EMBRIONI, CHE ERRORE DA COJONI! - UNA COPPIA DI NAPOLI SCOPRE CHE LA LORO BIMBA, NATA CON LA FECONDAZIONE IN VITRO, NON È BIOLOGICAMENTE LA LORO FIGLIA: I MEDICI DELL'OSPEDALE SAN PAOLO HANNO IMPIANTATO UN EMBRIONE DIVERSO ALLA MAMMA. LA PROCURA APRE UN'INCHIESTA - IL DRAMMA DEL PAPA' 41ENNE DELLA BIMBA: "NEL LABORATORIO C’ERANO ALTRI 5 EMBRIONI NOSTRI CONGELATI, NON SAPPIAMO CHE FINE ABBIANO FATTO. SOSPETTIAMO CHE POSSANO ESSERE STATI SCAMBIATI E ALTRE COPPIE STIANO CRESCENDO NOSTRI FIGLI"
‘STA FECONDAZIONE ARTIFICIALE È STATA UN PO’ SUPERFICIALE – UN 41ENNE E UNA 36ENNE DI NAPOLI HANNO SCOPERTO CHE LA FIGLIA, NATA CON LA FECONDAZIONE IN VITRO, NON È BIOLOGICAMENTE LA LORO BAMBINA – È PROBABILE CHE CI SIA STATO UNO SCAMBIO DI EMBRIONE NEL CENTRO DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA: “CI SIAMO CHIESTI SE I NOSTRI ERANO STATI IMPIANTATI A UN'ALTRA COPPIA” – NONOSTANTE LA CLAMOROSA SVISTA, I DUE HANNO RICONOSCIUTO LA BIMBA E LA CRESCERANNO COME LORO…
1 - BIMBA NATA DALL’EMBRIONE DI ALTRI STOP AL LABORATORIO, INDAGANO I PM
Estratto dell'articolo di D. S. per il "Corriere della Sera"
Attraverso la procreazione assistita, una coppia napoletana ha avuto una bimba scoprendo poi che i genitori biologici sono altri. Un errore nella selezione della provetta ha portato ad impiantare un embrione diverso a una giovane mamma di Napoli.
La scoperta per i genitori — lui 41 anni, lei 36 — è avvenuta a giugno del 2025, una settimana dopo il parto e solo dopo l’uscita dall’ospedale San Paolo di Napoli, quando hanno letto il gruppo sanguigno della bimba. Il successivo test del Dna ha solo dato la conferma dell’utilizzo di un silos sbagliato per impiantare l’embrione fecondato alla donna.
Sul caso, dopo la segnalazione dell’Asl Napoli 1 Centro, già un anno fa sono intervenuti i carabinieri del Nas che hanno chiuso il reparto, ora completamente rinnovato, mentre la Procura di Napoli (procuratore aggiunto Antonio Ricci, sostituto Stella Castaldo) ha aperto un’inchiesta. Nel fascicolo è confluita anche la denuncia dei due genitori, che ipotizzano il reato di lesioni colpose nei confronti di due medici.
La vicenda è venuta alla luce ad oltre un anno dai fatti, poiché i genitori — ora assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, lo stesso del caso del piccolo Domenico morto per il trapianto di un cuore danneggiato — chiedono perché dopo così tanto tempo non ci siano ancora risposte da parte dell’azienda ospedaliera. [...]
2 - «AMIAMO QUESTA BAMBINA MA CI METTIAMO NEI PANNI DEI SUOI GENITORI BIOLOGICI»
Estratto dell'articolo di Dario Sautto per il “Corriere della Sera”
«Noi amiamo la bambina. Mia moglie l’ha portata in grembo, l’ha partorita, l’ha allattata e la stiamo crescendo con tutto l’amore possibile. Ma vogliamo sapere cosa è successo e ci mettiamo nei panni dei genitori biologici».
Ha 41 anni il papà di una bimba nata dopo l’impianto dell’embrione di un’altra coppia.
La scoperta è avvenuta nell’estate del 2025, dopo il parto all’ospedale San Paolo di Napoli. «Non sappiamo se possa esserci stato uno scambio di provette ( ieri escluso dall’Asl , ndr), dall’ospedale non ci fanno sapere nulla da un anno» spiega il papà, che preferisce l’anonimato.
