volodymyr zelensky e tamim bin hamad al-thani a doha

DI NECESSITÀ, VIRTÙ – DURANTE IL SUO TOUR IN MEDIORIENTE, ZELENSKY HA NEGOZIATO ACCORDI DI DIFESA AEREA CON ARABIA SAUDITA, EMIRATI ARABI UNITI E QATAR: SFRUTTANDO L’ESPERIENZA MATURATA NELLA GUERRA CONTRO LA RUSSIA, L’UCRAINA HA IMPARATO A UTILIZZARE DRONI COMMERCIALI E SOLUZIONI A BASSO COSTO PER DIFENDERSI DAGLI ATTACCHI, SUSCITANDO L’INTERESSE DEI PAESI DEL GOLFO, SOTTO ATTACCO DAI VELIVOLI KAMIKAZE IRANIANI – GLI ACCORDI STRETTI DAL PRESIDENTE UCRAINO SEGNALANO ANCHE L’INDEBOLIMENTO DELL’INFLUENZA DELLA RUSSIA (GRANDE ALLEATA DELL'IRAN) NELLA REGIONE…

1 - ZELENSKY E LA MISSIONE NEL GOLFO: UN SUCCESSO (E UN ATTO DI SOPRAVVIVENZA STRATEGICA)

Estratto dell’articolo di Marta Serafini per il “Corriere della Sera”

 

VOLODYMYR ZELENSKY E Tamim bin Hamad Al-Thani A DOHA

«Un successo». Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito il suo tour a sorpresa in Medio Oriente, durante il quale ha negoziato accordi di difesa aerea con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar.

 

[...] Kiev tenta la mossa. E prova a trasformarsi da beneficiaria di aiuti militari occidentali a fornitrice di tecnologie anti drone. […]

 

Gli accordi [...] hanno un peso geopolitico rilevante.

 

MOHAMMED BIN SALMAN - VOLODYMYR ZELENSKY

 

Dal 2022 in avanti Dubai è spesso definita «Dubaigrad» per via dei forti legami con la Russia, dai massicci investimenti immobiliari da parte di oligarchi e imprenditori russi al crescente numero di cittadini russi che hanno ottenuto residenza o cittadinanza.

 

Che proprio Abu Dhabi sia pronta a siglare una cooperazione strutturata con Kiev rappresenta un indebolimento indiretto dell’influenza di Mosca nella regione. E non solo.

 

[…] 

 

 

2 - ZELENSKY PARLA LA LINGUA DEGLI AFFARI NEL GOLFO

Estratto dell’articolo di Micol Flammini per “il Foglio”

 

VOLODYMYR ZELENSKY E Tamim bin Hamad Al-Thani A DOHA

Il 24 marzo scorso i satelliti russi hanno filmato la base anglo-americana Diego Garcia sull’isola di Chagos, nell’Oceano Indiano. Nei giorni precedenti, satelliti russi avevano ripreso le immagini dell’aeroporto internazionale del Kuwait e del giacimento petrolifero di Burgan.

 

Il 20 e il 23 marzo, gli occhi di Mosca si erano posati sulla base americana di Prince Sultan in Arabia Saudita, poi altre immagini sono state scattate del giacimento saudita di Shaybah, della base Nato di Incirlik in Turchia, della base americana di Al Udeid in Qatar e della città di Haifa in Israele. Tutto ciò che Mosca ha filmato e osservato è stato colpito dalla Repubblica islamica dell’Iran.

 

A leggere la lista di cosa è finito sotto la sorveglianza della Russia è il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante un incontro online con i giornalisti, al quale il Foglio ha partecipato. La lista è una parte dei rapporti di intelligence che Zelensky riceve. “Non ci sono strutture ucraine”, osserva il presidente per commentare la decisione degli Stati Uniti di revocare parte delle sanzioni alla Russia.

VLADIMIR PUTIN - DRONI - IRAN RUSSIA

 

E domanda in modo retorico: “Ma chi aiuta chi quando vengono revocate le sanzioni a un aggressore che ricava profitti quotidiani e fornisce informazioni per attacchi contro basi americane, mediorientali, britanniche e anglo-americane?”. Mentre parla Zelensky si trova in medio oriente, in Qatar, per portare avanti accordi con alcuni paesi del Golfo.

 

[…] L’intelligence ucraina si rende conto di cosa guarda la Russia, trasmette le informazioni e si procede con il mettere a riparo l’oggetto delle riprese. Lo stesso accade in medio oriente, dove però Mosca spia per conto degli iraniani: guarda, identifica e regala le informazioni a Teheran.

