sesso in macchina

I PARCHI DELL’AMORE A NAPOLI - TRA CHI SI INVENTA I SEPARE' PER FARE SESSO IN MACCHINA E I BOSS DELLA CAMORRA CHE PRENDONO 20 EURO OGNI 50 DI PRESTAZIONE - VIAGGIO NELLA PROSTITUZIONE PARTENOPEA: NIGERIANE, RAGAZZE DELL’EST E RAGAZZINE ROM

 

di Fabio Postiglione per Corriere della Sera

 

PROSTITUTE NIGERIANEPROSTITUTE NIGERIANE

Un’auto, la strada giusta, soldi in tasca, ma non troppi, e Napoli da città dell’accoglienza diventa, fino all’alba, città perversa. Un viaggio nel mondo della prostituzione partito sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno: decine di centri massaggi per vip che possono spendere fino a cento euro per un “corpo a corpo” con «sorpresa finale» tra Chiaia e Vomero. Case chiuse e ben protette.

 

Oggi, invece, dalle luci blu soffuse e dagli oli profumati delle case di appuntamenti, si passa al rosso del fuoco acceso dalle schiave del sesso per riscaldarsi e dalle puzze nauseabonde dei petroli delle raffinerie di Napoli est.

 

In città sono 22 le vie del sesso a pagamento, dove si possono incrociare volti di donne che fingono di ammiccare, quasi tutte dell’Europa dell’est; e altre, tutte africane, che non si preoccupano neanche di piacere perché sanno di dover “lavorare” per guadagnarsi la libertà. E ci sono i volti tesi dei ragazzi omosessuali in cerca di qualche “coraggioso” cliente, e la paura delle ragazzine minorenni che arrivano dai vicini campi rom che arrotondano per mangiare qualcosa. In questo inferno travestito da paradiso c’è chi ha colto l’occasione e fa business.

 

LO SPAZIO AD HOC

 

parco amore napoliparco amore napoli

Qualcuno ha pensato di creare uno spazio ad hoc dove poter, in intimità, fare sesso in auto: 5 euro all’ora. Sono centinaia le ragazze che si prostituiscono, sia di mattina che di notte. A nulla valgono le sporadiche ronde di polizia e carabinieri nelle zone più “ricercate” della città: i clienti sono sempre lì in cerca di sesso facile e brividi a pagamento. Le associazioni che si occupano di sfruttamento della prostituzione stimano che solo nella città di Napoli si prostituiscono in strada oltre 200 ragazze, molte delle quali minorenni. Se poi a questa stima si aggiungono anche le città della provincia, la fascia costiera del litorale Domitio il numero è impressionate: oltre 1.000 sono le schiave del sesso.

 

LE VIE DELLA SCHIAVITÙ

 

Dal corso Meridionale, la strada che costeggia il Centro Direzionale, fino a via Argine, è un pullulare di ragazze. Si inizia a lavorare dalla mattina presto con tre donne di mezza età appoggiate sulle auto in sosta nei pressi del Palazzo di Giustizia. Dieci euro nei parcheggi sotterranei distanti pochi metri. La notte il copione si ripete.

 

PROSTITUTE NAPOLI1PROSTITUTE NAPOLI1

Il corso Meridionale è diviso in tre parti. La prima per ragazzi omosessuali che con 30 euro praticano o ricevono sesso orale. Nella seconda metà, alla fermata dell’autobus, proprio all’ingresso della City, ci sono quattro, cinque “bambine” di etnia rom. Non portano minigonne ma jeans. Alcune hanno denti d’oro in bocca. La parte finale della strada è relegata alle ragazze dell’Est che si cambiano vicino al ponte della metropolitana di Gianturco.

 

Si prosegue in via Argine e via Ferraris: donne bellissime, con tacchi a spillo, borse in pelle e sguardi persi nel nulla. Qui i prezzi salgono: 50 euro per un rapporto sessuale completo. Sono dell’Ucraina, della Polonia e della ex Jugoslavia. Alla rotonda, cosiddetta della Mercedes, c’è la fila di auto: qualcuna di loro improvvisa un balletto sexy. È così anche in via del Macello, in via Imparato e in via Gianturco.

 

TENDINE E SEPARÈ

napoli parco amorenapoli parco amore

 

Cinque euro per 2 ore, la terza costa 2 euro e c’è un cartello esplicito che lo ricorda a tutti gli avventori del parcheggio. Il Corriere del Mezzogiorno è riuscito a penetrare la protezione che rende praticamente invisibile dall’esterno l’intera area che si trova in via Galileo Ferraris, sotto al ponte dei Francesi, che attraversa in due la strada e torna verso via Galileo Ferraris.

