enrico varriale

“ENRICO VARRIALE CONTINUAVA A PASSARE SOTTO CASA DELL’EX ANCHE DOPO L’AGGRESSIONE. LEI AVEVA PAURA E NON USAVA PIÙ IL GARAGE”. LE TESTIMONIANZE AL PROCESSO CONTRO L’EX VICEDIRETTORE DI RAI SPORT – L’EX COMPAGNA HA PARLATO DI LITI FREQUENTI. PER TRE VOLTE È STATA CACCIATA DA CASA - L’ALTERCO PER MOTIVI DI GELOSIA IN CUI LUI LE AVREBBE SBATTUTO LA TESTA VIOLENTEMENTE AL MURO - VARRIALE ERA ATTESO IN AULA. AVREBBE DOVUTO RACCONTARE LA SUA VERITÀ MA NON SI È PRESENTATO PERCHÉ MALATO…

Valentina Lupia e Giulia Moretti per www.repubblica.it - Estratti

 

enrico varriale

“Ci parlava di liti frequenti, tre volte è stata cacciata da casa, fino all’aggressione. E anche dopo lui passava sotto casa sua”. L’iter giudiziario che coinvolge l’ex vice direttore di Rai Sport Enrico Varriale, accusato di aver picchiato e perseguitato l’ex compagna e di aver alzato le mani, successivamente, anche un un’altra donna, prosegue con le testimonianze in aula.

 

Sono i racconti di chi ha aiutato la prima vittima e adesso spiega le conseguenze di quelle aggressioni: “Mostrava uno stato emotivo provato, aveva paura ed era ansiosa”. Era arrivata addirittura a cambiare le proprie abitudini: “Non usava mai il garage”, tanta era la paura di ritrovarselo lì. Anche Varriale oggi era atteso in aula. Avrebbe dovuto raccontare la sua verità, difendersi dalle accuse che ha sempre respinto, ma non si è presentato poiché malato.

 

Le testimonianze

enrico varriale 3

Sono però state ascoltate, come testimonianze di parte civile, le psicologhe dell’associazione Differenza Donna e del centro antiviolenza al quale la vittima si era rivolta dopo le aggressioni denunciate. “Veniva al Cav con cadenza settimanale e la supportavamo telefonicamente fino alla misura di non avvicinamento, poi gli incontri si sono diradati ma è continuata a venire al centro per essere sostenuta nelle fasi del processo”, dice la direttrice del Centro. Che aggiunge: “Ha raccontato di liti frequenti e tre volte è stata cacciata da casa”. Poi “c'è stata una escalation fino all'aggressione fisica”. Infine, “dopo la fine della relazione, Varriale ha continuato a mandarle messaggi e far telefonate intimidatorie”. Ma non si sarebbe limitato a questo: “Lui passava sotto casa e lei lo vedeva dalla finestra”, ha detto in aula la testimone raccontando una circostanza che l’ex direttore di Rai Sport ha sempre smentito.

 

È stata ascoltata anche la psicologa del centro che ha supportato la donna. “Mostrava uno stato emotivo provato. Aveva paura ed era ansiosa dati dai continui messaggi e telefonate di Varriale. Dormiva poco e male, faceva fatica a seguire la sua routine, prima di uscire controllava dalla finestra” se Varriale fosse lì. E “al rientro non usava mai il garage”. Secondo la testimone, la vittima preferiva parcheggiare in strada, dove in caso di aggressione qualcuno forse avrebbe potuto aiutarla. “L’ansia e il senso di pericolo” si sono accentuati quando” la donna è stata “contattata dalla nuova compagna di Varriale, che in quel momento era in ospedale dopo un’aggressione”. 

enrico varriale 2

 

 

(...)

 

L’aggressione

I "gravosi impegni del giornalista", "la sostituzione nelle telecronache della partita", "il procedimento disciplinare" dettato dal mancato rispetto della quarantena durante gli Europei di calcio "e infine la mancata conferma come vicedirettore della testata giornalistica Rai Sport", vengono ricordati negli atti come i elementi che descrivono un momento difficile per il giornalista, ma che non giustificano quanto, secondo la procura, è accaduto l'estate scorsa.

 

enrico varriale 1

Un crescendo di tensione degenerato il 6 agosto: "Durante un alterco per motivi di gelosia, la sbatteva violentemente al muro - si legge nel decreto che dispone il giudizio immediato - scuotendole e percuotendole le braccia, sferrandole violentemente dei calci". La donna avrebbe cercato di rientrare in possesso del suo cellulare, ma Varriale "la afferrava al collo con una mano", aveva scritto il giudice Monica Ciancio. Causandole lesioni al braccio, alla mano, al gomito, al ginocchio e al collo. Ferite giudicate guaribili in 5 giorni. Fin troppo pochi rispetto a quelli necessari per superare il trauma che Varriale ha sempre minimizzato, spiegando che i fatti denunciati sono stati amplificati.

 

Lo stalking

ENRICO VARRIALE 33

Dopo l'aggressione, la vittima ha deciso di troncare la relazione. Ma il giornalista avrebbe cercato "ossessivamente di entrare in contatto" con lei chiamandola, inviandole messaggi e citofonandole. Il tutto contornato da insulti sessisti e minacce di far perdere alla donna una collaborazione giornalistica. Agli appostamenti di Varriale, corrispondevano gli attacchi di panico della vittima. Tutte accuse che l’imputato ha sempre negato. Oggi il giornalista, che aveva anche ricevuto dal gip di Roma il divieto di avvicinamento a meno di 300 metri dalla vittima e che era stato sospeso dalla Rai, avrebbe potuto dire la sua. Ma l’esame dell’imputato è stato rimandato a causa delle sue condizioni di salute.

ENRICO VARRIALE 19ENRICO VARRIALE

Ultimi Dagoreport

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…

giorgia meloni nomine eni enel terna poste consob leonardo giuseppina di foggia paolo savona cladio desclazi cingolani del fante cattaneo

FLASH – CON LA SCUSA DELLA GUERRA, IL GOVERNO RINVIA LA DISCUSSIONE SULLE NOMINE NELLE PARTECIPATE! LA RIUNIONE TRA I DELEGATI DELLA MAGGIORANZA (LOLLOBRIGIDA-FAZZOLARI PER FDI, PAGANELLA-SALVINI PER LA LEGA E TAJANI-BARELLI PER FORZA ITALIA), PREVISTA PER OGGI, È STATA RIMANDATA A DATA DA DESTINARSI - GLI ADDETTI AI LIVORI MALIGNANO: È UNA BUONA OCCASIONE PER POTER FARE UN BLITZ ALL’ULTIMO MINUTO. IL TEMPO STRINGE: LE ASSEMBLEE VANNO CONVOCATE 30 GIORNI PRIMA PER POTER PROCEDERE CON I RINNOVI…