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“ERA NOTO CHE DEL DEO AVESSE UNA GRANDE DISPONIBILITÀ DI SOLDI ED AMPIO POTERE DI DISPOSIZIONE DI RISORSE PUBBLICHE” – LO RIVELA AI PM DI ROMA MARINA MAYER, DIPENDENTE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO ADDETTA ALLA SEGRETERIA DI UN REPARTO DEI SERVIZI DI SICUREZZA: “HO SENTITO PARLARE DI AMMANCHI DI MILIONI DI EURO DAI FONDI DELL'AGENZIA. HO PENSATO, COME ALTRI, CHE DEL DEO PORTASSE SOLDI ALL'ESTERO” – LE COMMESSE MILIONARIE, A PREZZO MAGGIORATO, PER PRODOTTI DI SCARSA VALIDITÀ TECNICA E I RAPPORTI CON LA SOCIETA’ “SIND” DI CARMINE SALADINO, NICOLA FRANZOSO E ENRICO FINCATI CHE HA EMESSO FATTURE PER “FORNITURE MAI RESE” - FINCATI È STATO LIQUIDATORE DI UNA SOCIETÀ DELLA MADRE DI DEL DEO E LA “FRAFIN SRL, GIÀ SIND, STIPULO' UN CONTRATTO DI APPALTO DI 1 MILIONE DI EURO CON IL BATTAGLIONE DI TREVISO DOVE IL FRATELLO DI DEL DEO HA PRESTATO SERVIZIO” – IL CASALE IN UMBRIA, A CITTÀ DELLA PIEVE, DOVE SI TROVA UN AGRITURISMO DI PROPRIETÀ DEI DEGLI IMPRENDITORI MA “DEL DEO PUÒ ESSERE RITENUTO CONTITOLARE DI FATTO"

Estratto dell’articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

giuseppe del deo

È una storia di spionaggio: gli «archivi informativi interni a disposizione grazie a relazioni fiduciarie con personale dipendente della Presidenza del Consiglio». È una storia di spie […] dipendenti infedeli dello Stato, che si muovevano per «finalità di profitto, su richiesta di committenti che hanno interesse a influenzare settori della politica e dell'imprenditoria».

 

E realizzavano «report e dossier» con «informazioni illecitamente raccolte, nascoste sotto forma di notizie giornalistiche». Ed è soprattutto una storia di soldi: appalti per decine di milioni di euro per prodotti di «scarsa validità tecnica». Ammanchi per 7-8, un peculato contestato per cinque. Un dominus dietro il tutto: Giuseppe Del Deo, ex numero due dell'Aisi e del Dis, il custode di alcuni dei segreti più bollenti d'Italia per essere stato, per anni, al centro del reparto economico dei Servizi. Tradotto: conosce i segreti di tutta la finanza italiana.

 

Enrico Fincati

Racconta ai pm di Roma che conducono l'indagine insieme con i carabinieri del Ros Marina Mayer, dipendente della Presidenza del Consiglio addetta alla segreteria di un reparto dei Servizi di sicurezza, che «fosse notorio, in ambiente dei servizi, che Del Deo avesse una grande disponibilità di soldi ed ampio potere di disposizione di risorse pubbliche» e di aver sentito parlare di «ammanchi di milioni di euro dai fondi dell'Agenzia».

Non solo: la teste aggiunge di aver «pensato, come altri, che Del Deo portasse soldi all'estero».

 

Di quali soldi parliamo? Nei decreti di perquisizione l'aggiunto Gaetano Pesci e i pm Vittoria Bonfanti e Alessia Natale raccontano i rapporti tra l'ex numero due dei servizi e alcuni imprenditori che si muovono nella cybersicurezza: Carmine Saladino, Enrico Fincati e Nicola Franzoso, proprietari e consiglieri della società Sind, che secondo i pm avrebbe emesso fatture per «forniture mai rese».

 

GIUSEPPE DEL DEO

Una società che a credere ai magistrati deve moltissimo proprio a Del Deo. Nel 2017 la Sind aumenta il valore della produzione di circa un milione di euro, «grazie all'assegnazione di commesse pubbliche che hanno permesso di sviluppare due progetti di riconoscimento facciale basato su intelligenza artificiale».

 

Tra il 2017 e il 2018, «il conto corrente intestato alla Presidenza del Consiglio dei ministri ha effettuato bonifici per complessivi 2,8 milioni di euro in favore di Sind e su tale conto era delegato ad operare Del Deo».

 

CARMINE SALADINO

Negli anni successivi con loro «concordavano la sottoscrizione di un contratto per la fornitura della piattaforma informatica "Nexus" alla Presidenza del Consiglio», un contratto da dieci milioni di euro poi però strappato non appena Del Deo è stato allontanato. «Si trattava di un prezzo notevolmente sopravvalutato», scrivono i magistrati, nato proprio secondo l'ipotesi dell'accusa grazie ai buoni uffici di Del Deo. Che era legato agli imprenditori da «intrecci di interessi economici dal 2012».

 

Alcuni contatti: Fincati è il liquidatore di una società della madre di Del Deo. La «Frafin srl, già Sind, ha stipulato un contratto di appalto di circa un milione di euro con il Battaglione di Treviso dove il fratello di Del Deo ha prestato servizio».

 

GIUSEPPE DEL DEO

Per vedere poi dal vivo questi intrecci bisogna andare in Umbria, a Città della Pieve, dove si trova un agriturismo di proprietà dei due imprenditori. «Ma per vari indizi – si legge nelle carte – Del Deo può essere ritenuto contitolare di fatto della struttura».

 

Gli indizi: «Dall'esame dei tabulati in riferimento alle utenze degli stretti collaboratori di Del Deo sono stati censiti numerosi contatti con un dipendente della società Residenza degli Ulivi». Poi: «La donna assunta come collaboratrice domestica da Del Deo era localizzata spesso in prossimità dell'agriturismo».

CARMINE SALADINO

 

E ancora: «I suoi collaboratori hanno avuto contatti con la venditrice del terreno su cui sorge l'agriturismo». Infine: «L'utenza di Del Deo aggancia stabilmente la cella telefonica di Città della Pieve lasciando supporre che sia installata su un router wifi che si potrebbe trovare all'interno del Relais». «Anche i più esperti cadono sulle cose banali», sorrideva ieri un investigatore. «Chi avrebbe mai pensato che l'uomo più potente dei Servizi potesse inciampare in una banale cella telefonica?». […]

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