la frana di niscemi

CATASTROFE NATURALE, DISASTRO AMMINISTRATIVO - IN SICILIA I SOLDI CONTRO IL DISSESTO IDROGEOLOGICO SONO ARRIVATI, MA NON PER NISCEMI: NEL PNRR SONO STATI PREVISTI CENTO MILIONI DI EURO PER 46 INTERVENTI, MA NESSUNO DI QUESTI RIGUARDAVA IL PAESE IN UN’AREA A RISCHIO R4, IL MASSIMO – DAL 1997, ANNO IN CUI UNA FRANA SCONVOLSE LA VITA DI 111 FAMIGLIE,  SI SONO SUCCEDUTI GOVERNI E GIUNTE REGIONALI. TUTTI HANNO FIRMATO QUALCOSA. NESSUNO HA RISOLTO – DEI VENTI MILIONI STANZIATI IN QUESTI ANNI NE È STATO SPESO SOLO UNO PER LA MESSA IN SICUREZZA DI UNA PROVINCIALE – E ORA LA PROCURA INDAGATA PER DISASTRO COLPOSO ED EVENTUALI INADEMPIENZE PUBBLICHE…

 

 

1. PNRR, RISORSE PER 99 MILIONI MA NESSUNO LE HA CHIESTE: TRENT’ANNI DI IMMOBILISMO

Estratto dell’articolo di Lirio Abbate per “la Repubblica”

 

la frana di niscemi

In Sicilia i soldi contro il dissesto idrogeologico sono arrivati, ma non per Niscemi. Sono nero su bianco nei decreti e nelle tabelle del Pnrr: quasi cento milioni di euro per 46 interventi. Una parte consistente è già stata spesa. Ma non a Niscemi. Qui, dove la frana era prevista, studiata e annunciata da trent’anni, nessuno ha presentato un progetto per questa fetta di terra che continua a franare.

 

la frana di niscemi

Né il Comune né la Regione hanno chiesto finanziamenti per il consolidamento del territorio. L’emergenza c’era, i dati pure. È mancata non solo la volontà amministrativa, ma anche quella progettuale e di prevenzione di una intera comunità che era e resta in pericolo.

 

[…] Dal 1997 il comune vive in una condizione di emergenza permanente. In trent’anni si sono succeduti governi, presidenti del Consiglio, giunte regionali. Tutti hanno firmato qualcosa. Nessuno ha risolto. La frana che in questi giorni ha costretto oltre millecinquecento persone a lasciare le proprie case non è un evento imprevedibile: è il risultato di una lunga catena di omissioni.

 

la frana di niscemi

Il 12 ottobre 1997 una frana colpisce i quartieri Pirillo, Sante Croci e Canalicchio. Vengono sgomberate 111 famiglie, 392 fra bambini, donne e uomini restano senza casa, 48 abitazioni vengono demolite, insieme a una chiesa del Settecento. Il giorno dopo arriva in paese una sfilata di autorità: l’assessore regionale Giuseppe Galletti, il sottosegretario Franco Barberi, e una serie di ministri. Tutti promettono, tutti annunciano. […]

 

la frana di niscemi

Il 14 ottobre 1997 il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza. Si nomina Galletti commissario delegato. Viene stanziato un primo fondo di 8,5 miliardi di lire, con promesse di risanamento e ricostruzione. Ai senzatetto vanno 600 mila lire al mese per un anno. Ma già pochi mesi dopo, nel gennaio del 1998, i cittadini scendono in strada con una fiaccolata silenziosa: «Non ci ascolta più nessuno».

 

la frana di niscemi

L’emergenza viene prorogata per quasi dieci anni. Niscemi è classificata a rischio R4, il massimo. Ma i cantieri non partono. Nel 2001 settanta famiglie occupano l’aula consiliare: non sanno se le loro case saranno recuperate o abbattute. Arriva un nuovo commissario, il prefetto Giuliano Lalli, che si scontra con una macchina amministrativa bloccata. Nel 2004 il Comune viene sciolto per infiltrazioni mafiose e così si sommano altri commissari, che però gestiscono l’ordinario.

 

la frana di niscemi

Nel 2006, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi firma una nuova ordinanza: lo stato di emergenza viene prorogato. Vengono stanziati 1,2 milioni di euro per la messa in sicurezza del torrente Benefizio. Il nuovo commissario delegato è ancora una volta l’assessore alla presidenza della Regione Siciliana con delega alla Protezione civile.

 

Il nome non compare nei comunicati stampa di allora, ma all’epoca la delega era in capo a Francesco Cascio. I fondi ci sono, i progetti anche. Ma i cantieri non partono. E nel 2007, l’emergenza viene dichiarata conclusa. Un appalto da nove milioni assegnato nello stesso anno si arena per un contenzioso. Nel 2014 una nuova frana produce un altro piano da nove milioni: finanziamento revocato, zero euro spesi.

 

niscemi

L’unico intervento strutturale arriva nel 2019: 1,2 milioni per un tratto del versante ovest e per la strada provinciale 12.[…] Un progetto da 8 milioni, pronto dal 2016, non viene mai finanziato né inserito nella piattaforma Rendis.

