CHE COINCIDENZA! – QUESTA MATTINA SUL “SOLE 24 ORE” È COMPARSA L’INTERVISTA ALL’EX PRESIDENTE AGGIUNTO DELLA CORTE DEI CONTI, TOMMASO MIELE, IN DIFESA DELLA RIFORMA DEL GOVERNO CHE TOGLIE I POTERI AI GIUDICI CONTABILI (“NESSUN COLPO DI SPUGNA”) – POCHE ORE DOPO È USCITA LA NOTIZIA CHE MIELE È INDAGATO DALLA PROCURA DI ROMA PER CORRUZIONE E RIVELAZIONE DI SEGRETO D’UFFICIO PER IL CASO DEL PONTE SULLO STRETTO DI MESSINA – SECONDO I PM, MIELE AVREBBE FORNITO INFORMAZIONI RISERVATE ALL’AVVOCATO VICINO ALLA LEGA, GIACOMO SACCOMANNO, E ALL’IMPRENDITORE VINCENZO VIRGOGLIO, IN CAMBIO DELLA PROMESSA DI UNA POLTRONA PER IL DOPO PENSIONE…
Estratto dell’articolo di Gianni Trovati per “Il Sole 24 Ore”
Anche dopo la sua approvazione, la riforma della Corte dei conti continua a infiammare il dibattito. Tommaso Miele, fino a poco fa presidente aggiunto della Corte dei conti, ha seguito da vicino la gestazione delle nuove regole.
Fra le norme più discusse c’è il tetto del 30% al danno, giudicato dai critici un «colpo di spugna» preventivo. Che ne pensa?
No, non si tratta di un colpo di spugna. La previsione si inserisce fra le misure per superare la «paura della firma».
Nei lavori parlamentari è stato documentato che l’esecuzione delle condanne ha consentito di recuperare negli ultimi anni meno del 10% del danno riconosciuto. Chi critica la riforma lamenta che con il limite al 30%, il rimanente 70% resta a carico della collettività; ma prima a carico della collettività restava il 90 per cento. [...]
CORTE DEI CONTI - GIUDICI CONTABILI
Ma la paura della firma, evocata anche dalla Corte costituzionale, nasce dal caos normativo o dal rischio di essere perseguiti?
Sicuramente la normativa, che spesso costringe a spericolati slalom interpretativi, non tranquillizza chi è chiamato a firmare provvedimenti per spese spesso assai elevate. Detto ciò, non può negarsi che la paura della firma esiste, e lo scopo della riforma è di superarla o mitigarla, attraverso un rinnovamento della Corte.
In che senso?
Finora la Corte, accanto al controllo, ha svolto un ruolo di deterrenza sul fronte della giurisdizione, con un’azione più repressiva che preventiva. La riforma privilegia la funzione di controllo e consultiva rispetto a quella giurisdizionale. In quest’ottica sono condivisibili le novità su controllo preventivo di legittimità e funzione consultiva.
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Alla riforma manca ancora il capitolo della riorganizzazione, affidato alla delega, e c’è chi ha chiesto al Governo di fermarsi, dopo il «no» ai referendum sulla giustizia.
Non vedo alcun nesso fra il referendum e la delega, che invece va attuata con la massima celerità. La Corte, piuttosto che opporsi in tutti modi all’applicazione della legge, adottando interpretazioni molto singolari e acrobatiche e inondando la Corte costituzionale di questioni di legittimità, dovrebbe prendere atto che oggi non può essere più quella degli ultimi anni. Anche qui, però, servirebbe maggiore capacità di confronto istituzionale. [...]
CORTE DEI PONTI
Tommaso Miele - ex presidente aggiunto della Corte dei Conti

