mikhail astakhov - gavino piras 007

COME TI VENDO L'ITALIA - I DUE EX 007 GAVINO RAOUL PIRAS E VINCENZO DI PASQUALE, 59ENNI ARRESTATI CON L'ACCUSA DI PASSARE INFORMAZIONI RISERVATE A MOSCA, AVEVANO INTENZIONE DI CREARE UNA SOCIETÀ DI CONSULENZA CHE AVREBBE DOVUTO SVOLGERE ATTIVITÀ DI SPIONAGGIO (UNA "CENTRALE" SIMILE A QUELLE DI "EQUALIZE" O DELLA "SQUADRA FIORE") - PIRAS AVEVA ESPERIENZA NEL TRADIRE IL NOSTRO PAESE: SECONDO GLI INQUIRENTI, RIVELAVA INFORMAZIONI SEGRETE DAL 2013. COME MAI L'INTELLIGENCE CI HA MESSO COSÌ TANTO A SCOPRIRLO? - LO "SPIONI-GATE" È SCOPPIATO MENTRE LA MELONI ERA AL VERTICE NATO AD ANKARA, DOVE ABBIAMO FATTO LA FIGURA DEI PERACOTTARI: I DUE 007 TRADITORI HANNO VENDUTO AL "DIPLOMATICO" RUSSO MIKHAIL ASTAKHOV INFORMAZIONI CLASSIFICATE NATO, OLTRE CHE LA LISTA "MI6" CON I NOMI DEGLI AGENTI OPERATIVI NEL SERVIZIO DI INTELLIGENCE BRITANNICO. CHE CREDIBILITÀ ABBIAMO ORA? (MANTOVANO NON HA NULLA DA DIRE?) - LO SCAZZO DIPLOMATICO TRA ROMA E MOSCA

ESPULSI I DIPLOMATICI RUSSI. IL PIANO DEGLI 007 CORROTTI PER UNA CENTRALE DI SPIE

Estratto dell'articolo di Irene Famà per "la Stampa"

 

 

GAVINO RAOUL PIRAS

Dopo gli arresti, scattano le espulsioni. L’Italia sventola il cartellino rosso per due diplomatici russi, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, ritenuti spie di Mosca. Il Cremlino ribatte: «Risponderemo». Lascia intendere l’adozione di misure simili.

 

Rilancia: «L’Italia non dispone di figure della levatura di Putin e Lavrov». L’ambasciatore russo Alexei Paramonov è netto: «Espellendo dal Paese il maggior numero possibile di diplomatici russi, vorrebbe limitare al massimo la nostra influenza. Ma questo non è possibile».

 

L’inchiesta della procura di Roma, diretta da Francesco Lo Voi, ha svelato una rete di spie. Al centro Mikhail Astakhov che, sfruttando il suo ruolo di addetto dell’ambasciata della Federazione Russa, avrebbe corrotto due ex agenti dell’intelligence italiana con un passato dedicato allo spionaggio e al controspionaggio, Piras Gavino Raoul e Vincenzo Di Pasquale. Indagati anche quattro militari del mondo cyber della Difesa.

 

Mikhail Astakhov

L’indagine, condotta dal pubblico ministero Lucia Lotti, racconta di informazioni top secret vendute a uno stato estero. Non solo. Piras e Di Pasquale avevano un sogno: «Creare una simulata società di consulenza che avrebbe dovuto svolgere attività di spionaggio». Chissà, forse su esempio delle centrali di spionaggio Equalize e Squadra Fiore (poi smantellate dalle indagini).

 

Di quell’ambizione, gli 007 ormai in pensione ne parlano a lungo il 18 aprile 2026 seduti a un tavolino di un bar alla periferia di Roma. Non sanno che ad ascoltarli, poco lontano, con raffinate tecniche di intercettazione, ci sono i carabinieri del Ros della Capitale. «Il tuo progetto potrebbe funzionare», dice Piras. È entusiasta. In fondo un acquirente desideroso di informazioni ce l’ha già: Mosca.

