“C’È LA PROVA GRANITICA DI CENTINAIA DI ACCESSI ABUSIVI” – IL GIP DI MILANO, NELLA PRIMA SENTENZA SUL CASO EQUALIZE, CONFERMA CHE QUELLO CHE RUOTAVA ATTORNO ALL’AGENZIA DI ENRICO PAZZALI ERA UN “SISTEMA RODATO DI ACQUISIZIONE E GESTIONE DI DATI SENSIBILI, CARPITI ANCHE IN MODO ILLECITO”. “RISULTA PROVATA L’ESISTENZA DI UN’ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE CON LO SCOPO DI COMMETTERE IN FORMA IMPRENDITORIALE UNA SERIE INDETERMINATA DI ACCESSI ABUSIVI” – “ ERA STATA CREATA UNA STRUTTURA ORGANIZZATIVA ANCHE ESTREMAMENTE SOFISTICATA” – IL VERDETTO HA RATIFICATO IL PATTEGGIAMENTO A 3 ANNI E 10 MESI PER IL TECNICO INFORMATICO GIULIO CORNELLI...
Estratto dal “Fatto quotidiano”
Quello che ruotava attorno all’agenzia investigativa Equalize era un “sistema rodato di acquisizione e gestione di dati sensibili, carpiti anche in modo illecito” e “dagli elementi di prova raccolti” nelle indagini “risulta provata l’esistenza di un’associazione per delinquere”, che aveva lo “scopo di commettere in forma imprenditoriale una serie indeterminata” di accessi abusivi alle banche dati strategiche.
Per ottenere “dati, notizie, informazioni, anche pregiudizievoli, sul conto di centinaia di persone” con un’attività di “profilazione illegale attuata in modo spregiudicato e disinvolto messa a disposizione di una larga cerchia di committenti”.
Lo ha scritto la gip di Milano Fiammetta Modica nelle motivazioni della prima sentenza arrivata sul caso dell’agenzia di via Pattari [...] guidata dall’ex manager pubblico Enrico Pazzali.
Verdetto dei mesi scorsi e con cui la giudice ha ratificato il patteggiamento a 3 anni e 10 mesi per Giulio Cornelli, 40 anni, tecnico informatico[...] dopo essere anche lui finito agli arresti domiciliari nell’ottobre 2024 aveva collaborato alle indagini mostrando “resipiscenza”, ossia di essersi “dissociato”.
E la gip ne dà atto pienamente nelle motivazioni, spiegando che fu un “mero partecipe” dell’associazione per delinquere [...]
Nella sentenza, però, la gip ricostruisce anche il fatto che l’inchiesta [...] ha fornito la “prova granitica”, tramite intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, di “centinaia di accessi abusivi”.
Sui filoni principali del caso Equalize – per i quali sono arrivate due richieste di processo, una per 74 imputati e con oltre 800 “spiati” tra cui anche alcuni vip – è fissata una maxi udienza preliminare per il 13 ottobre davanti alla gup Tiziana Landoni.
Come spiega la giudice, era stata creata una “struttura organizzativa” anche “estremamente sofisticata” costituita da tre società, tra cui Equalize che faceva capo a Pazzali, che è tra le decine di imputati, assieme all’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, che ha collaborato alle indagini. Mentre è morto, quando era agli arresti domiciliari, l’ex superpoliziotto Carmine Gallo.
SAMUELE CALAMUCCI CON VINCENZO DE MARZIO NEGLI UFFICI DI EQUALIZE A VIA PATTARI, MILANO
Poi, vengono descritti nella sentenza l’uso di “captatori informatici per le intercettazioni illegali” e un’organizzazione dei servizi “in forma commerciale” attraverso la piattaforma Beyond, che aggregava i dati raccolti con le esfiltrazioni illegali.
Oltre alla “fitta rete di relazioni e di clientela” a cui venivano proposti i report illeciti. A Cornelli sono state riconosciute le attenuanti generiche per il suo “atteggiamento collaborativo”, dato che aveva riconosciuto “sin da subito il carattere illecito dell’attività svolta”, “i rapporti avuti dal gruppo con i clienti” e “l’impiego dei dati esfiltrati”. Lo stesso Cornelli ha offerto anche un risarcimento da oltre 100 mila euro.
nunzio samuele calamucci
carmine gallo
LA SEDE DI EQUALIZE
enrico pazzali
L’hard disk e il pc di Nunzio Samuele Calamucci
SAMUELE CALAMUCCI DAVANTI AL PC CONTA UNA MAZZETTA DI SOLDI
spioni e spionaggio - accesso abusivo a banche dati