 

Tra il 2019 fino ad oggi nessuna richiesta viene inoltrata dal comune di Niscemi alla Struttura commissariale contro il dissesto, «nessun input da Niscemi negli ultimi otto anni», dice all’Ansa il soggetto attuatore della regione siciliana Sergio Tumminello. Dal 2014, dei circa venti milioni di euro programmati ne è stato speso appena 1,2: il resto è rimasto sulla carta. […]

FRANA A NISCEMI

 

2. INCHIESTA PER DISASTRO COLPOSO AL VAGLIO LE MANCATE BONIFICHE

Estratto dell’articolo di C.B. per "la Repubblica"

Disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, ha aperto un procedimento penale, al momento a carico di ignoti, dopo la frana di quattro chilometri che domenica scorsa ha trasformato in un canyon la città di Niscemi, in provincia di Caltanissetta.

 

Due i sostituti incaricati di seguire l'indagine delegata alla polizia. La procura gelese si concentrerà su due filoni: le eventuali inadempienze degli amministratori dopo la frana del 1997, mancate bonifiche e messe in sicurezza e poi tutte le azioni che dal 1997 a oggi possono aver aggravato la situazione del sottosuolo di Niscemi. La procura ha già annunciato che si avvarrà dei migliori periti per stabilire esattamente cosa è successo domenica scorsa e se ci sono responsabilità.

 

frana a niscemi 3

[…] un pool di esperti fra geologi e tecnici dell'Universita di Firenze, si trova a Niscemi per monitorare l'andamento della frana. «Siamo stati attivati d'urgenza domenica stessa», dice Nicola Casagli, presidente del Centro per protezione civile dell'Universita di Firenze, sul posto con il docente di Geologia applicata Giovanni Gigli e il tecnologo Tommaso Beni.

 

«Ci siamo trovati di fronte a un fenomeno di proporzioni enormi — dice — certamente una delle più grandi frane che io abbia mai visto in Italia in oltre trent'anni di carriera. Le stime preliminari parlano di molte decine, se non addirittura centinaia di milioni di metri cubi di materiale in movimento. Questa massa ha generato una scarpata imponente proprio sotto l'abitato di Niscemi, una situazione che mette seriamente a rischio la stabilità delle prime file di abitazioni del centro abitato […] La strategia più saggia in questi casi sarebbe la delocalizzazione, spostando e ricostruendo in zone sicure […] »

frana a niscemi 2

 

3. LE PRIME RISORSE SOLO NEL 2014 E LO STATO D'EMERGENZA PROROGATO SENZA PIANIFICARE INTERVENTI

Estratto dell'articolo di Andrea Rossi per "la Stampa"

 

Il 26 settembre del 2014 lo Stato ha deciso che era il momento di occuparsi della frana che da quasi diciassette anni rischiava di portarsi via un pezzo di Niscemi e dei suoi 24 mila abitanti.

frana a niscemi 1

 

Quel giorno la Regione Sicilia ha stanziato 9 milioni per consolidare alcuni versanti instabili. Il progetto è stato realizzato e appaltato, i lavori mai cominciati, paralizzati da una serie di contenziosi fino alla revoca del finanziamento. Per vedere il primo vero intervento si dovuto attendere il 2019: la stabilizzazione del versante Ovest della frana con messa in sicurezza di parte della strada provinciale.

Totale: un milione e 200 mila euro, le uniche risorse che Niscemi e la sua gente hanno visto in trent'anni.

 

FRANA A NISCEMI

[…] secondo i dati ufficiali, solo restando ai fondi di coesione, la struttura del commissario contro il dissesto idrogeologico della Regione ha finora potuto contare su circa 750 milioni; ne ha spesi 117. E considerando il totale delle risorse a disposizione del commissario - un miliardo e mezzo dal 2010 a oggi - il bilancio è questo: le risorse impegnate si fermano poco sotto gli 800 milioni, quelle effettivamente liquidate a 570.

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Poco meno di un terzo di questi fondi - 404 milioni - servivano proprio a contrastare il dissesto idrogeologico ma sono rimasti fermi per oltre cinque anni, dal 2019 al 2024, in attesa che i fondi saltassero fuori. Alla fine ne è spuntata una minima parte: 77 milioni.

[…] diciassette anni di silenzi e poi, dal 2014 a oggi, pianificati interventi per oltre 18 milioni ma realizzate opere per poco più di uno.

 

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L'ultima beffa è arrivata con il Pnnr: nessuno dei 46 progetti finanziati in Sicilia per contrastare il dissesto idrogeologico riguarda la frana. I fondi - 99 milioni di cui 43 già pagati - sono destinati a rispondere «al crescente bisogno di risanare il territorio danneggiato da eventi idrogeologici, mettendo in sicurezza le aree vulnerabili e riducendo i rischi per la popolazione». Ma una delle aree più a rischio, e da trent'anni, è stata tagliata fuori.

 

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A livello nazionale la Sicilia non è un'eccezione: secondo l'Ispra (l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) negli ultimi 25 anni sono stati stanziati 19 miliardi contro il dissesto; solo un terzo è stato effettivamente speso. Di sicuro la Sicilia non è stata dimenticata: è tra le cinque regioni maggiormente finanziate.

 

Il guaio è che, sempre secondo Ispra, in molti casi non è dato sapere neanche per quale scopo i fondi sono stati stanziati. «Una criticità che emerge chiaramente - è scritto nell'ultima relazione - è l'elevato numero di interventi per i quali non è stata definita la tipologia di dissesto in relazione al quale sono stati finanziati che, da soli, rappresentano circa il 35% del totale».

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