 

Cinquantanove anni, ex sottufficiale dell’Arma poi in servizio al Sismi e all’Aisi e in pensione da dieci anni, «rivelava informazioni segrete dal 2013». Sfruttava «la sua fitta rete di relazioni per ottenere informazioni e trasmetterle alla Russia». Prima al colonnello Damir Ravilevich Kurmaschov, cacciato dall’ambasciata nel 2023, poi ad Astakhov.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 1

 

È lui, si legge negli atti dell’inchiesta, ad avvisare che l’Aise, i servizi segreti esterni, lo sta sorvegliando. «Gli mostra la foto della funzionaria deputata a monitorarlo e propone all’officer russo una contro sorveglianza, così da evitare complicazioni».

 

Numerosi, a quanto emerge dagli accertamenti dei carabinieri del Ros, i documenti e i report e gli appunti venduti a Mosca. C’è un file word con l’elenco degli italiani ritenuti in collegamento con l’intelligence russa. Poi «il report “Oscar” dell’Aise con la pianificazione di un’attività informativa da condurre su soggetti presenti nelle liste passeggeri di specifiche tratte aree». Non solo l’Italia. Piras fornisce pure la «lista “MI6” sugli agenti operativi nel servizio di intelligence britannico».

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 3

 

[...]  C’è un documento, appuntato nelle carte dell’indagine, che spiega bene l’adoperarsi per conoscere ogni movimento dei personaggi “sensibili”, ogni contatto, ogni passione e peccato. Si tratta del file «Fondazione 2: urgentissimo. Cittadino russo in contatto con personale Aise».

 

Piras relazionava su un uomo con «passaporto ucraino, dislocato a Matera, sospettato di essere un agente dell’intelligence russa e dunque, secondo lui, controllato dall’Aise e reclutabile per attività di controspionaggio». Piras annota: «Ha conseguito una laurea in storia presso lo stesso ateneo frequentato da altri cinque agenti dei servizi segreti russi. Attendo vostre informazioni su come devo procedere».

 

I due ex 007 italiani ora sono stati arrestati e messi ai domiciliari, i due diplomatici russi espulsi e dovranno lasciare Roma entro due giorni. [...]

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 5

 

INCHIESTA SULLE SPIE RUSSE IN ITALIA ESPULSI DUE DIPLOMATICI: IRA DI MOSCA

Estratto dell'articolo di Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Per mesi hanno attraversato l'Italia partecipando a cerimonie dedicate ai caduti sovietici della Resistenza, incontri pubblici con associazioni filorusse, iniziative culturali e appuntamenti nei quali la narrazione del Cremlino trovava spazio e sostegno. Coltivavano rapporti con movimenti politici, gruppi organizzati e ambienti della propaganda online vicini a Mosca.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 6

 

Ma, secondo la procura di Roma, quella era soltanto la parte visibile della loro attività. Il vero compito di Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, addetti militari dell'ambasciata russa nella capitale, era un altro: raccogliere informazioni riservate sulla sicurezza nazionale italiana reclutando ex dei servizi segreti e militari, offrendo denaro in cambio di documenti e notizie sensibili.

 

[...] È l'ultimo capitolo di un rapporto ormai ai minimi storici, già segnato negli ultimi mesi dagli attacchi del Cremlino contro il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalle accuse rivolte al governo Meloni e dalla crescente offensiva di propaganda e disinformazione che, secondo l'intelligence italiana, accompagna l'attività degli apparati russi in Europa.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 2

 

[...] Palazzo Chigi [...] sottolinea come l'attività degli apparati di intelligence russi rappresenti ormai una minaccia concreta per la sicurezza nazionale italiana e come la risposta delle istituzioni sia maturata al termine di un lungo lavoro di controspionaggio. Quello che è successo, dicono, rappresenta un chiaro atto di guerra ibrida.

 

L'espulsione dei due addetti militari rappresenta infatti il punto di arrivo dell'inchiesta della procura di Roma, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunta Lucia Lotti e condotta dai carabinieri del Ros . Le indagini hanno portato all'arresto degli ex agenti dell'Aisi Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale e coinvolgono anche altri appartenenti alle forze armate.

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 4

Secondo gli investigatori, Gorbachev e Astakhov erano gli officer dell'intelligence russa che gestivano direttamente la rete italiana. L'indagine era partita già nel 2025, quando Aisi, il nostro servizio interno, aveva scoperto il reclutamento di un ex appartenente ai servizi di sicurezza, ormai in pensione, remunerato per fornire informazioni classificate. [...]

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 7

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...