CICERONE? LO CITANO TUTTI, NON L’HA LETTO NESSUNO – LA FRASE “MALA TEMPORA CURRUNT” (CORRONO TEMPI CATTIVI) NON È ASCRIVIBILE AL GRANDE FILOSOFO ROMANO. E INVECE “LA FORTUNA È CIECA”? VIENE CITATA NEL “DE AMICITIA CICERONIANO”, MA NON È FARINA DEL SUO SACCO: IL CONCETTO È MUTUATO DA ARISTOFANE E DALLA COMMEDIA GRECA (ANFIDE, MENANDRO, ANTIFANE), CHE ATTRIBUISCONO ALLA RICCHEZZA IN SENSO LATO IL MALEFICO POTERE DI CONDURRE ALLA CECITÀ…
Da “Chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate”, di Stefano Lorenzetto (ed. Marsilio)
CICERONE, MARCO TULLIO (Arpino, 106 a.C. - Formia, 43 a.C.)
La fortuna è cieca
chi (non) l’ha detto. Dizionario delle citazioni sbagliate di Stefano Lorenzetto
Il volgare completamento («ma la sfiga ci vede benissimo»), che sovente lo accompagna, ha fatto scadere il motto a proverbio da osteria. Le persone istruite sanno invece riconoscervi il «Fortuna caeca est» del De amicitia ciceroniano: «La fortuna non solo è lei stessa cieca, ma per lo più rende ciechi anche coloro che abbraccia».
La farina però non viene dal sacco di Cicerone: il concetto è mutuato dal Pluto di Aristofane e un po' da tutta la commedia greca (Anfide, Menandro, Antifane), che attribuiscono alla ricchezza in senso lato il malefico potere di condurre alla cecità.
Nell'Orazione seconda, monsignor Giovanni Della Casa, autore del Galateo, la trasforma in ammonizione: «Ricordiamoci che si dice tutto il dì che la fortuna è cieca e vana e leggera e mobile». Carlo Goldoni ne fa un'esclamazione nel primo atto della tragicommedia La bella selvaggia: «Ah la fortuna è cieca».
Splendida la variante introdotta da Corrado Alvaro in Gente d'Aspromonte: «L'invidia ha gli occhi e la fortuna è cieca».
Mala tempora currunt
«Corrono tempi cattivi». Imprecazione con cui ognuna delle 80 generazioni che ci separano da Gesù Cristo ha denigrato sé stessa e magnificato quelle precedenti, salvo poi essere riabilitata e rimpianta dalle successive, mi diceva Cesare Marchi.
Sul Web dilagano cervellotiche spiegazioni circa la sua origine. Il sito di una casa editrice tira in ballo Cicerone e aggiunge che «la frase completa del grande filosofo e politico romano era "Mala tempora currunt sed peiora parantur" ovvero "Corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori"; non esattamente una profezia ottimista... (del resto si stava avvicinando la fine della repubblica di Roma)».
Il professor Renzo Tosi, docente ordinario di Filologia e Letteratura greca e latina presso l'Università di Bologna, che al riguardo va considerato un giudice rigoroso, smentisce: «È di origine volgare, e - a quanto mi risulta - non ha attestazioni negli autori classici». Sulla stessa linea lo Zingarelli 2019: «Detto di origine ignota, non classico». «Mala tempora currunt» quando persino chi fa libri s'inventa le citazioni.



