COLPO "GRASSO" AL CASINO' - SECONDO LA GUARDIA DI FINANZA DAI CONTI DI MARIO ADINOLFI, AI DOMICILIARI PER TRUFFA E EVASIONE FISCALE, SONO PARTITI OLTRE 678 MILA EURO VERSO CASE DA GIOCO ITALIANE E STRANIERE. IL CATTOLICONE E POKERISTA AVEVA MESSO SU UNA "SCOMMESSA COLLETTIVA", UN SISTEMA CAPACE DI RACCOGLIERE QUASI 5 MILIONI DI EURO - MARIONE PROMETTEVA GUADAGNI SICURI A POVERI DISPERATI, CHE GLI HANNO VERSATO DECINE O CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO - SECONDO I GIUDICI, ADINOLFI AVREBBE UTILIZZATO UNA PARTE DEI SOLDI RACCOLTI (1,6 MILIONI) PER FARSI UN BEL PO’ DI REGALI: DAI QUADRI AGLI OROLOGI DI LUSSO, PASSANDO PER L’ACQUISTO DI UNA BARCA E UN VIAGGIO A COURMAYEUR...
1. SEICENTOMILA EURO IN FUMO LE PUNTATE DI ADINOLFI NEI CASINÒ
Estratto dall’articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica”
I soldi prendevano anche la strada dei casinò. Bratislava, Sanremo, Saint-Vincent. Poi gli Stati Uniti, la Repubblica Ceca e la Slovenia. Dai conti di Mario Adinolfi, secondo la Guardia di finanza, sono partiti 678.093 euro verso case da gioco italiane e straniere.
Un flusso che compare nell'ordinanza con cui il gip di Roma ha disposto i domiciliari per il giornalista, ex parlamentare e fondatore del Popolo della Famiglia. E che apre una domanda semplice: quei soldi servivano davvero alle puntate promesse nell'ambito della "Scommessa Collettiva" o prendevano un'altra strada?
Che una parte del denaro raccolto finisse nei casinò, di per sé, non sarebbe incompatibile con il funzionamento della "Scommessa Collettiva". Adinolfi sosteneva infatti di gestire professionalmente le puntate per conto di chi gli affidava i propri risparmi. Seguendo il percorso del denaro, gli investigatori ricostruiscono bonifici per 678.093 euro verso case da gioco di mezzo mondo.
È qui che la ricostruzione dell'accusa si fa più netta. Nelle movimentazioni bancarie analizzate dalla Guardia di finanza non compare infatti il percorso inverso: nessuna vincita, nessun accredito proveniente da quegli stessi casinò. Il denaro entra nelle case da gioco. Almeno sui conti esaminati dagli investigatori, non torna indietro.
Nel frattempo cresceva il numero di chi chiedeva la restituzione dei propri soldi. C'era chi aveva versato decine di migliaia di euro, chi centinaia di migliaia. Alcuni ricevevano rimborsi parziali, altri quasi nulla. Le giustificazioni si susseguivano: problemi bancari, controlli antiriciclaggio, bonifici da spezzare, la partecipazione all'Isola dei Famosi. E il tempo passava.
Dal 2020 al febbraio scorso, secondo l'aggiunto Maurizio Arcuri, sui conti riconducibili ad Adinolfi sono confluiti quasi 4,8 milioni di euro con causali legate alla "Scommessa Collettiva". Solo una parte, sostiene la finanza, sarebbe stata destinata alle scommesse sportive. Il resto avrebbe preso altre strade: trasferimenti a privati, rimborsi, spese personali, orologi, quadri, imbarcazioni, viaggi, catering e lingotti d'oro. [...]
2. ADINOLFI, L'ACCUSA DI TRUFFA E QUEI 1,6 MILIONI USATI PER FINI PERSONALI, DALLA BARCA AL VIAGGIO A COURMAYEUR. IL GIP: «FACEVA DONI CON I SOLDI DEI CLIENTI»
Estratto dall’articolo di Giulio De Santis per www.corriere.it
Il canone d’affitto della casa: 4.700 euro al mese pagati per circa quattro anni, tra il 2020 e il 2025. Soldi versati ogni trenta giorni a mamma Louise: 1.800 euro. Per comprare un orologio Omega ha speso 45mila euro. Poi c’è l’acquisito di un quadro dal valore di 42mila euro. È la lista dei regali e degli investimenti fatti da Mario Adinolfi, 55 anni, giornalista ed ex parlamentare, ora ai domiciliari con l’accusa di aver truffato decine di persone con la promessa di facili guadagni con le scommesse sportive.
La disponibilità di denaro per comprare quadri o orologi Adinolfi, secondo la Guardia di Finanza, l’avrebbe avuta grazie a quanto raccolto dai clienti che negli anni hanno versato quote di partecipazione al gruppo «Scommessa Collettiva».[...]
Il gip rileva come tra gennaio 2022 e giugno 2023 Adinolfi avrebbe ricevuto 3milioni e 500mila euro dai partecipanti al gruppo. Dai conti riconducibili all’ex parlamentare sono usciti circa due milioni. Di questa somma, premette il gip, «solo 369mila euro sono stati investiti nel gioco in senso stretto».
Invece Adinolfi, come ricostruito nel provvedimento, ha girato 1.631.000 euro a persone fisiche per beni di lusso. Per esempio, ha speso, ricorda il gip Giulia Arceri, per il servizio di catering circa 114 mila euro. C’è il pagamento di un affitto per un totale di 74mila euro per un locale a Piazza del Gesù.
Per l’acquisto di una barca e di accessori per la bici: 30 mila euro. La ristrutturazione della sala hobby, del tetto e dell’auto ha imposto al giornalista un impegno finanziario di 19 mila euro.
Tra i beni di cui Adinolfi è entrato in possesso, ci sarebbe un gommone costato 5 mila euro. Si sarebbe recato al banco dei metalli per comprare monete straniere e lingotti d’oro pagati 14 mila e 200 euro con assegno scritto e staccato dallo stesso Adinolfi. Ancora: 5mila euro come acconto per una Smart, 12mila euro per una collana,7mila euro come prima tranche degli arredi casalinghi, 7mila euro dati d’anticipo per andare a Courmayeur.
Ci sono anche 5mila euro spesi per un viaggio alle Maldive, circostanza quest’ultima che tuttavia Adinolfi — difeso dagli avvocati Pablo De Luca e Riccardo Di Lorenzo — ha negato.
C’è poi un misterioso beneficiario che ha ricevuto da Adinolfi circa 470mila euro in cinque anni. Questo mister X ha ricevuto dall’indagato 3.900 euro ogni due settimane. [...]
MARIO ADINOLFI
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