 

Zelensky parla con certezza dell’aiuto che i russi stanno fornendo alla Repubblica islamica, ne ha appena elencato le prove, e risponde cercando di mantenersi vago e calmo quando allude alle posizioni degli americani, che non vogliono vedere gli schieramenti. Mosca sta con il regime iraniano, lo aiuta, per la Casa Bianca, però, l’assistenza russa nella guerra rimane un argomento da non toccare, anzi da mistificare.

vladimir putin arriva in iran

 

L’Ucraina è fra i pochi paesi ad avere scelto e dichiarato il proprio schieramento, senza essere direttamente coinvolta nel conflitto in medio oriente.

 

Lo ha fatto sia perché la Repubblica islamica dell’Iran è stata fra i primi ad aiutare la Russia, mandando i suoi droni Shahed e insegnando come costruirli – ormai nella regione russa del Tatarstan, c’è uno stabilimento che produce e migliora i droni, rendendoli fra le  armi più letali usate contro gli ucraini – sia perché si rende conto che sta avvenendo una rivoluzione dal punto di vista delle alleanze e, rimanerne fuori, soprattutto per un paese in guerra, non è conveniente.

VOLODYMYR ZELENSKY E Tamim bin Hamad Al-Thani A DOHA

 

Volodymyr Zelensky è stato il primo leader occidentale ad andare nei paesi del Golfo da quando è iniziato il conflitto. Ha viaggiato in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti e in Giordania, stringendo accordi per armi, produzione e scambi di esperienze. “I nostri accordi vanno in due direzioni. La prima riguarda le armi, la seconda è una cooperazione energetica a lungo termine. Le nostre riserve sono garantite da contratti, ma quando ci sono delle difficoltà si crea un deficit, quindi sono necessari accordi a lungo termine con paesi produttori di energia”.

 

[…]  “Noi ucraini abbiamo cambiato la situazione geopolitica e oggi tutti capiscono che la Russia sta aiutando l’Iran. Tutti capiscono anche che le nostre competenze sono necessarie”. Chi una guerra la combatte sa sempre di più di chi la guerra la teorizza. […]

 

vladimir putin ali khamenei

za. L’Ucraina ha l’esperienza, ma anche la Russia ce l’ha. “I paesi del Golfo hanno i loro sistemi, sono diversi rispetto ai nostri. In Ucraina abbiamo unito tutte le linee di difesa in un unico sistema. Potremmo non avere abbastanza  missili intercettori Patriot, ma abbiamo una struttura in grado di integrare qualsiasi linea o strato difensivo. E questa è la risorsa più preziosa che l’Ucraina possiede oggi: l’esperienza dei nostri militari”. 

 

[…] Le azioni sono rapide, i paesi che in medio oriente hanno chiesto l’intervento ucraino hanno apprezzato la velocità con cui stanno trovando soluzioni assieme a Kyiv. Gli esperti ucraini sono già in medio oriente, qualcuno in Ucraina prova a fare polemica sull’opportunità di offrire assistenza altrove, ma Zelensky scansa le critiche: “Non ci interessa vendere, vogliamo relazioni sistemiche”.

 

 E poco dopo ripete: “Se vogliamo che l’Ucraina venga considerata un paese di alto livello, non bastano solo i droni; servono i nostri specialisti e le nostre forze armate. La combinazione di personale militare esperto con i settori pubblico e privato in un unico sistema è esattamente ciò che dovremmo offrire come modello di esportazione a lungo termine”.

 

volodymyr zelensky donald trump conferenza stampa a mar a lago foto lapresse

Nelle sue parole si avvertono due vuoti: gli europei e gli americani. I primi ancora non riescono a garantire il prestito di 90 miliardi di euro all’Ucraina per il blocco imposto dal premier ungherese Viktor Orbán. Sembra che Kyiv in medio oriente cerchi alternative.

 

La collaborazione con l’Europa non è in discussione, quel denaro continua a essere necessario agli ucraini, l’alleanza è chiara, ma Zelensky contemporaneamente guarda altrove, diversifica: “Vogliamo aumentare le nostre capacità, vediamo che la Russia lo sta facendo e noi non possiamo concederle nessun vantaggio”. Degli americani, per il momento, sembra che il presidente ucraino non abbia molta voglia di parlare.

 

 

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