marco jacobini

IL CRAC DELLA BANCA POPOLARE DI BARI SPIEGATO IN 10 PUNTI - DALL'ACQUISTO DI TERCAS PER POCO PIÙ DI 300 MILIONI AL PRIMO FALSO IN BILANCIO, DALL’ASTA PER GLI AMICI ALLA CAUSA-BOOMERANG DEL MIULLI CONTRO L’INPS FINO FONDO MALTESE E QUELLO LUSSEMBURGHESE, COSÌ È CROLLATO IL CASTELLO DI CARTE DELL’ISTITUTO…

Carlo Bonini e Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

marco jacobini 3

Questa è la storia di un crac in dieci mosse. Quanti i suoi protagonisti. Dieci. Che, come i Piccoli Indiani di Agatha Christie, non sopravvivono all' architettura che credevano incrollabile perché "too big to fail", troppo grande per fallire. Dieci. Quanti, a diverso titolo, ne hanno iscritti al registro degli indagati per falso in bilancio, false comunicazioni, falso in prospetto, ostacolo alla vigilanza, estorsione, i magistrati che, tre anni fa, hanno avuto il coraggio di sfidare la vischiosità del Sistema di cui la Popolare di Bari è stata ed è il perno, il Procuratore aggiunto di Bari Roberto Rossi e i sostituti Federico Perrone Capano e Lidia Giorgio.

 

Sono Marco Jacobini, 73 anni, il padre padrone della banca, presidente del suo consiglio di amministrazione e amministratore di fatto. I suoi figli Gianluca, 42 anni, vicedirettore generale dal 2011 al 2015, quindi condirettore e direttore generale di fatto, e Luigi, 46 anni, dal 2011 vicedirettore generale. Vincenzo De Bustis Figarola, 69 anni, già direttore generale ed amministratore delegato, banchiere preceduto dalla fama di essere un highlander uscito sempre illeso da storie complicate, in Banca 121, Mps e Deutsche Bank.

 

banca popolare di bari 5

Che, ancora il 18 luglio scorso, dopo la pubblicazione di un' inchiesta in due puntate di Repubblica sul suo gigante dai piedi di argilla, ci querelava lamentando la «palese falsità di notizie gravemente lesive della sua immagine». Elia Circelli, 56 anni, responsabile della funzione bilancio e direttore delle operazioni della banca dal 2011. Vincenzo Marella, 53 anni, responsabile dell' internal audit. Roberto Pirola, 70 anni, ex presidente del collegio sindacale. Giorgio Papa, 63 anni, amministratore delegato dal 2015. Grazia Conti, 44 anni, responsabile della funzione compliance dal 2014 al 2016. Alberto Longo, 61 anni, presidente del collegio sindacale dal 2018.

 

La verità sulla Popolare di Bari non si doveva conoscere. E, a Repubblica , con la querela era arrivata anche una diffida a desistere dal suo giornalismo. A «non reiterare le condotte diffamatorie» pena un risarcimento «per una somma non inferiore a 100 milioni di euro». Più o meno un decimo del buco che, ora, saranno chiamati a tamponare i contribuenti italiani per conto dei dieci indagati. E delle loro dieci mosse. Eccole, così come è possibile ricostruire da un' analisi dei bilanci, dagli atti di Consob e di Banca d' Italia e dai primi esiti del lavoro della Guardia di Finanza.

 

marco jacobini 4

1. 2014. Tercas, la madre del Grande Rosso

Tra il 2014 e il 2015, con la benedizione della Banca d' Italia, la Popolare acquista la banca abruzzese Tercas per poco più di 300 milioni. Per farlo, contestualmente all' acquisizione, procede a un aumento di capitale attraverso la collocazione sul mercato di azioni e di obbligazioni subordinate dal rendimento spettacolare (6,5% annuo). La clientela di riferimento sono imprenditori e, soprattutto, piccoli risparmiatori, nonostante l' alto margine di rischio dei titoli. Le azioni, in quel momento, hanno un valore medio di mercato di 9,53 euro. Tercas, in realtà, non è un affare né per la Popolare, né per i suoi azionisti, né per i risparmiatori. Che ne pagheranno il costo.

