ELIMINATO IL REGIME DI KHAMENEI, POTREBBE ARRIVARNE UNO PEGGIORE – L’IRAN NON È IL VENEZUELA: LA RETE DI POTERE DELLA TEOCRAZIA È STRUTTURATA E PUÒ CONTARE SU UNA MACCHINA REPRESSIVA FORMIDABILE. A CAPEGGIARLA SONO I PASDARAN, I GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE. SONO LORO IL VERO CENTRO DEL POTERE A TEHERAN, E UN GIORNO POTREBBERO SOSTITUIRSI AI RELIGIOSI. ANCHE SE, COME I SERVIZI SEGRETI, HANNO FATTO CILECCA NELLA GUERRA DEI 12 GIORNI CONTRO ISRAELE (LO STATO EBRAICO LI HA DECIMATI: NON L’AVEVANO VISTO ARRIVARE…)
Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”
La Repubblica islamica iraniana è […] nata da una rivoluzione e ha poi vissuto un cammino pieno di sfide.
[…] Teheran ha modellato nel tempo un gigantesco sistema composto da apparati «in concorrenza» e sovrapposti. Componenti che non di rado hanno avuto frizioni esplose qualche volta in regolamenti di conti, intrighi, faide.
Sopra tutti c’è la Guida, Ali Khamenei, leader malato e in parabola discendente. Sotto di lui il Consiglio per la sicurezza nazionale diretto da Ali Larijani, chiaro nel ribadire nessuna clemenza.
Per farlo non gli mancano certo gli uomini. Lo scudo principale, da sempre, è rappresentato dai Guardiani della rivoluzione, un «esercito» parallelo con Marina, divisione missilistica, dipartimenti spionistici.
Bene armati, con una presenza estesa e risorse importanti, hanno costituito un loro centro di potere grazie alle connessioni con il settore economico. Qualche osservatore non ha escluso che potrebbero un giorno sostituirsi ai religiosi in modo formale. Perché, stando a un’altra interpretazione, sono loro a tenere «in ostaggio» gli ayatollah. Una soluzione tecnica al posto di quella teocratica.
FORZE PARAMILITARI BASIJ MARCIANO A TEHERAN
[…] I pasdaran agiscono sia all’interno che fuori dai confini, […] non ritengono di avere limiti. La loro fama, però, è stata offuscata in estate quando gli israeliani sono riusciti a eliminare un buon numero di alti ufficiali, […] sorpresi nelle loro case, in rifugi e bunker.
[…] Il secondo elemento, specie per contrastare le proteste popolari, è rappresentato dai basij. Sono una milizia formata da decine di migliaia di uomini, in teoria tra i più convinti del messaggio khomeinista.
Uniscono la risolutezza alla fedeltà: quando la piazza esplode, sono tra i primi ad essere schierati. Le immagini li hanno mostrati spesso in unità a bordo di moto impegnate a dare la caccia ai dimostranti. Una massa di manovra ad affiancare i pasdaran.
Più defilate le forze armate regolari, Artesh, sempre tenute in secondo piano rispetto ai Guardiani. Tuttavia, nelle scorse ore, hanno diffuso un comunicato che fa presagire a un prossimo coinvolgimento diretto: «Monitoriamo il nemico e siamo pronti a proteggere il bene pubblico contro tutti i complotti».
Un loro intervento nelle strade potrebbe essere il segnale di ulteriori difficoltà nel fermare la contestazione […]. Ma anche la necessità di estendere la rete di protezione mentre Donald Trump torna a minacciare strike […]
[…] Il cerchio è chiuso dai servizi segreti. […] Guardano gli avversari lontani, schiacciano quelli interni, si sorvegliano tra loro. Ecco il ministero dell’Intelligence, gli agenti dei pasdaran, il J2 della Difesa, il dipartimento cyber, un network di agenzie collegato alla polizia, una serie di entità minori sempre impegnate nel rastrellare dati, prevenire infiltrazioni (anche nello strategico settore nucleare), contribuire a campagne di arresti.
Il comandante dei pasdaran Hossein Salami e il capo di Stato Maggiore Mohammad Bagheri
Gli sviluppi drammatici degli ultimi mesi hanno dato comunque un verdetto: chi doveva garantire la protezione ha fallito nel parare almeno una parte dei colpi portati dall’asse Usa-Israele, inoltre impiega metodi brutali per fermare chi chiede una vita migliore. Come in passato, solo che questa volta l’onda della protesta è possente.
[…] Gli esperti, dopo aver messo in guardia sulla disinformazione e le notizie inverificabili, concordano su una lenta decomposizione della Repubblica, con una situazione senza precedenti, ma sottolineano anche come i mullah abbiano sempre una loro base in una parte della società.
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