Come avete scoperto di non essere i genitori biologici della bambina?
«Dal foglio neonatale rilasciato all’uscita dall’ospedale. Nostra figlia ha il gruppo sanguigno B, noi siamo entrambi A. Per noi è stato uno choc».
Cosa avete fatto?
«Abbiamo subito contattato la ginecologa che aveva seguito privatamente, e poi in ospedale, la gravidanza e il parto di mia moglie. Ci rispose che forse c’era stato un errore in laboratorio nel rilevare il gruppo sanguigno».
E siete tornati in ospedale?
«Sì. Al centro neonatale abbiamo ripetuto l’esame, che dà risultato in pochi minuti, invece sono spariti tutti e abbiamo atteso per oltre un’ora, prima di essere rinviati al giorno successivo».
Poi cosa è accaduto?
«Siamo stati convocati dal direttore del reparto, che ci ha confermato il gruppo sanguigno diverso e si è messo a disposizione per il test del Dna, fatto al Policlinico di Napoli».
Cosa avete provato?
«È stato un mese lunghissimo, tra paura, ansia, rabbia, frustrazione. Dopo un percorso medico così complicato, dopo aver avuto un figlio con questa tecnica, aver perso una successiva gravidanza e aver tentato nuovamente, hanno trasformato un momento di grande gioia in un periodo terribile».
Poi è arrivato il risultato dell’esame genetico.
«Sì e ci hanno confermato che la bimba non era una nostra figlia biologica. Lì ci è caduto il mondo addosso».
Perché?
«Perché per noi è come se avessimo perso 5 figli. C’erano altri 5 embrioni nostri congelati nel centro, non sappiamo che fine abbiano fatto. Sospettiamo che possano essere stati scambiati e altre coppie stiano crescendo nostri figli». [...]
3 – IL PADRE: “LA CRESCEREMO NOI MA SIAMO SOTTO SHOCK DITECI DOVE SONO I NOSTRI OVULI”
Estratto dell'articolo di Antonio Di Costanzo per “la Repubblica”
[...] Cosa vi fa più male?
«Siamo tormentati dal fatto che qualcuno possa crescere i nostri figli. Che i nostri embrioni siano stati impiantati ad altre persone. L'Asl non ci ha detto nulla. Solo quando davanti all'evidenza dell'esame del Dna ci hanno convocato, si sono scusati e ci hanno chiesto se avessimo bisogno di supporto psicologico e che sarebbero state avviate delle indagini interne per capire come sia stata possibile una cosa del genere».
Per un anno non si è saputo nulla, perché adesso avete resa pubblica questa denuncia?
«L'ho fatta uscire fuori io perché da un anno l'Asl è scomparsa, non ci ha detto niente, e addirittura siamo venuti a sapere che hanno riattivato il reparto, così, come se nulla fosse accaduto. Ovviamente può immaginare la rabbia di non sapere dove siano finiti i nostri potenziali bambini. Ci dissero: se voi eventualmente volete vi richiameremo, possiamo aprire il silos e possiamo verificare che siano i vostri, ma nulla è accaduto».
L'Azienda sanitaria di Napoli, però, adesso scrive in una nota che non c'è stato scambio perché i vostri embrioni non sono stati impiantati ad altre coppie. Cosa ne pensa?
«Ci fa piacere apprendere finalmente questa notizia. Vorremmo anche avere una documentazione che lo provi. In ogni caso il fatto stesso di aver impiantato un embrione a mia moglie è uno scambio. E il comunicato dell'Asl francamente appare diffamatorio. Spero vogliano rettificarlo». [...]
Chiederete un risarcimento?
«Abbiamo presentato una denuncia e con il nostro avvocato Francesco Petruzzi vogliamo giustizia. Ripeto, quello che abbiamo subito è atroce: è come se avessimo perso cinque potenziali figli in un istante, perché non sappiamo che fine hanno fatto. Non volevamo arrivare a questo ma non ci hanno lasciato altra possibilità».