 

2. 2014. Il primo falso in bilancio

Quanto Tercas non sia un affare è evidente assai presto. E, corre il 2015, la Banca si trova di fronte perdite per circa 250 milioni di euro che decide di occultare. Tra febbraio e aprile di quell' anno, il Cda prima, l' assemblea dei soci poi, cucinano dunque il bilancio dell' anno precedente omettendo di svalutare gli avviamenti di alcune fusioni. Ci sono, tra le altre, la Nuova banca Mediterranea, la Popolare di Calabria e, appunto, Tercas. L' operazione di maquillage consente di occultare, facendole sparire, 270 milioni di perdite.

 

banca popolare di bari 4

3. 2016. L'asta per gli amici

La chiusura del bilancio 2015, non ha risolto i problemi. Anzi. Popolare sa che tra il valore reale delle azioni collocate l' anno prima e quello dichiarato, balla circa il 30 per cento. Il titolo, dunque, deve essere svalutato. Ma prima c'è da risolvere una questione. Molte di quelle azioni sono state vendute infatti a imprenditori esposti con la banca per cifre importanti.

 

È il gioco delle "operazioni baciate" che ha già messo in ginocchio le banche venete: ti concedo un prestito a patto che ne userai una parte per acquistare le mie azioni. Accade così che, il 18 marzo, nell'ultima asta utile prima dell' assemblea dei soci del 24 aprile che svaluterà il titolo, alcuni azionisti, diciamo i più "fortunati", riescono a liberarsi delle azioni scavalcando l' ordine cronologico dei venditori. Da questo momento in poi, le azioni puntano dritte verso l' abisso. Nessuno riuscirà a venderle. Il loro valore si scioglierà come neve al sole, arrivando a poco più di 2 euro prima che le negoziazioni vengano sospese.

marco jacobini 5

 

4. 2016. Il gioco delle imposte

Nel bilancio del 2015, Popolare lavora su un' altra voce. Perché il gioco è sempre lo stesso. Occultare le perdite o omettendone il valore o, al contrario, appostando attivi che non esistono. O, comunque, di cui non vi è certezza. In questo caso, vengono contabilizzate - a titolo di credito verso l' erario - imposte anticipate sulla perdita fiscale. Ne vengono fuori poco meno di 100 milioni.

 

5. 2016. Il Fondo Atlante

Anche il Fondo Atlante torna buono per aggiustare i numeri. Nel 2016, nel pieno della tempesta che sta spazzando via le banche venete, Atlante è il salvagente concepito dal governo per sottrarsi al naufragio. La Popolare partecipa al fondo per poco più di 24 milioni che, alla fine di quell' anno, si sono svalutati di un terzo (circa otto milioni e mezzo). Dunque, quella minusvalenza dovrebbe pesare nel bilancio per il 33 per cento. Al contrario, la svalutazione viene iscritta per il 25 per cento.

 

6. 2017. Miulli, la causa vinta che non lo era

banca popolare di bari 6

La devotissima famiglia Jacobini merita ossequio, anche dei Santi, oltre che a loro dispetto. L' 8 maggio, come ogni anno, durante i festeggiamenti di san Nicola, patrono di Bari, la statua del santo si ferma infatti di fronte alla sede centrale della Banca.

 

E se accade che un ente ecclesiastico, come il Miulli abbia bisogno di scontare un credito vantato nei confronti dell'Inps a valle della pronuncia di primo grado in un contenzioso amministrativo, va da sé che la Popolare sia a disposizione. La Banca sconta infatti all'ente circa 32 milioni di euro, più interessi, dando per pacifico ciò che pacifico non è. Che l'Inps continuerà a soccombere anche nei successivi gradi di giudizio. Cosa che non accadrà. Il 16 febbraio del 2017, la banca, subentrata all' Ente, viene condannata a pagare all'Inps 41,7 milioni di euro. Dovrebbe far fronte il Miulli. Ma, nel frattempo, è andato in concordato. Alla Popolare tornano solo 15 milioni. Il resto è sofferenza.

