giulia occhini fausto coppi

IL CAMPIONE STREGATO DALLA “DAMA BIANCA” - CENT’ANNI FA NASCEVA GIULIA OCCHINI, L’AMANTE E POI MOGLIE DI FAUSTO COPPI: NATA A NAPOLI NEL 1922, EBBE DUE FIGLI DAL PRECEDENTE MATRIMONIO PRIMA DI CONOSCERE NEL 1948 IL CICLISTA, ANCHE LUI SPOSATO E CON UNA FIGLIA - I DUE INIZIANO UNA RELAZIONE NEGLI ANNI A SEGUIRE, CHE PRESTO DIVENT SCANDALO TRA GOSSIP, INCHIESTE E INTERVISTE – DOPO LA SEPARAZIONE DAL MARITO, LEI VIENE CONDANNATA A UN MESE DI CARCERE E POI MESI DI DOMICILIARI PER PER ABBANDONO DEL TETTO CONIUGALE E PER ADULTERIO, MENTRE COPPI…

Gianni Oliva per “la Stampa”

 

giulia occhini 1

Per l'anagrafe è Giulia Occhini, nata a Napoli il 23 luglio 1922, sposata Locatelli, due figli: per le cronache e per l'immaginario collettivo è la «Dama Bianca», donna fatale, seduttrice, maliarda, Circe, rovina famiglie, amante del «campionissimo» Fausto Coppi.

 

La storia (per nulla straordinaria) è quella di una relazione extraconiugale che matura e si consuma sino alla separazione dai rispettivi coniugi. Lei è una donna di fascino seducente, moglie di Enrico Locatelli, agiato medico condotto di Varano Borghi (Varese): accanto al marito, appassionato di ciclismo e tifoso «coppiano», conosce Coppi al termine della «Tre Valli Varesine» del 1948, ne ottiene l'autografo, poi segue alcune tappe del Giro d'Italia, inizia con il campione una corrispondenza epistolare, i due si incontrano. 

 

giulia occhini fausto coppi 1

Storia privata di un amore clandestino. Anche lui è sposato, sua moglie è Bruna Ciampolini, hanno una figlia, Marina, nata un anno prima: ma lui è «Coppi», il mito dell'Italia della ricostruzione, il fuoriclasse che, insieme a Gino Bartali, riscatta sulle strade del Giro e del Tour l'orgoglio di un'Italia massacrata dalla guerra fascista. L'amore non può restare segreto e, probabilmente, entrambi vogliono viverlo alla luce del sole. 

 

giulia occhini fausto coppi 8

Nella tarda primavera 1954 lei lo segue al Giro e, dopo la tappa alpina conclusasi a Saint-Moritz, un brillante giornalista de l'Equipe, Pierre Chany, prende spunto dal «montgomery» color neve indossato dalla donna e scrive: «Vorremmo sapere di più di quella "dame en blanc" che abbiamo visto vicino a Coppi». «Dama Bianca» è definizione vincente: sa di peccato e di sensualità, come tale entra nelle coscienze cancellando il nome anagrafico. Da quel momento la storia privata diventa scandalo pubblico: anatemi, pruriti, gossip, difese, schieramenti, demonizzazioni, inchieste, interviste, confidenze dei «bene informati».

 

giulia occhini fausto coppi 7

Lui si separa consensualmente nello stesso anno: ma lui è un maschio. Lei, invece, la «Dama Bianca», viene denunciata dal marito per abbandono del tetto coniugale e per adulterio. I due sono sorpresi dalle forze dell'ordine nella residenza del campionissimo a Novi Ligure e la legge scatta inesorabile nella sua iniquità: per Coppi ritiro del passaporto, per Giulia Occhini un mese di carcere ad Alessandria, poi mesi di domicilio coatto ad Ancona, oggetto di ingiurie e villanie (persino il pontefice Pio XII interviene con una pubblica reprimenda). Sul piano privato, la vicenda evolve con il matrimonio celebrato a Città del Messico nel 1955 (mai riconosciuto in Italia) e con la nascita nello stesso anno a Buenos Aires di Angelo Fausto detto «Faustino».

