beppe sala manfredi catella giancarlo tancredi alessandro scandurra stefano boeri

LA COMMISSIONE PAESAGGIO DI MILANO ERA UN “MERCIMONIO DELLA FUNZIONE PUBBLICA”, DOVE “LA CORRUZIONE ERA CONSOLIDATA” – IL GIP ACCOGLIE LE RICHIESTE DEI PM: ARRESTI DOMICILIARI PER L’EX ASSESSORE GIANCARLO TANCREDI E IL “RE DEL MATTONE”, MANFREDI CATELLA - IN CARCERE BEZZICCHERI - LA PIANIFICAZIONE URBANISTICA DELLA CITTÀ ERA FINITA IN MANO A UN “RISTRETTO GRUPPO DI POTERE”, UN “GENERATORE DI MECCANISMI CLIENTELARI E CONFLITTI DI INTERESSE” IN GRADO DI ESERCITARE PRESSIONI SU TUTTI, COMPRESO IL SINDACO SALA – LE MAZZETTE “MASCHERATE DA PARCELLE” LA STOCCATA ALLA POLITICA CONNIVENTE: “HA LASCIATO CONSAPEVOLMENTE CHE LA COMMISSIONE PAESAGGIO CONCENTRASSE SU DI SÉ UN POTERE ENORME, CHE I SINGOLI MEMBRI UTILIZZAVANO PER TRAME E INGENTI PROFITTI” - PER BEPPE SALA CADE L'IPOTESI DI ''INDUZIONE INDEBITA'' TUTTAVIA IL FAR WEST DEL MATTONE È SUCCESSO SOTTO IL SUO NASONE (L'EX ASSESSORE TANCREDI È UN FEDELISSIMO DEL SINDACO DI MILANO) 

 

1 - SEI ARRESTI PER IL SISTEMA MILANO "LA CORRUZIONE È CONSOLIDATA"

Estratto dell’articolo di I.Car. R.d.R. per “la Repubblica”

https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/08/01/news/sei_arresti_sistema_milano_corruzione_urbanistica-424765185/

 

Andrea Bezziccheri

Arresti per tutti. Va in carcere il costruttore Andrea Bezziccheri. Ai domiciliari il "re del mattone" Manfredi Catella, l'assessore Giancarlo Tancredi (si era dimesso), gli ex componenti della Commissione per il paesaggio — organo pubblico — Giuseppe Marinoni e Alessandro Scandurra, il manager Federico Pella.

 

Protagonisti, per la procura di Milano […] e per il gip […] che ha accolto l'impianto accusatorio e disposto le misure, di un «consolidato sistema di corruttela» per costruire in città. Con la pianificazione urbanistica finita in mano a «un ristretto gruppo di potere».

 

MANFREDI CATELLA

[…] Ci sono le fatture degli architetti a libro paga dei costruttori, che a loro volta cercavano sponda nei professionisti per far approvare i cantieri: «Laute somme di denaro mascherate da parcelle», per il gip.

 

[…] Il giudice parla di «spartizione del territorio a vantaggio di una cerchia ristretta di professionisti e speculatori». Il «sistema corruttivo è rodato, remunerativo, da difendere a oltranza». Persino «istituzionalizzato», tanto che i privati possono esercitare pressioni su tutti, anche sul sindaco Sala. Professionisti e imprenditori dettano le regole e «pubblici ufficiali subappaltano agli speculatori la pianificazione del territorio».

 

Nessuno degli indagati […] ha ammesso responsabilità o parlato di "sistema". Per tutti c'è il rischio di reiterazione del reato. Catella e Bezziccheri hanno già annunciato ricorso al Riesame. Il giudice dà una stoccata anche alla politica «connivente», che ha «consapevolmente lasciato, per decenni, che la commissione concentrasse su di sé un potere enorme, che i singoli membri utilizzavano per trame e ingenti profitti».