 

banca popolare di bari 7

7. 2017. Investitori di carta

La situazione della Popolare, nel 2017, si è fatta già pesantissima. La banca ha sul collo la Banca d' Italia e la Consob, che chiedono spiegazioni sui bilanci, sul prezzo delle azioni, sulle loro modalità di collocamento. Sono stati infatti spacciati come navigati investitori, agricoltori ottantenni, docenti di scuole medie in pensione, casalinghe vedove, manovali con la licenza media, che avevano affidato alla banca i risparmi di una vita. In cambio, magari, di un mutuo concesso per l' acquisto di una prima casa ai figli.

La Banca corre ai ripari. Agli ignari "investitori" vengono fatti firmare a posteriori moduli di accettazione del rischio. A Consob e Banca d' Italia viene raccontato che tutto è nella norma.

VINCENZO DE BUSTIS

 

8. 2017. Governance di famiglia

La Popolare, sulla carta, ha, come vuole la legge, una governance che dovrebbe assicurare trasparenza e controlli interni incrociati. Ma, alla Popolare, la governance è una maschera che cela quello che sanno anche i sassi. Dentro e fuori la banca. Decide un uomo solo. Il vecchio Marco, il patriarca, che ha ereditato la banca da suo padre, e che la banca darà ai suoi due figli. Quanto allo stimato avvocato Gianvito Giannelli, non indagato e presidente al momento del commissariamento di venerdì, è suo nipote.

 

banca popolare di bari 3

9. 2018. De Bustis o del "divide et impera"

Marco Jacobini è uomo astuto. Quando le cose volgono al peggio, richiama in banca, come amministratore delegato, il suo vecchio direttore generale: Vincenzo De Bustis Figarola. Il banchiere capisce che la banca balla sull' orlo dell' abisso e divide la famiglia. Con un obiettivo: prendersi la Popolare. Tira a sé Luigi. Convince il patriarca a fare un passo di lato e, per provare a accreditare una discontinuità nella gestione della banca, avvia un' azione di responsabilità contro Gianluca Jacobini e altri funzionari, contestandogli la concessione di crediti facili.

 

VINCENZO DE BUSTIS

Come accaduto per la holding Fusillo, pugliesi di Noci (Bari). Sono a un passo dal fallimento (erano in concordato), con un buco da 200 milioni e un' esposizione con la banca per 100. La Popolare annuncia l' intenzione di «erogare nuova finanza per 40 milioni di euro».

 

10. 2019. Il fondo Maltese

Tra il dicembre del 2018 e il marzo 2019, l'amministratore delegato De Bustis propone al consiglio di amministrazione un' iniziativa di patrimonializzazione attraverso uno strumento che ricorda un bond per un ammontare di 30 milioni. Subito dopo, la Popolare riceve una richiesta irrevocabile di adesione da parte di una società maltese, la Muse ventures ltd. per l' intero importo: 30 milioni.

banca popolare di bari 2

 

Contemporaneamente, De Bustis, siamo al gennaio di quest' anno, acquista quote di un fondo lussemburghese, il Naxos plus, per 51 milioni. È un' operazione accreditata come necessaria ad aumentare il valore delle partecipazioni della Popolare e che sarebbe stata in parte coperta dall' impegno con il fondo maltese. In realtà, le cose vanno in altro modo. Il Muse è una scatola vuota, con un capitale sociale di 1.200 euro ed è riconducibile a tale Gianluigi Torzi, finanziere con una lunga coda di inchieste giudiziarie in cui è stato coinvolto. I 30 milioni, va da sé, da Malta non arriveranno mai, ma, dal Lussemburgo, chiedono in compenso i 51 a Bari. È l' ultima piroetta sul ciglio dell' abisso.

banca popolare di bari 1

Ultimi Dagoreport

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?