 

giulia occhini fausto coppi 2

Sul piano storico, invece, la vicenda è tutta da scoprire, perché riflette le contraddizioni di un'«Italietta» dove l'arretratezza sociale e culturale coesiste con lo sforzo di modernità alimentato dal «boom economico». In questa prospettiva, la storia della «Dama Bianca» è paradigmatica di un Paese a due velocità. Negli Anni 50 l'Italia è attraversata da un processo esplosivo in termini quantitativi: il Pil aumenta del 6-7% annuo, le «Seicento» e le «Cinquecento» Fiat sostituiscono le biciclette, gli elettrodomestici cambiano gli usi domestici, milioni di lavoratori si spostano da Sud a Nord rimescolando attitudini e gusti, le città industriali diventano metropoli. E' l'Italia della modernità e del progresso, che guarda ai modelli più avanzati dell'Europa. Ma è anche (forse soprattutto) l'Italia conservatrice, rurale, bigotta, imprigionata in una cultura che oscilla tra il perbenismo borghese e il tradizionalismo censorio.

 

giulia occhini fausto coppi 9

E' l'Italia dove nell'estate del 1950 le cronache danno ampio spazio a un episodio avvenuto nel ristorante romano «Da Chiarina», in via della Vite, dove un giovane parlamentare democristiano destinato a diventare Presidente della Repubblica, Oscar Lugi Scalfaro, apostrofa con veemenza una signora bruna (Edith Mingoni in Toussan) che per il gran caldo si toglie un bolerino e resta con le spalle parzialmente scoperte. 

 

Il deputato la affronta in modo brusco, accusandola di impudicizia, e l'episodio viene dilatato dall'informazione trasformandosi in un caso nazionale: denunce sui giornali, interrogazioni parlamentari, sfide a duello da parte del padre e del marito della donna (ufficiali dell'Aeronautica), discussioni sui limiti del pudore e sull'ostentazione delle «malefemmine».

 

giulia occhini fausto coppi 11

 E' la stessa Italia del «delitto d'onore», per cui «chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale» (art. 587 codice penale), beneficia di una pena largamente ridotta; è l'Italia che prevede (art. 544 codice penale) che il reato di violenza sessuale, anche se commesso a danno di una minorenne, venga estinto nel momento in cui lo stupratore accetta di «riparare» sposando la vittima (nel 1965 balzerà agli onori della cronaca una diciassettenne di Alcamo, Franca Viola, violentata e tenuta segregata per una settimana, che avrà il coraggio di rifiutare la «riparazione» e far arrestare il suo persecutore); è l'Italia che nel 1966 processerà a Milano tre studenti del liceo «Parini» per «oscenità a mezzo stampa» perché sul giornaletto della scuola, La Zanzara, hanno pubblicato un'inchiesta su ciò che gli studenti pensano dei «rapporti prematrimoniali». 

 

giulia occhini fausto coppi 12

Di questa Italia codina, la vicenda della «Dama Bianca» rappresenta il punto mediaticamente più rilevante per la notorietà del Campionissimo e per la disparità di giudizi. Dietro l'apparente divisione tra «innocentisti» e «colpevolisti» c'è un pregiudizio sottinteso: lui, per l'anticonformismo dell'atteggiamento, diventa icona della sinistra (contrapposto anche in questo al «cattolicissimo» Gino Bartali); lei, a destra e a sinistra, diventa il modello negativo della donna seduttrice, immorale, spregiudicata. 

 

E' l'Italia di Don Camillo e Peppone, che deve fare ancora tanta strada per modernizzarsi: soprattutto, è un'Italia a due velocità, dove coesistono le lungimiranze della costituzione democratica del 1948 e le arretratezze del Codice Rocco. Non è questa la sede per domandarsi quanta strada è stata fatta da allora (una parte) e quanta debba esserne ancora fatta (molta di più): certo è che la vicenda della «Dama Bianca» è una pagina fondamentale della storia del nostro costume. 

 

giulia occhini fausto coppi 6

Se vogliamo capire l'Italia della «Guerra fredda», del «boom economico», dell'industrializzazione, della grande migrazione interna, dobbiamo partire da ciò che allora ha infiammato le discussioni, creato le partigianerie fra gli italiani: e da ciò che, forse, in positivo, ha insegnato a qualcuno che le relazioni extraconiugali non sono il peccato nato dalle tentazioni delle donne seduttrici, ma le scelte fatte insieme da un uomo e da una donna. 