 

All’interno si contano 18 box, ognuno dei quali coperti da teli verdi dove le auto possono parcheggiare e appartarsi. C’è un gabbiotto con delle sedie all’esterno ed una scritta blu: vigilanza. Attorno lamiere e teloni: impossibile guardarvi attraverso. Lì la sera è un via vai di auto che “caricano” prostitute per fare sesso a pagamento. Il conto lo paga la ragazza, dopo aver avuto i soldi dal suo cliente. Dieci minuti, al massimo venti, e l’auto è già fuori. In trenta minuti entrano quindici vetture: i conti sono presto fatti. Migliaia di euro ogni mese.

 

SESSO SOTTO LA TRIBUNA

 

cosi parlo bellavistacosi parlo bellavista

Tra Fuorigrotta e Pozzuoli i luoghi dove poter “scegliere” di fare sesso sono pochi ma noti a tutti gli avventori. Tra monte Sant’Angelo, nello spiazzo dell’Università di Economia, e Campi Flegrei ci sono donne dell’Est e ragazzine di etnia rom. Trenta euro per un rapporto sessuale orale, 50 per quello completo.

 

Ma dove si consuma? Non nel parco San Paolo dove i residenti con le loro auto occupano quasi tutti i posti disponibili, ma davanti alla Tribuna dello Stadio San Paolo, tra la facoltà di Ingegneria e il settore ospiti. È lì che le donne portano i propri clienti. La regola però è quella di non gettare i preservativi: a terra non viene lasciato nulla ma la sera, dopo le 22 è in via vai di auto. Via Terracina, via Nuova Cinthia, via Agnano, una parte di via Scarfoglio, piazza Campi Flegrei, viale Kennedy e via Solfatara: strade quasi tutte ad appannaggio di africane. Donne disperate che, se fai per rallentare con l’auto, ti assalgono implorandoti di fare sesso.

 

AVVISI VIA SMS. SU 50 EURO 20 VANNO ALLA CAMORRA

 

ProstituteProstitute

Ogni donna paga il pizzo sulle singole prestazioni sessuali. Ma come fa il clan a sapere quante volte una donna fa sesso? C’è una regola che se violata porta a conseguenze pesanti e dolorose. Le donne, ma solo quelle di carnagione chiara, hanno in dotazione un telefonino cellulare. Ogni volta che si appartano devono inviare un sms al capo che monitora a distanza quanto deve incassare. Per ogni 50 euro guadagnati 20 vanno alla cosca.

 

SETTE RAPPORTI SESSUALI A SERA PER 7 GIORNI

 

PROSTITUTE NAPOLIPROSTITUTE NAPOLI

Ogni donna in media ha 6-7 rapporti sessuali a sera per sette giorni a settimana. Ogni due ore nella zona passano a riscuotere i soldi: c’è il rischio di rapine e nessuno vuole perdere il proprio guadagno. Gli esattori camminano in due su uno scooter di grossa cilindrata e a fari spenti. Si appartano nei luoghi dove la donna lavora e al momento giusto incassano e vanno via. La prostituzione nella zona orientale è sotto lo stretto controllo del potente clan Mazzarella. Le donne africane incassano una miseria, massimo 20 euro a rapporto sessuale, e quei soldi vengono quasi totalmente ceduti alle organizzazioni che le sfruttano tenendole sotto ostaggio.

 

BASSI BLINDATI E SORVEGLIATI A VISTA

prostitute napoli2prostitute napoli2

 

La camorra non scherza, non l’ha mai fatto e davanti agli affari sa organizzarsi in silenzio e senza troppa enfasi. In via Malvasi, una strada che taglia in due il mercato di Porta Nolana, e in tutti i vicoletti perpendicolari larghi al massimo cinque metri e lunghi meno di dieci, ci sono decine di box blindati. Porte distrutte da ruggine e usura ma che hanno catenacci nuovissimi.

 

prostitute napoli4prostitute napoli4

La mattina nella zona si trova di tutto: hashish, sigarette di contrabbando, generi alimentari, scarpe false, borse e occhiali. La sera è una zona spenta e silenziosa. Alcuni di quei box sono però sorvegliati a vista. Ci sono albanesi che “affittano” un posto letto dove le prostitute possono fare sesso con i clienti abbordati la notte nei pressi della Stazione Centrale: per fare sesso nei box si paga 10 euro in più. Tutti soldi che entrano nelle tasche dei clan.

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