È UN AZZARDO AGGIRARE IL FISCO – GUAI PER ENRICO CAMOSCI, UNO DEI PIÙ VINCENTI GIOCATORI AL MONDO DI POKER LIVE – IL 32ENNE È STATO DENUNCIATO ALLA PROCURA DI BOLOGNA PER IL REATO DI OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI: A PARTIRE DAL 2023, HA SPOSTATO LA RESIDENZA A MALTA, MA LE INDAGINI DELLA FINANZA HANNO ACCERTARE COME IL TRASFERIMENTO FOSSE FITTIZIO E FINALIZZATO A NON PAGARE LE TASSE IN ITALIA PER OLTRE 1,3 MILIONI DI EURO DI VINCITE CON IL POKER...
Estratto dell’articolo da www.ilfattoquotidiano.it
L’accertamento della Guardia di Finanza ha permesso di ricondurre al Fisco vincite per oltre 1,3 milioni di euro. Ma non solo. Nuovi guai per Enrico Camosci, uno dei migliori e più vincenti giocatori al mondo di poker live.
Da una parte c’è il risultato di una precedente ispezione: le Fiamme Gialle contestavano a Camosci di non aver dichiarato le proprie vincite al Fisco italiano.
Dall’altra parte c’è l’esito di un nuovo accertamento: a partire dal 2023 ha trasferito la propria residenza a Malta iscrivendosi all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (Aire), ma le indagini hanno consentito di accertare come il trasferimento fosse fittizio e finalizzato a sottrarre a tassazione in Italia i proventi dell’attività sportiva […]
[…] secondo la Guardia di Finanza, Camosci disponeva stabilmente di un’abitazione nell’hinterland bolognese, manteneva in Italia i propri legami familiari, operava su rapporti bancari nazionali alimentati da sistematici flussi di denaro provenienti dall’estero, lasciando di fatto, come anche evidenziato dai tabulati telefonici acquisiti nell’ambito delle indagini, il proprio domicilio fiscale nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo d’imposta, superando la soglia dei 183 giorni prevista dalla legge.
Per questo motivo, il giocatore di poker è stato denunciato alla Procura di Bologna per il reato di omessa dichiarazione dei redditi.
[…] La ricostruzione ha consentito appunto anche di recuperare a tassazione oltre 1,3 milioni di euro di vincite conseguite in case da gioco al di fuori dell’Unione Europea.
Se i premi corrisposti da case da gioco autorizzate all’interno dell’Ue non vanno dichiarati, in quanto soggetti a ritenuta alla fonte, quelli conseguiti al di fuori del territorio comunitario costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito. Tuttavia, nel caso del giocatore bolognese, pare che questi non sono mai stati dichiarati.