 

GIANCARLO TANCREDI

[…]

 

2 - FATTURE COME MAZZETTE E I PIZZINI ALL'ASSESSORE "FINGIAMO DI LITIGARE"

Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo per “la Repubblica”

https://milano.repubblica.it/cronaca/2025/08/01/news/inchiesta_urbanistica_fatture_mazzette_pizzini_tancredi-424765071/

 

Benvenuti nel «sistema Milano», dove il territorio viene «spartito tra una cerchia ristretta» di speculatori, gli imprenditori «dettano le regole» e lasciano pure pizzini sul tavolo dell'assessore con i suggerimenti per aggirarle, dove si cerca di far approvare al Parlamento «uno scudo d'impunità» per fermare le indagini e un pezzo della classe politica è «colposamente connivente», quando non complice. Sono accuse durissime quelle messe in fila dal gip Mattia Fiorentini.

 

"Ci vediamo dal sindaco" La Commissione del paesaggio è al centro del sistema. Da semplice organo consultivo del Comune che deve giudicare i progetti urbanistici, diventa il grimaldello per far approvare grattacieli ritenuti fuorilegge spacciati per semplici ristrutturazioni di capannoni.

 

[…]  Un «vorticoso circuito di corruzione tutt'ora in corso» che «ha disgregato ogni controllo pubblico sull'uso del territorio». Fatture come mazzette. Questa l'accusa che accomuna lo «spregiudicato» architetto Alessandro Scandurra al costruttore Manfredi Catella di Coima. Il primo fa parte della Commissione del paesaggio, il secondo cerca il sì per il restyling del "Pirellino".

 

Tra la riunione dei commissari del giugno 2023, che si limitano a un parere favorevole condizionato per l'opera, e quella dell'ottobre dello stesso anno, quando decretano il via libera, il professionista ottiene da Coima una fattura da 28mila euro. Per il gip è falsa. O meglio: è il prezzo della corruzione.

 

Giuseppe Marinoni

[…]  Due settimane fa, durante le perquisizioni del nucleo Pef della guardia di finanza […] sulla scrivania dell'assessore Tancredi viene trovato un «appunto». Lo scritto è «una vera e propria strategia» suggerita dall'ex assessore di Milano Carlo Masseroli (non indagato), oggi manager di Nhood, società di sviluppo immobiliare.

 

La strategia è: facciamo finta di litigare. Il manager propone al politico di fare una convenzione ad hoc per i lavori di riqualificazione dello storico piazzale Loreto. L'atto sarebbe poi stato impugnato a tavolino davanti ai giudici. La finta lite sarebbe servita a «ottenere benefici in termini di superficie lorda», vantaggi economici ai danni del Comune in termini di oneri di urbanizzazione.

GIANCARLO TANCREDI E BEPPE SALA

 

Per il giudice, questo dettaglio è sintomo «dell'asservimento della pubblica funzione agli interessi economici» dei privati.

 

[…] Ma c'è un altro filone che porta a indagare sull'origine dei soldi. Quando gli investigatori hanno perquisito la cassetta di sicurezza in banca di Andrea Bezziccheri — aveva detto che era della moglie ma la usava lui — hanno trovato gioielli e 120mila euro in contanti divisi in tre mazzette da 100 e 200 euro.

 

GIUSEPPE SALA E MANFREDI CATELLA

«Risparmi di famiglia», si è difeso il costruttore, l'unico degli indagati a finire in carcere. La sua Bluestone è «finanziata con capitali di dubbia provenienza, accreditati da conti in zone a fiscalità agevolata». Il giudice spiega che in passato sui conti del costruttore siano piovuti 682mila euro a titolo di «prestito» da una società riconducibile a Giorgio Santambrogio.

 

Alle spalle di quest'ultimo precedenti «per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti a vocazione transnazionale, favoreggiamento della prostituzione e dell'immigrazione illegale, porto abusivo di armi e contravvenzioni edilizie». Bezziccheri è a processo per la costruzione delle Park Towers: tre grattacieli dove prima c'era un capannone. Tutto approvato come semplice ristrutturazione edilizia. Con meno soldi nelle casse del Comune.

