccia fredda per il pubblico in sala che, dopo un momento d'esitazione, ha applaudito convinto.

 

sofie linde 4

Il giorno dopo, però, sono cominciati gli attacchi sessisti: la donna mente, si vuole solo mettere in mostra, tiri fuori i nomi e poi vediamo. Accuse trite e ritrite che hanno ottenuto l'effetto di mobilitare quelle che finora avevano taciuto. Una lettera appello sul quotidiano Politiken ha ottenuto in pochi giorni 1.600 firme. «Tutte noi abbiamo subito, nel corso della nostra carriera, commenti inappropriati sul nostro modo di vestire, messaggi allusivi, contatti fisici al di là del consentito - si legge nel testo -. Non sono pochi gli uomini da evitare alle feste di Natale.

sofie linde 2

 

È successo in passato, succede ancora». Da allora è stato tutto un susseguirsi di testimonianze. Giornaliste, politiche, mediche, docenti universitarie. In Danimarca il MeToo è arrivato con tre anni di ritardo. Un cambio di clima subito colto dalla premier Mette Frederiksen che, su Facebook, si è schierata: «Vi sostengo - ha scritto -. Dobbiamo fare qualcosa per cambiare questa situazione e dobbiamo farlo ora». E altri leader politici hanno promesso altrettanto. Il governo danese, però, ha un problema: è il ministro degli Esteri Jeppe Kofod che nel 2008, quando aveva 34 anni ed era il portavoce dei socialdemocratici, ha avuto un rapporto sessuale con una quindicenne.

sofie linde 15

 

Niente di illegale perché in Danimarca l'età del consenso è proprio 15 anni, ma un comportamento stigmatizzabile tanto che Kofod è stato costretto a scusarsi: «Vorrei poter cambiare quello che è successo, non posso - ha detto venerdì scorso -. Però posso imparare da questo e l'ho fatto». Non è abbastanza per alcune deputate che chiedono la rimozione del ministro anche se la premier lo difende: «È successo tanti anni fa, Jeppe Kofod ha mostrato pentimento e si è scusato. Tanto mi basta».

Jeppe Kofod

 

Che la Danimarca fosse indietro nel raggiungimento della parità di genere era già emerso lo scorso anno quando, in un sondaggio condotto da YouGov-Cambridge Globalism Project, soltanto un danese su sei si era dichiarato femminista e un terzo della popolazione aveva giudicato accettabile fischiare una donna per strada. D'altra parte i numeri parlano chiaro: la metà delle aziende danesi non ha nemmeno una donna nel consiglio di amministrazione.

sofie linde 13

 

La strada da fare è tanta ma il ministro per la parità di genere Mogens Jensen promette tolleranza zero: «Molestie, scherzi, battute sessiste non sono accettabili. E ci saranno conseguenze».

sofie linde 14

sofie linde 12sofie linde 6sofie linde 5sofie linde 1sofie linde 10sofie linde 11sofie linde 3

Ultimi Dagoreport

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…