LA DETERRENZA SI FA MOSTRANDO I MUSCOLI – PRIMA DELLA VISITA DEL CAPO DELLA CIA A MOSCA, LA NATO HA MESSO IN PIEDI UNA MAXI ESERCITAZIONE NEL BALTICO, SIMULANDO UN ASSEDIO A KALININGRAD, L’EXCLAVE RUSSA TRA POLONIA E LITUANIA – L’OBIETTIVO, RIUSCITO, ERA ISOLARE LA PENISOLA: PER LA PRIMA VOLTA IL PENTAGONO HA SCHIERATO IL SISTEMA PIÙ MODERNO DI TUTTI: L'EA-37B "COMPASS CALL", UN JET CHE NON SOLO DISTURBA LE FREQUENZE MA MANDA IN TILT LE STRUMENTAZIONI CON UN BOMBARDAMENTO DI IMPULSI. PUTIN, A PAROLE, NON SI È FERMATO. MA È AVVISATO…
Estratto dell’articolo di Gianluca Di Feo per “la Repubblica”
La deterrenza è una disciplina complessa, in cui si alternano diplomazia e forza facendo la massima attenzione a non superare i limiti: serve a impedire che le crisi si trasformino in conflitti.
Nel novembre 2021, quando migliaia di tank russi si sono allineati sulla frontiera ucraina, il direttore della Cia William Burns è volato a Mosca: le sue parole non hanno fermato l'invasione.
La lezione non è stata dimenticata. Per questo il viaggio del suo successore John Ratcliffe non è stato una mossa isolata, ma si è inserito in quella che i vecchi manuali della Nato chiamano una "dimostrazione di determinazione".
Praticamente senza preavviso, martedì 18 agosto l'Alleanza ha iniziato un wargame nel Baltico, il crocevia delle tensioni con la Russia.
Lì l'intelligence occidentale ha colto la volontà di Mosca di mettere alla prova la coesione del Patto atlantico, con una provocazione armata oltre i confini, nella convinzione che Donald Trump non interverrebbe. E lì americani ed europei sono entrati in azione insieme.
Hanno reso visibile la loro iniziativa, lasciando accesi i segnalatori dei velivoli cisterna – uno era italiano – e dei radar volanti. Sono rimasti invisibili quelli dei caccia, che si dice fossero decine, accompagnati dalle manovre di navi e mezzi corazzati. Tutto è stato condotto senza violare le frontiere aeree, terrestri e marittime.
L'obiettivo è stato l'isolamento di Kaliningrad, la penisola russa incastonata nella Polonia: la fortezza missilistica puntata sul Vecchio Continente. È stata una simulazione di assedio fisico, con i soldati polacchi che hanno sbarrato le strade con i cavalli di frisia. Ed è stata soprattutto un'esibizione di superiorità tecnologica: la Nato ha messo all'opera gli strumenti che accecano radar, comunicazioni militari, sensori delle armi hitech.
Per la prima volta il Pentagono ha schierato il sistema più moderno di tutti: l'EA-37B "Compass Call", un jet che non solo disturba le frequenze ma manda in tilt le strumentazioni con un bombardamento di impulsi.
L'esercitazione è proseguita fino alla notte di venerdì 21. Il Cremlino però non si è mostrato intimidito.
Sabato 22 in tarda mattinata Vladimir Putin ha usato parole inquietanti. Ha dichiarato che «gli attacchi ucraini sulla Russia hanno scoperchiato il vaso di Pandora»: lo scrigno di tutti i mali. Lo zar è sempre misurato nella scelta dei termini e quel discorso è parso confermare i peggiori presagi.
Lunedì 24 il direttore delle Cia ha attraversato l'Atlantico e il giorno dopo è atterrato a Mosca. Ha incontrato Sergey Naryshkin, il capo del servizio segreto estero Svr: un uomo al fianco di Putin dal 1992, prima a Leningrado e poi a Mosca. È stato al vertice dell'amministrazione presidenziale, del parlamento e dal 2016 comanda gli 007 internazionali.
Nel febbraio 2022, alla vigilia dell'invasione, lo Zar gli ha chiesto in diretta tv se fosse arrivato il momento di riconoscere il Donbass e annullare gli accordi con l'Ucraina. Naryshkin ha esitato a lungo nel rispondergli, tremando, e Putin lo ha umiliato. Mentre gli agenti dell'Fsb avevano garantito che Kiev si sarebbe arresa senza combattere, lui sapeva che avrebbe resistito. I fatti gli hanno dato ragione e questo ha consolidato la fiducia del presidente nei suoi confronti.
vladimir putin a kaliningrad 2
Naryshkin ieri si è limitato a precisare di avere discusso con Ratcliffe «una serie di questioni che ricadono nelle competenze degli apparati di intelligence». Il contenuto del colloquio resta top secret. Secondo il Wall Street Journal, c'è stato un avvertimento: gli Stati Uniti proteggeranno gli alleati da ogni aggressione. Secondo altre fonti avrebbero pure offerto un percorso per abbassare la tensione: la mediazione americana per fermare i raid ucraini contro le raffinerie, in cambio della fine degli attacchi contro porti, navi e centrali elettriche. Lo aveva già proposto Zelensky, ma il Cremlino gli ha replicato aumentando gli assalti.
soldati polacchi - esercitazione nato intorno a kaliningrad
Mancano 24 giorni esatti alle elezioni per il parlamento russo. Il partito di Putin non ha rivali ma il presidente è consapevole che il suo consenso sta precipitando. Non intende però apparire debole e sembra intenzionato ad alzare il livello dello scontro: lo ha sempre fatto in tutte le crisi e segue solo il suo istinto.
«Ormai siamo entrati nel campo dell'irrazionale», sottolinea un osservatore con una posizione apicale.
[…] A sorpresa, Lukashenko ha raggiunto il Cremlino per una visita non programmata: da tempo l'intelligence di Kiev pronostica un'offensiva dalla Bielorussia. La preoccupazione nei comandi Nato è altissima, anche se la linea ufficiale è quella di evitare ogni allarmismo. Washington non ha condiviso gli elementi concreti raccolti dalla sua rete di spionaggio ma solo lo stato di allerta. I timori – a quel che si capisce – non riguardano l'ipotesi dell'impiego di testate nucleari tattiche: lo snodo resta il Baltico. E si continua a credere nella deterrenza: unire determinazione e diplomazia, cercando ogni canale per dissuadere Putin dal compiere passi sciagurati.
jet EA-37B Compass Call
esercitazione nato 5
esercitazione nato 4
esercitazione nato 1
volodymyr zelensky




