TRE UOMINI E UNA BOMBA – IL FACTOTUM DI VALTER LAVITOLA, GOMES CLESIO TAVARES, INDAGATO INSIEME AL FACCENDIERE PER L’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI, COMPARE IN UNA FOTO PUBBLICATA SU TIKTOK NEL LUGLIO 2024 INSIEME A DUE DEI QUATTRO ARRESTATI COME ESECUTORI MATERIALI DELL'AZIONE CRIMINALE – PER I PM IL 47ENNE CAMERUNENSE È STATO L’INTERMEDIARIO TRA LAVITOLA, L’“AMICO FRATERNO” DI RANUCCI, E I “BOMBAROLI” – LE TRE PISTE SUL MOVENTE: IL MALDESTRO TENTATIVO DI LAVITOLA DI LANCIARE LA CANDIDATURA ALLA GUIDA DEL CENTROSINISTRA DEL GIORNALISTA, LA VENDETTA PER UNA DELLE INCHIESTE DI “REPORT”, IL MAXI-AFFARE SUI CARBON CREDIT IN CAMERUN CHE LAVITOLA STA GESTENDO COL SUO FACTORUM. UN BUSINESS SU CUI RANUCCI HA AMMESSO DI AVER DATO CONSIGLI DISINTERESSATI ALL’AMICO PER PROTEGGERLO DA “BRUTTE SORPRESE”...
Estratto dell’articolo di Leo Amato per “il Fatto Quotidiano”
Gomes Clesio Tavares con Antonio Passariello e Pellegrino DAvino - 22 luglio 2024 tiktok
C’è anche un’immagine a documentare il legame tra i presunti esecutori materiali dell'attentato a Ranucci e il socio-factotum di Lavitola, Gomes Clesio Tavares, che secondo i pm li avrebbe reclutati per l’impresa.
Una foto sommersa tra i video postati su Tik Tok da Antonio “o’ malessere” Passariello, pluripregiudicato 53enne di Cicciano, nel napoletano, accusato di aver piazzato l’ordigno sotto la casa di Pomezia del conduttore di Report. A ottobre 2025.
L’istantanea scoperta da Il Fatto è datata 22 luglio 2024 e mostra “o’ malessere” e il “figlio biologico” Pellegrino D’Avino ai fianchi dello statuario napo-camerunense Clesio Tavares, già guardia del corpo del discusso cantante neomelodico Tony Colombo e della tiktoker Rita De Crescenzo.
A fine giugno i carabinieri hanno arrestato sia Passariello che D’Avino, che avrebbe recuperato la bomba di gelatina da cava, e tenuto i rapporti coi committenti dell’operazione. La settimana dopo, però, hanno bussato alla porta dell’ex faccendiere-direttore de L’Avanti!-ristoratore Valter Lavitola, prima fonte e poi “amico fraterno” di Ranucci, con un decreto di perquisizione in cui risulta indagato come mandante assieme al socio-factotum.
[…] nessuno tra gli investigatori crede a una conoscenza casuale tra i presunti bombaroli di Pomezia e il 47enne camerunense. Residua solo qualche incertezza sul ruolo di Lavitola, per questo finora gli è stato evitato il carcere nonostante la gravità delle accuse (strage, uso di esplosivo, danneggiamento e minacce aggravate dal metodo mafioso).
In attesa delle analisi sui telefoni sequestrati a Lavitola restano tre le piste principali sul movente. C’è quella di un maldestro tentativo di Lavitola di lanciare la candidatura alla guida del centrosinistra di un inconsapevole Ranucci, avvedutosi dei disegni dell’amico solo mesi dopo in occasione della predisposizione di un sondaggio sul suo gradimento.
Poi c’è quella della vendetta per una delle inchieste di Report, da parte di qualcuno che con diabolica arguzia avrebbe coinvolto nell’operazione il duo Clesio-Lavitola, allontanando da sé i sospetti. Infine c’è quella del maxi-affare da “1,3 miliardi di euro all'anno” dei carbon credit in Camerun che Lavitola sta gestendo col “socio-factotum” Clesio, a cui dovrebbe andare anche il “10%” degli utili generati.
Un affare su cui Ranucci ha ammesso di aver dato consigli disinteressati all’amico per proteggerlo da “brutte sorprese”, essendosi occupato del tema a livello giornalistico. Di qui il sospetto che qualcuno accecato dall’avidità possa aver male interpretato il ruolo del conduttore di Report, decidendo di colpirlo per prendersi la sua fetta della torta, o eliminare un ostacolo ai suoi piani di infiltrazione criminale del progetto.
valter lavitola e sigfrido ranucci a cena insieme al ristorante cefalu a roma
A far risalire gli investigatori dai presunti bombaroli al duo Clesio-Lavitola erano stati i “rapporti di amicizia” di D’Avino col primo, che da qualche mese si trova nel suo paese d'origine per curare il maxi-affare per conto del secondo.
Rapporti riscontrati dai dati estrapolati dal telefono del 26enne residente in provincia di Avellino, sequestrato al momento dell’arresto, e da alcuni dialoghi intercettati col padre biologico. Più la richiesta indirizzata al suocero, durante l’esecuzione della misura cautelare, di “avvisare Gomes” perché questi avvisasse a sua volta “quell’altro”.
Nei giorni scorsi Clesio è stato contattato al telefono da Il Domani e Il Giornale, e ha ammesso di conoscere “molto bene” D’Avino. Ha aggiunto anche di essere il padrino di battesimo del figlio del 26enne. Un onore che in certi ambienti si carica di significati ben poco religiosi. Nemmeno una parola, invece, sul pluripregiudicato “o’ malessere” Pellegrino, che sorride con lui nella foto trovata dal Fatto. [...]
il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 4
Walter Lavitola nel suo ristorante Cefalu 22
VALTER LAVITOLA AL TG1
gomes clesio tavares
giuseppe conte barbara floridia sigfrido ranucci
sara manfuso giuseppe conte barbara floridia sigfrido ranucci (4)
pellegrino davino - arrestato per la bomba a casa di sigfrido ranucci
valter lavitola
VALTER LAVITOLA
il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 1
il sondaggio by lavitola su ranucci leader del campo largo 5
gomes clesio tavares


