ospedale niguarda trapianti di pelle

CORSA CONTRO IL TEMPO AL "NIGUARDA" DI MILANO PER SALVARE GLI USTIONATI DI CRANS MONTANA: SONO 11 I PAZIENTI RICOVERATI, I MEDICI IN FILA ALLA BANCA DELLA PELLE – PER 4 USTIONATI SONO STATI UTILIZZATI CIRCA 13 MILA CENTIMETRI QUADRATI DI CUTE - “PER ALCUNI NE SONO STATI IMPIEGATI 4 MILA. LE GRANDI USTIONI NON SONO UNA PATOLOGIA DI BREVE DURATA: POSSONO RICHIEDERE SETTIMANE O MESI DI TERAPIA INTENSIVA E RICOSTRUZIONE CHIRURGICA" - TRE RAGAZZI RESTANO IN CONDIZIONI CRITICHE ANCHE A CAUSA DI ALTRE COMPLICAZIONI DOVUTE ALL'INALAZIONE DI FUMI… - VIDEO

https://www.repubblica.it/salute/2026/01/08/video/crans-montana_ospedale_niguarda_usati_13mila_centimetri_quadrati_di_pelle_per_quattro_pazienti-425081949/

 

 

Francesca Del Vecchio per “la Stampa” - Estratti

 

Restano gravi ma stabili le condizioni dei 13 pazienti italiani feriti nell'incendio di Crans-Montana la notte di Capodanno e attualmente ricoverati tra il Niguarda di Milano e l'ospedale di Zurigo, in Svizzera.

ospedale niguarda trapianti di pelle

 

Qui ci sono Leonardo, il 16enne milanese, ed Elsa, la studentessa di Biella di 15 anni. Per entrambi, le condizioni sono state fin dall'inizio particolarmente delicate tanto da impedirne il trasferimento in Italia con il ponte aereo. Leonardo sarebbe stato stabilizzato e, a quanto si apprende, se i parametri dovessero restare stabili, potrebbe essere trasferito al Niguarda nelle prossime 48-72 ore.

 

La 15enne biellese, invece, come raccontato dal padre Lorenzo, ha subito un'operazione chirurgica di circa 12 ore e per domani è previsto un secondo intervento. Ha ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 60% del corpo ed è ancora nel reparto di rianimazione. «Ci dicono che ci vorranno settimane prima di poter valutare l'evoluzione della situazione - racconta ancora il padre -. In questo lasso di tempo non si sa cosa potrà avvenire». 

ospedale niguarda trapianti di pelle

 

Al Niguarda, invece, restano gli 11 pazienti, quasi tutti minorenni, sedati e in prognosi riservata. Per alcuni di loro le condizioni restano critiche a causa delle ustioni estese e dei danni polmonari provocati dall'inalazione di fumi tossici, che richiedono un supporto meccanico alla respirazione.

 

 

(...)

Quanto agli altri, i tempi saranno lunghi. Troppo presto anche solo per pensare alle dimissioni. «Le grandi ustioni - spiegano i sanitari - non sono una patologia di breve durata: possono richiedere settimane o mesi di terapia intensiva e ricostruzione chirurgica, e possono dare luogo a complicanze metaboliche e respiratorie anche a distanza di tempo». 

 

In questo quadro così complesso è stato avviato un programma di innesti di pelle su diversi feriti, almeno per quattro di loro ritenuti in condizioni cliniche tali da poter affrontare il trapianto. «Si fa sempre un bilanciamento tra l'esigenza clinica, in questo caso respiratoria, e quella chirurgica - spiega il responsabile della Banca della Cute del Niguarda, il dottor Giovanni Sesana -. Si può intervenire su un paziente stabile, anche se è in terapia intensiva, purché si possa garantire un equilibrio clinico e che l'uscita dalla sala rianimazione per la durata dell'intervento non rappresenti un rischio». 

 

ospedale niguarda trapianti di pelle

Quanto ai pazienti che già hanno subito dei trapianti di cute - proveniente da donatori umani deceduti e conservata a -80° in appositi frigoriferi - «I chirurghi plastici hanno dato priorità a quelli con lesioni che potevano già essere trattate, cioè laddove la pelle era stata pulita dalle bruciature. In rischio, altrimenti, è che la cute impiantata non attecchisca». 

S

econdo i dati dell'ospedale Niguarda, in una sola settimana - da quando sono stati ricoverati i primi feriti di Crans - sono stati utilizzati circa 13 mila centimetri quadrati di pelle. «Per alcuni ne sono stati impiegati oltre 2 mila», aggiunge Sesana. Per altri addirittura 4.000.

ospedale niguarda a milano 2

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…