BOMBAROLO D’AMORE - DOPO AVER AMMESSO DI ESSERE IL MANDANTE DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI, LAVITOLA HA DETTO AI PM DELLA PROCURA DI ROMA DI AVER APPRESO DI PERICOLOSI TENTATIVI DI AGGREDIRE RANUCCI E DI AVER AGITO PER GARANTIRE L’INCOLUMITÀ DELL’AMICO GIORNALISTA – NON SOLO: SI E’ DETTO PERSINO SODDISFATTO DELL’OBIETTIVO RAGGIUNTO PERCHÉ LA SCORTA È PASSATA DA DUE A OTTO AGENTI…
Estratto dell’articolo di G.D.S. e Il. Sa. per il “Corriere della Sera”
valter lavitola e sigfrido ranucci al cefalu bistrot - foto di aldo torchiaro
[…] La giornata dell’indagato Lavitola inizia verso le nove, quando il suo legale si presenta in carcere, a Rebibbia, per discutere della linea da tenere nell’interrogatorio. Un colloquio lungo più o meno due ore. La strada scelta da Lavitola è la confessione. Davanti al gip, infatti, a mezzogiorno Lavitola non gira intorno ai preamboli. Gli viene letto il capo d’incolpazione e ammette subito di essere l’organizzatore dell’attentato. Il pm Edoardo De Santis e il gip chiedono il perché. Lavitola racconta di aver appreso di pericolosi tentativi di aggredire Ranucci e di conseguenza di aver agito per garantire l’incolumità dell’amico giornalista. Si dice persino soddisfatto dell’obiettivo raggiunto perché la scorta è passata da due a otto agenti. […]