I PROTAGONISTI DELL INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SULL URBANISTICA

 

3 - URBANISTICA, I SEI ARRESTI A MILANO. IL GIP: «SISTEMA RODATO CHE GENERAVA CLIENTELE E MERCIMONIO DELLA FUNZIONE PUBBLICA E CORRUTTELA»

Estratto dell’articolo di Luigi Ferrarella per www.corriere.it

 

[…]

 

Per il gip il fulcro è la Commissione Paesaggio, «un generatore di meccanismi clientelari, di conflitti di interesse e, per quanto ne consegue, di mercimonio della funzione pubblica e corruttela».

 

FEDERICO PELLA

Tutto abbellito poi «da un disinvolto rilascio di titoli edilizi illegittimi, preceduto da mistificazioni e omissioni disseminate in maniera strumentale, nonché da un sistematico aggiramento delle norme morfologiche di settore e delle procedure previste dalla legge».

 

Una cosmesi nella quale il gip torna a rievocare, come già mesi fa all’arresto del dirigente comunale Oggioni, «il tentativo di ottenere la promulgazione di una legge dello Stato (meglio conosciuto come decreto “salva Milano”) che legittimasse, attraverso interpretazioni autentiche ex post, le ortopedie linguistiche e tecniche poste alla base di titoli edilizi rivelatisi illegittimi, nonché gli inammissibili discostamenti da norme morfologiche cogenti» agli occhi di «professionisti, politici e imprenditori», tutti «a conoscenza del fatto che le regole edificatorie venivano abitualmente piegate per soddisfare gli interessi degli investitori».

 

beppe sala manfredi catella

Gli indagati dopo gli interrogatori preventivi di una settimana fa si erano dimessi da vari ruoli, ma per il gip il loro raggio d’azione «non è per nulla definito dai loro incarichi formali, bensì dalla rete di relazioni in cui sono inseriti, che li protegge e che si estende al di là delle qualifiche rivestite».

 

L’ex assessore Tancredi, ad esempio, «nonostante non abbia agito per interessi personali, può continuare ad avvantaggiare persone di suo gradimento, in cambio della loro fedeltà “alla linea”».

 

E il gip valorizza un appunto trovatogli durante la perquisizione a casa: una idea suggerita da Carlo Masseroli, assessore all’Urbanistica nella giunta di Letizia Moratti e manager della società Nhood Service Italy srl, per «ottenere benefici» volumetrici sul progetto «Loc» di riqualificazione di piazzale Loreto (congelato di recente), e cioè «per costruire ad hoc un convenzionamento da impugnare successivamente in via amministrativa, per ottenere benefici in termini di superficie lorda».

Andrea BezziccheriGiuseppe Marinoni MANFREDI CATELLA

Ultimi Dagoreport

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…

maurizio maddaloni pd campania maurizio de giovanni luigi riello

“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK MAURIZIO MADDALONI, DAL 2023 PRESIDENZA DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO A CASERTA (SCELTO DALL’EX MINISTRO SANGIULIANO). IL RIFERIMENTO È ALLA NOMINA DELLO SCRITTORE MAURIZIO DE GIOVANNI NELLA SEGRETERIA REGIONALE DEL PD DELLA CAMPANIA. ALTRETTANTO PESANTI LE PAROLE DI MADDALONI SULL’EX PROCURATORE GENERALE DI NAPOLI, LUIGI RIELLO, ANCHE LUI ENTRATO NELLA SEGRETERIA DEM: “RIELLO DA QUANDO È UN PENSIONATO DA DI MATTO: BEVE, DISTURBA GLI ALTRI COMMENSALI CON INDEGNI SPETTACOLINI” – IL SEGRETARIO REGIONE DEL PD, PIERO DE LUCA, SI DICE INDIGNATO (“LA DESTRA HA UN PROBLEMA CON LA CULTURA E CON LA LEGALITÀ”) E DENUNCIA LA DISASTROSA GESTIONE DELLA FONDAZIONE REAL SITO DI CARDITELLO: “QUESTO ODIO VIENE DA CHI HA PORTATO AL DEFAULT LA FONDAZIONE” – MINISTRO GIULI, NON SARÀ CHE IN CAMPANIA ABBIAMO UN PROBLEMINO?