criptovalute hacker

DIETRO OGNI ATTACCO HACKER C’È UN ALLOCCO – IL “FURTO DEL SECOLO” ALLA PIATTAFORMA CRIPTO “BINANCE” È FRUTTO DI UN INFORMATICO UN PO’ COJONE CHE HA APERTO UN ALLEGATO SOSPETTO E SI È FATTO INFETTARE UN COMPUTER -  GLI HACKER DI “TRADERTAITOR”, LEGATO ALL’INTELLIGENCE NORDCOREANA, HA RUBATO 6,3 MILIARDI DI DOLLARI, MA IL VALORE DEL BITCOIN, PUR SCENDENDO, HA RETTO. LA PIATTAFORMA È RIUSCITA INFATTI A CONGELARE METÀ DEL MALTOLTO – IL PASSATO DISCUSSO E DISCUTIBILE DI “BINANCE” E DEI SUOI FONDATORI, ZHAO CHANGPENG E HE YI. IL PRIMO È STATO CONDANNATO E POI GRAZIATO DA DONALD TRUMP. IL SECONDO INVECE...

1 - COLPO GOBBO IN BITCOIN OMBRE NORDCOREANE SUL FURTO DEL SECOLO

Estratto dell’articolo di Michelangelo Cocco per “Domani”

 

BINANCE

È il furto del secolo, o il più grande della storia? A colpire, oltre all’enormità della somma, è l’apparente semplicità con cui ieri sono stati sottratti 6,3 miliardi di dollari dai portafogli digitali gestiti da Binance, la maggiore piattaforma di scambio di criptovalute del mondo.

 

Le prime indagini interne hanno accertato che è stato violato il laptop di uno degli ingegneri – non la chiave privata di un investitore – attraverso il quale gli hacker sarebbero entrati nei sistemi della società fondata dieci anni fa in Cina da Zhao Changpeng e He Yi.

 

CHANGPENG ZHAO

Il primo è stato condannato nel 2024 per non aver predisposto un adeguato sistema antiriciclaggio all’interno di Binance, ma graziato l’anno scorso da Donald Trump, che ha promesso di fare degli Stati Uniti la «capitale mondiale delle crypto» (intanto i figli Donald Jr., Eric e Barron hanno fondato World Liberty Financial, l’azienda di criptovalute della famiglia Trump che ha lanciato la stablecoin USD1). He invece, mentre Binance sarebbe riuscita a congelare 3 miliardi dei fondi sottratti, ha garantito che saranno coperte «tutte le perdite causate dall’hackeraggio».

 

Per attribuire con certezza responsabilità ci vorrà tempo, ma, mentre la stessa Binance non si è pronunciata in merito, gli esperti Usa legati agli apparati di sicurezza nazionale e d’intelligence hanno puntato l’indice contro TraderTraitor, un gruppo d’élite legato all’intelligence militare nordcoreana, a cui il Federal Bureau of Investigation ha già imputato imprese simili.

 

hacker corea del nord

Binance, che vanta 335 milioni di utenti registrati a livello globale e asset gestiti per 163 miliardi di dollari, ha dichiarato in una nota: «A titolo precauzionale, tutti i depositi e i prelievi sono temporaneamente sospesi mentre i nostri team di sicurezza effettuano verifiche, mettono in sicurezza l’infrastruttura dei portafogli digitali e tracciano le criptoattività coinvolte, con il pieno sostegno delle forze dell’ordine e dei partner del settore».

 

Sta di fatto che i mercati hanno reagito immediatamente, già nelle prime contrattazioni: il bitcoin, di gran lunga la criptovaluta più diffusa, ha perso oltre il 3 per cento, scendendo al livello più basso delle ultime sei settimane, 77.600 dollari.

 

CRISTIANO RONALDO NELLA PUBBLICITA DI BINANCE

[...] Sul banco degli imputati è finito TraderTraitor, sigla con cui il Fbi ha identificato un gruppo di hacker legato alla Corea del Nord, specializzato nel furto di criptovalute. Secondo le autorità statunitensi, TraderTraitor è sponsorizzato dal governo di Kim Jong-un ed è riconducibile all’ecosistema di Lazarus Group, la rete di pirateria informatica di Pyongyang già coinvolta in operazioni di sottrazione di fondi.

 

L’Fbi ne ha ricostruito il modus operandi. I suoi hacker si fingono reclutatori, investitori o interlocutori commerciali per conquistare la fiducia dei dipendenti delle società prese di mira. Attraverso LinkedIn, email e altre piattaforme di messaggistica li inducono a scaricare programmi o ad aprire documenti e collegamenti, ottenendo così accesso ai sistemi aziendali e alle credenziali necessarie per trasferire le criptovalute. Le quali, una volta rubate, possono essere spostate rapidamente attraverso portafogli digitali e servizi di riciclaggio.

 

kim jong un

Nel dicembre 2024 Fbi, dipartimento della Difesa Usa e polizia giapponese hanno attribuito a TraderTraitor il furto di 308 milioni di dollari dall’exchange giapponese DMM Bitcoin, realizzato attraverso la compromissione delle credenziali di un dipendente di una società fornitrice di software per la gestione dei portafogli digitali. Nel febbraio 2025 l’Fbi ha ritenuto responsabile lo stesso gruppo del furto di circa 1,5 miliardi di dollari da Bybit, piattaforma con sede a Dubai. Washington, Tokyo e Seul sostengono che i proventi di queste operazioni contribuiscano a finanziare i suoi programmi di sviluppo militare di Pyongyang.

 

CRIPTOVALUTE HACKER

L’hackeraggio monstre è destinato a esercitare una ulteriore pressione sulle criptovalute, in una fase in cui già l’aumento dei tassi d’interesse negli Usa ha reso più conveniente investire nelle obbligazioni e gli Etf stanno riducendo l’esposizione in crypto. [...]

 

2 - ATTACCO HACKER A BINANCE RUBATI 6,3 MILIARDI “È IL FURTO DEL SECOLO”

Estratto dell'articolo di Filippo Santelli per “la Repubblica”

 

[...] Va notato che rispetto a un illustre e lontano precedente, il furto subito da Mt. Gox nel 2014 da hacker russi, stavolta il mondo cripto non è venuto giù. Il bitcoin ha perso appena un 4%, e poi addirittura recuperato.

 

hacker corea del nord

La relativa calma è legata in parte al fatto che Binance sia riuscita a congelare subito tre dei miliardi sottratti, quelli in stablecoin - le cripto dal valore stabile -, grazie al decisivo soccorso dalle società che le emettono come Tether e Circle. E in parte al fondo da un miliardo che aveva creato per fare fronte a shock del genere. Il resto promette di coprirlo, in tempi brevi, con gli ingenti profitti, a tutela di quelli tra i 320 milioni di utenti finiti derubati.

 

Il resto della refurtiva però, comunque record, sarà difficile da recuperare, visto che gli hacker di Kim già stanno facendo rimbalzare bitcoin & Co. tra scambi digitali per renderli irrintracciabili. Mentre Binance e tutto il mondo cripto dovranno spiegare perché una piattaforma che gestisce 167 miliardi di dollari non abbia procedure in grado di evitare violazioni del genere, l'ennesima dimostrazione di immaturità. E chi dice che la prossima volta non scatti un contagio? [...]

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?