ugo di puorto raffaele mormone corinaldo

“IL MIO AVVOCATO SI METTERÀ A RIDERE” – LO SPREZZO E IL DISPREZZO DI MOEZ AKARI, UNO DEI RAGAZZI DELLA BANDA DI CORINALDO: “C’ERO, MA È STATO L’ALTRO GRUPPO A FARE LA COSA”. MA IL SUO AVVOCATO NON RIDE PER NIENTE, PERCHÉ… – IL PATRIGNO DI ANDREA CAVALLARI: “RUBAVA L’ORO DI FAMIGLIA. QUANDO GLI CHIEDEVAMO DOVE TROVASSE I SOLDI DICEVA CHE AIUTAVA A COMPILARE I MODULI PER IL REDDITO DI CITTADINANZA E…” – VIDEO

1 – I VENTENNI DELLO SPRAY DOPO L' ARRESTO «I NOSTRI AVVOCATI SI FARANNO UNA RISATA»

Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

 

ugo di puorto

Soprannominato il maestro del gas per l' abilità con lo spray al peperoncino, sospettato di 25 furti messi a segno in un mese e mezzo dopo la strage di Corinaldo, il ventiduenne Moez Akari ha fatto il ghigno agli investigatori: «Io non c' entro nulla, il mio avvocato si metterà a ridere quando leggerà gli atti».

 

Sprezzante come certi boss della mala, Akari scarica sugli altri ogni responsabilità.

«C' ero, ma è stato l' altro gruppo a fare la cosa». Si riferisce alla tragedia della discoteca, all' azione che ha provocato il panico, alle collane strappate, ai sei morti di quella notte. Il suo avvocato, Gianluca Scalera, non ride affatto dopo aver letto l' ordinanza del gip di Ancona Carlo Cimini, dove viene tratteggiato come un ladro incallito e impenitente. «Non c' è la prova che il gruppo di Akari abbia usato lo spray ma il giudice ha ritenuto che, visti i precedenti, ci sia stato un concorso».

andrea cavallari

 

I precedenti sono i vari «colpi» inanellati dalla banda dello spray nel corso della breve ma intensa attività criminale che ha portato Akari ad essere un punto di riferimento costante per i sodali, quasi indispensabile nell' organizzazione delle spedizioni per ripulire i locali di mezza Italia, emiliani, romagnoli, veneti, lombardi, marchigiani. Scrive il gip che «Akari collaborava nella scelta dei luoghi, gestiva i contatti con il ricettatore, si occupava di strappare e occultare i monili. Commetteva anche furti nei negozi e truffe».

 

E poi le vessazioni. Ne sa qualcosa Paolo Attili, un signore costretto ad accompagnarli con la sua macchina nelle varie missioni e che ha sporto denuncia decidendo addirittura di rifugiarsi altrove per evitare la banda.

LA STRAGE DI CORINALDO

 

Akari era del gruppo di Andrea Cavallari, il «Cava», del quale non si dice un gran bene a Bomporto, il paese dove abita, diecimila abitanti stretti fra i fiumi Secchia e Panaro. Basta andare al bar Italia per rendersene conto. «Cavallari? Eh, sempre stato un po' così.

Quando c' è lui bisogna stare attenti», sorride un signore anziano che sta giocando a briscola con quattro amici.

ugo di puorto

 

«Rubava in casa, figuriamoci fuori», puntualizza il suo compagno. «Andava in giro con Souhaib. Uno distraeva le vecchiette, l' altro le derubava», ricorda Alessio della piadineria.

Souhaib Haddada, altro ventenne, altro spauracchio di Bomporto. Pure lui arrestato per la vicenda di Corinaldo.

 

LA LOCANDINA DEL CONCERTO DI SFERA EBBASTA A CORINALDO

Fermato a Cervia, dove si trovava in vacanza, e portato nel carcere di Ravenna, pare che Haddada stia seguendo un po' la linea difensiva del suo «collega» di scorribande: sono stati gli altri. Haddada, origini marocchine, era apprezzato per la violenza. Era l' uomo dello «spray dei cani», molto più potente degli altri. «Ti ammazza», si scalda Raffaele Mormone intercettato. Ventenne di San Cesario, 33 furti sospetti commessi da ottobre, Mormone fa parte dell' altro gruppo della stessa banda.