 

Unico risarcimento simbolico alla memoria: morta nel 1993 in seguito ad un incidente automobilistico nei pressi della Villa Coppi di Novi Ligure, la «Dama Bianca» è stata inumata nel vicino cimitero di Serravalle Scrivia e sulla lapide si legge «Giulia Occhini Coppi, 1922-1993».

giulia occhini 2giulia occhini fausto coppi 10giulia occhini fausto coppi 3

Ultimi Dagoreport

andrea orcel banco bpm giampiero maioli brasseur banco bpm giuseppe castagna

DAGOREPORT – AVVISATI QUEI "GENI" DELL'EGEMONIA BANCARIA DI PALAZZO CHIGI: BANCO BPM È PASSATO DALLA PADELLA DI UNICREDIT ALLA BRACE DI CREDIT AGRICOLE – ALTRO CHE ACCORDO: SI È CONSUMATA SOTTOTRACCIA LA ROTTURA TRA L’AD CASTAGNA E I VERTICI DELL’ISTITUTO FRANCESE, PRIMO AZIONISTA DELL’EX POPOLARE DI MILANO – IL NUMERO UNO TRANSALPINO, HUGUES BRASSEUR, CHIAMATO DA CASTAGNA IN SOCCORSO PER RIGETTARE L’ASSALTO DI ORCEL, AVEVA POSTO COME CONDIZIONE PER IL SUO SOSTEGNO LA CACCIATA DEL PRESIDENTE, MASSIMO TONONI, OSTILE AI SOCI FRANCESI, IN VISTA DEL RINNOVO DEL CDA. MA TONONI HA LE SPALLE COPERTE: È LEGATO AL “GRANDE VECCHIO” GIUSEPPE GUZZETTI COSÌ COME GIORGETTI, E SARÀ RICONFERMATO – COSÌ I FRANCESI, INCAZZATISSIMI, PRESENTARANNO UNA LISTA DI MINORANZA, E PUNTANO A OTTENERE FINO A SEI CONSIGLIERI, GRAZIE ALLA NUOVA “LEGGE CAPITALI” – IL TERZO INCOMODO E' UN ALTRO ANTI-AGRICOLE: DAVIDE LEONE, AZIONISTA PESANTE CON L’8,2% , CHE SI AGGREGERÀ ALLA LISTA DI ASSOGESTIONI...

massimo giletti urbano cairo fabrizio corona salvatore baiardo matteo salvini pier silvio marina berlusconi

DAGOREPORT – A FINE GIUGNO È PRONTA UNA CORONA DI SPINE PER MASSIMO GILETTI, GIUNTO ALLA SCADENZA DEL CONTRATTO BIENNALE CON LA RAI - LA DECISIONE DEL SERVIZIO PUBBLICO DI TOGLIERSI DAI PIEDI GILETTI NON È LEGATA AGLI ASCOLTI: A SPAZZARLO VIA E' LO SPAZIO CONCESSO NELLA SUA TRASMISSIONE A FABRIZIO CORONA, CHE HA MESSO NEL SUO FRULLATORE DI SCIACALLO CAMUFFATO DA ROBIN HOOD LA FAMIGLIA BERLUSCONI: “DI SIGNORINI NON MI FREGA UN CAZZO. NEL MOMENTO IN CUI RACCONTI CHE MARINA SCENDE IN POLITICA, RACCONTI ANCHE IL SISTEMA SIGNORINI” – L’IRA FUNESTA DEGLI EREDI DI PAPI SILVIO SI SAREBBE FATTA SENTIRE AI PIANI ALTI DELLA RAI ATTRAVERSO DEBORAH BERGAMINI, VICESEGRETARIA DI FORZA ITALIA, LEGATISSIMA A MARINA ED EX FIDANZATA DELL'AD RAI ROSSI – SENZA IL SALVAGENTE SALVINI, ABBANDONATO  ANCHE DAL LEGHISTA ''FACENTE FUNZIONI DI PRESIDENTE'' RAI, ANTONIO MARANO, CON LA MELONI CHE HA UNA CAUSA PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA CONTRO CORONA, ORA GILETTI RISCHIA DI FINIRE AI GIARDINETTI A FAR COMPAGNIA A BARBARA D'URSO - VIDEO: FIORELLO A RADIO2 CON “FURBIZIO”

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….