 

Quello più indiziato della strage e capeggiato da Ugo Di Puorto, il figlio del boss vicino ai casalesi che detiene il record assoluto di «colpi»: 40, molti però da accertare. Cosa dicono Mormone e Di Puorto? «Lo sapremo nei prossimi giorni quando saranno sentiti dal gip», taglia corto l' avvocato Pierfancesco Rossi che li difende.

raffaele mormone

 

Rimane Badr Amouiyah, il più distaccato del gruppo, almeno dopo Corinaldo: «Il mio cliente riconosce di essere andato lì con gli altri ma dice di non aver usato la bomboletta». Anche lui, dunque, scansa e rimpalla.

 

2 - L'IRA DEL PATRIGNO DI UN ARRESTATO: «È UNA TESTA CALDA, L' HO CACCIATO DI CASA HA FATTO SPARIRE L' ORO DI FAMIGLIA»

Andrea Pasqualetto per il “Corriere della Sera”

 

«Non ne potevo più, l' ho cacciato di casa qualche giorno fa perché era diventato qualcosa di impossibile. Andrea è proprio una testa calda ed è difficile conviverci».

Parola di papà, anzi, di patrigno. Il che permette a Marco Montanari forse un giudizio più obiettivo su Andrea Cavallari, figlioccio che gli girava per casa dall' età di tre anni e che ora è stato arrestato come uno dei capi della gang dello spray.

ANDREA CAVALLARI CORINALDO

Titolare di un negozio di frigoriferi a Bomporto, è dispiaciuto soprattutto per sua moglie Iryna, madre di Marco: «Ma non c' era alternativa, ne ha combinate troppe e lui stesso aveva deciso di andarsene».

 

E dov' è andato?

«Da mia madre, sempre in paese. L' hanno arrestato lì e perquisendo la casa hanno trovato un taser (una pistola elettrica, ndr ) che è molto pericoloso. Non sapevo nemmeno che ce l' avesse. Sono venuti anche da noi a perquisire perché ha vissuto qui fino a poco tempo fa. Hanno portato via un paio di jeans. Erano forse quelli che aveva usato per un furto».

 

Cos' ha combinato di così grave da cacciarlo di casa?

ugo di puorto con eros amoruso

«Ha rubato. Mi è sparito l' oro di famiglia. Altri mille euro li ha presi al negozio. Come si fa con uno così? L' ho pure denunciato».

 

Lei ha denunciato Andrea?

«Sì, dopo che mi ha preso i contanti in cassa, al negozio».

 

Studia? Lavora? Cosa fa?

«Si è diplomato quest' anno al Dante Alighieri».

 

In cosa?

«Non ricordo... Irynaaa, in cosa si era diplomato Andrea? Ah già, operatore socio sanitario. Ma non ha mai lavorato. Era stato invece a San Patrignano per evitare una pena da minorenne».

 

raffaele mormone

Di soldi ne spendeva, anche per vestirsi. Non vi è mai venuto un dubbio che dietro ci fosse quello che hanno scoperto gli inquirenti, cioè una banda che commetteva furti in maniera sistematica?

«Certo, ma quando gli chiedevamo dove si procurasse i soldi lui riusciva sempre a dare una spiegazione. Tipo: faccio trading online, mi pagano con Poste pay, aiuto a compilare i moduli per il reddito di cittadinanza...».

 

Corinaldo: una strage. L' accusa è omicidio preterintenzionale. Cosa ne pensa?

«Non potevo crederci. Non pensavo proprio che ci fosse lui di mezzo. No, questo è davvero troppo».

discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)MORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 5strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 6strage alla discoteca lanterna azzurra di corinaldo ancona 7corinaldo lanterna azzurra il ponticello dove sono morte sei personeMORTI E FERITI NELLA DISCOTECA LANTERNA AZZURRA DI CORINALDO ANCONA CORINALDO LANTERNA AZZURRA DISCOTECA BIGLIETTO DI SFERA EBBASTA CORINALDO LANTERNA AZZURRAcorinaldo mascherina discotecadiscoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo lanterna azzurra corinaldo anconabiglietto sfera ebbasta corinaldo discoteca lanterna azzurra sfera ebbastadiscoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldodiscoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo L’ingresso della discoteca “Lanterna Azzurra” di Corinaldo (Ancona)

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